Postura ed emozioni: sono collegate!

Postura ed emozioni: sono collegate!

Possono le emozioni influenzare la nostra postura? E’ ampiamente dimostrato dalla psicosomatica questa correlazione indissolubile che collega psiche organi visceri e colonna vertebrale.

Corpo e Psiche sono intimamente legati, ” trattando posturalmente” il corpo, trattiamo anche la Psiche (spirito).

Avete mai osservato la posizione delle vostre spalle quando siete tristi? Tende a chiudersi, mentre quando siete entusiasti le vostra posizione assume una postura piu’ sicura ed aperta.

Oppure vi siete mai ritrovati dopo una situazione stressante irrigiditi nei muscoli del volto,con i pugni ancora chiusi oppure i glutei serrati ?

Questo è un esempio semplice che ci indica come  Il corpo e la mente  siano strettamente connessi tra loro.

Se ci addentrassimo oltre potremmo trovare legami tra indigeribilità psichica e stomaco, tra sensi di colpevolezza ed intestino crasso ,tra malinconia e polmoni, tra la collera e il fegato.

Postura: come l’energia influisce sulla posizione eretta

Molti studi hanno dimostrato come il mantenere una posizione eretta durante situazioni difficili piuttosto che in contrazione per autoprotezione, aumenti la possibilità di gestione dell’impatto emotivo. L’energia libera di circolare o meno, ha effetti sull’individuo.

Se fluida e non trattenuta dagli effetti paralizzanti dello stress e della paura l’energia è libera di circolare.

Se perturbata invece essa non è in grado di poter andare là dove normalmente dovrebbe essere disponibile nel corpo per le necessità del caso. Assicurando quindi libertà di movimento e flessibilità appropriate.

Inibito e congelato dall’attacco stressante, fisico psichico o emozionale non importa,il corpo organizza coerentemente come un tutt’uno gli effetti a ricaduta dell’impatto sull’insieme delle catene muscolari visceri organi e struttura.

Inserire piccoli accorgimenti posturali tipo il far cadere le spalle quando ci si trova in posizione di guida. Oppure in automobile o al computer. Oppure aver cura di migliorare la nostra postura correggendola o migliorandola, contribuisce al nostro benessere somatopsichico.

Come interviene lo specialista di Osteofluidica?

Lo specialista di Osteofluidica osserva la vostra totalità. La capacità di ampiezza respiratoria, le asimmetrie del cranio del torace, e contempla con un tatto super sensibile la presenza del movimento respiratorio primario in tutti i distretti corporei.

Esegue un bilancio,valuta la  lunghezza degli arti,la vostra postura, le correla e le armonizza normalizzando le eventuali differenze esistenti.

Essenzialmente opera azioni di bilanciamento. Vale a dire  vi permetterà di raggiungere l’armonia con  voi stessi.

La migliore disponibilità energetica intercorrelata disponibile nei tre livelli psico fisico emozionali contemporaneamente in un solo spartito, l’affaticamento, stress, nervosismo e tutti i disagi causati dalla vostra cattiva postura.

E dai vissuti emozionali che disturbano la vostra vita  quotidiana spariranno spontaneamente. Poichè essi sono presenti quale testimonianza della mal distribuzione energetica e fluidica circolatoria.

Per l’osteofluidica è un dato di fatto che la nostra postura ed  il nostro modo di “Essere” siano l’una lo specchio manifesto esterno e visibile dell’altro non manifesto e invisibile.

Che un sintomo fisico possieda in se un contenuto psichico e che tutto l’Essere Umano sia interconnesso contemporaneamente ed integrato in tutte le sue dimensioni ed in tutti i piani esistenziali.

Come fossero in filigrana.

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Fabio Rizzo e l’Osteofluidica Cranio Sacrale

Fabio Rizzo e l’Osteofluidica Cranio Sacrale

Fabio Rizzo è una delle poche personalità in Italia che si occupa di praticare e divulgare i metodi curativi dettati dalla disciplina osteofluidica. Egli è stato tra i primi osteopati in Italia ad insegnare questo tipo di terapia, che può essere d’aiuto per i dolori fisici, ma anche per i blocchi mentali.

L’osteofluidica, o osteopatia energetica non strutturale, è una pratica nella quale si interviene sul corpo in maniera dolce e mirata. Diversamente da quanto accade con i metodi tradizionali dell’osteopatia. Tale disciplina infatti si concentra maggiormente sull’ascoltare il corpo e i suoi fluidi.

E ha lo scopo di liberare l’energia e l’equilibrio che vengono “soffocati” dalla gestione interna, intima e personale  dei vari traumi subiti nel corso della vita.

Se vuoi approfondire l’argomento, leggi anche: “Osteofluidica: che cos’è e cosa cura”.

Fabio Rizzo: chi è e cosa fa

Fabio Rizzo è un massofisioterapista, osteopata e kinesiologo. Da più di 25 anni, dedica la sua vita allo studio della comunicazione del sistema corporeo nella sua totalità, al fine di migliorare lo stato di benessere fisico e mentale dell’essere umano.

Diplomato presso l’Istituto “Enrico Fermi” di Perugia con il massimo dei voti, Rizzo decide di continuare il suo percorso di studi in Francia. Qui si specializza in Osteopatia Fluidica, Kinesiologia e OsteoQuantica presso la Artec Formation e la Licorne Formation.

Dopo gli studi, l’osteopata prosegue conducendo uno studio approfondito sul MRP (Movimento Respiratorio Primario) e sulle tensioni muscolo fasciali. È iscritto ai ruoli del Settore Tecnico F.I.G.C presso il casellario dei servizi di medicina legale Ausl Torino e Ausl Parma.

Dal 1995, Fabio Rizzo organizza seminari di medicina naturale a Parma, insegnando cos’è e come funziona l’osteopatia fluidica, in concomitanza con i metodi della Medicina Tradizionale Cinese e con una corretta alimentazione.

Divulga le sue conoscenze di Myofascial Expert Touch, Linfodrenaggio Dinamico e Riflessologia Globale. Ed è inoltre insegnante di Zen Shiatsu secondo la scuola del maestro S. Masunaga.

Osteofluidica: ascoltare il corpo e liberare l’energia

Dopo una vita passata a studiare, formarsi e specializzarsi, l’osteopata ha messo a punto un suo metodo personale di massaggio che è il risultato delle sue conoscenze nelle varie discipline sopra citate. Si chiama Armonizzazione Energetica Globale.

Fabio Rizzo è stato spesso intervistato da varie testate giornalistiche, come La Stampa e La Repubblica. Ha ideato e realizzato il programma settimanale Energia&Salute in onda su Telecolor TV, ed è stato periodicamente ospite del programma VivereMeglio su Rete 4.

Rizzo oggi tiene corsi di formazione e pratica i trattamenti dell’osteofluidica nel suo studio di Parma. Inoltre, viene spesso invitato nelle scuole e nelle aziende per tenere workshop in varie regioni d’Italia.

Ha pubblicato inoltre il DVD “Myofascial Expert Touch”, che comprende un corso di liberazione dei meridiani tendino muscolari. E ha scritto il libro “Osteofluidica-il cammino della salute”.

Fabio Rizzo ha dedicato e dedica ancora la sua vita ad insegnare e diffondere trattamenti e discipline alle quali, spesso, non si dà troppo credito.

La maggior parte delle persone vive la propria vita inconsapevolmente.  Con il passare degli anni, l’individuo non si rende conto che tutto ciò che ha vissuto viene incanalato all’interno del suo cervello e poi si trasmette al corpo.

Una volta che si intraprende questo cammino di auto-guarigione, i traumi subiti nella vita, invece che diventare un peso opprimente, possono trasformarsi in forza e potenziale.

Un professionista che sa ascoltare il corpo, le sue pulsazioni e l’energia che è immobilizzata al suo interno. Quello che fa, in semplici parole, è restituire alla persona il suo equilibrio, insegnandole come fare a “salvarsi da sola”.

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Metodo Poyet: i principi fondamentali dell’osteofluidica

Metodo Poyet: i principi fondamentali dell’osteofluidica

Maurice Poyet fu un osteopata kinesiologo francese che scoprì una nuova disciplina di intervento dolce sul corpo, battezzato poi come il “Metodo Poyet”.

Questa metodologia innovativa è mirata a ripristinare le potenzialità di riequilibrio energetico nell’organismo. Non effettua manipolazioni strutturali, come l’osteopatia tradizionale, ma si basa sull’ascolto dei movimenti fluidici intrinseci del corpo.

Attraverso stimolazioni riflessogene sensitive leggere, la disciplina osteofluidica metodo Poyet permette al corpo di auto-guarirsi, rigenerando il naturale movimento energetico globale.

Metodo Poyet: “come una farfalla si posa su un fiore”

Poyet, l’osteopata francese padre del metodo dopo tanti anni di pratica e ricerca arrivò al punto di affermare che la psiche e il corpo dell’essere umano fossero un unità. Egli riteneva che dopo ogni evento, attacco, stress o trauma che potesse colpire in qualunque modo l’individuo, avvenisse una reazione di risposta psicosomatica che coinvolgeva ogni parte del corpo.

Secondo tale assunto, all’interno dell’organismo umano è presente una rete di fluidi energetici che scorrono naturalmente. A questa è dovuta la vitalità dell’individuo ed il suo benessere mentale e fisico.

Il metodo Poyet è una terapia cranio-vertebro-sacrale, secondo la quale l’osso sacro funziona come una tastiera. L’osteopata credeva appunto che l’osso sacro contenesse delle specifiche rette reattive energetiche. E che, se stimolate nel modo giusto, tutte le vertebre dell’asse cranio-sacrale avessero delle reazioni.

Proprio come se, sfiorando in modo leggerissimo i tasti giusti dell’osso sacro (tastiera), l’energia libera di circolare si diffondesse in maniera autonoma “informando “ l’intero organismo. Per questi motivi, l’osteopata denominò il suo metodo anche “terapia informazionale”.

Tale trattamento di osteofluidica non necessita di interventi di riassestamento meccanico di ossa o vertebre. Bensì, si basa sullo sfiorare delicatamente dei punti precisi del corpo. Come Poyet amava ripetere, le stimolazioni devono essere “non più forti di una farfalla che si posa su un fiore”.

Il senso della teoria e il significato dell’osteofluidica

Il metodo Poyet infatti, basa la sua azione prima di tutto sull’ascolto dei movimenti fluidici. Secondo cui, semplicemente toccando qualsiasi zona del corpo, una mano attenta è in grado di sentir scorrere i fluidi. Ed è capace di intendere anche se la naturale circolazione è stata interrotta per via delle barriere di protezione fluidiche.

Tali barriere si formano nel momento in cui l’individuo subisce dei traumi psichici, fisici oppure emozionali. In quei momenti, ogni zona del corpo viene “colpita”. Così, per poter sopravvivere, l’organismo si autodifende innalzando difese che interrompono i normali movimenti dei flussi energetici. Andando avanti col tempo, questi squilibri possono portare alla nascita di dolori fisici e malesseri psichici.

Per poter ripristinare dunque l’armonizzazione fluidica globale, è necessario sottoporsi ai trattamenti di osteofluidica. Si inizierà con l’ascolto tattile, dove il professionista si concentra nel sentire il movimento fluidico del corpo, e nel ricercare le eventuali barriere di difesa createsi.

Dopodiché si passerà allo studio di un piano d’azione che si basa sulla liberazione delle restrizioni periferiche Mio-fasciali  rilanciando contemporaneamente l’Energetica dei Meridiani, ovvero la rete energetica della Medicina Tradizionale Cinese presente all’interno del corpo. A seconda del giusto collegamento, il professionista di osteofluidica capirà come e dove intervenire su ogni persona.

Infine, la seduta si conclude con le stimolazioni riflessogene sull’osso sacro e sull’asse cranio-sacrale. Durante ogni passo del trattamento, il paziente sarà coinvolto e parteciperà attivamente ai processi di auto-liberazione.

In questo modo, egli imparerà a rigenerare autonomamente l’energia che scorre nel suo corpo. In sostanza, gli verrà insegnato come, ascoltare e comprendere, rivisitare il presente con una nuova visione  psico-biologica aperta  a tutto ciò che il corpo gli sta mostrando, la gestione psicosomatica dei suoi stress. Dando spazio alla positività e all’energia, allontanando ansie e stress.

Foto di jarmon_88 da Pixabay.

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Postura: lo stress incide notevolmente

Postura: lo stress incide notevolmente

Lo stress incide sulla postura. Di natura psicologica o emotiva, i fattori  di stress sono  in grado di produrre notevoli cambiamenti nel sistema muscolo-scheletrico, influenzando il funzionamento complessivo del corpo.

La rabbia, la paura, l’ eccitazione o  la depressione producono schemi posturali e muscolari scorretti.
Molte posture e tensioni difensive derivano da ansia e stress.

La prima risposta somatica che il corpo mette in campo per fronteggiare questi stati sono delle barriere di sicurezza interne attuate per non permettere agli eventi perturbanti di poter entrare in profondità.

Un esempio classico è dato da un sentimento sottile di angoscia del futuro, che obbliga l’essere ad attivare permanentemente una forma rassicurante di controllo difensivo.

L’osteofluidica cranio sacrale contribuisce al miglioramento della regolare fluidità originale perturbata dagli effetti delle proprie paure e degli stress esterni.

Postura: come il corpo reagisce allo stress

Non esistono due persone che reagiscono allo stress nello stesso modo. Anche in condizioni identiche, reazioni ed effetti variano. Mentre è importante conoscere cosa è lo stress e come il corpo reagisce ad esso in generale.

Perché una persona sviluppa un’ulcera, un’altra il diabete ed un’altra ancora la pressione alta?

Tutte queste condizioni possono essere il risultato apparente di schemi di stress simili. È evidente, quindi, che i fattori di stress non determinano la risposta del corpo.

La personalità  è il fattore determinante per stabilire quali aspetti del corpo si adatteranno o reagiranno in risposta a qualsiasi stimolo o stress.

La malattia, in ultima analisi, è il  tentativo creativo inconscio di trovare soluzioni a fattori limitanti dall’ambiente totale in cui una persona vive, internamente verso se stesso,esternamente in confronto agli altri.

I fattori di stress

Se i fattori di stress sono costanti o ripetuti frequentemente, e non c’è rilascio dell’accumulo di tensione, possono manifestarsi una varietà di sintomi.

Tra cui problemi di postura, vertigini, dolori e rigidità muscolare, cefalea, disturbi della vista, ipertensione, problemi circolatori e cardiaci. Anche difficoltà respiratorie, tra cui asma e allergie, palpitazioni, disturbi digestivi, tra cui ulcere, difficoltà di deglutizione, disturbi della glicemia (alta o bassa), mal di schiena, disturbi della pelle, disturbi intestinali…

Fattori di stress nocivi spesso rientrano in categorie quali difficili rapporti personali, pressione eccessiva a causa di scadenze e dei fattori tempo, ansia finanziaria, incapacità di comunicare sentimenti.

O ancora problemi di personalità (baricentro esterno, etc), incapacità di concentrarsi e vivere nel presente (il futuro o il passato dominano), drammatici cambiamenti di stile di vita etc.

Sindrome Generale di Adattamento

Quando lo stress è prolungato o ripetuto frequentemente possono avere inizio una serie di cambiamenti che fanno parte di ciò che è conosciuta come la Sindrome Generale di Adattamento.

Inizialmente i meccanismi di autoregolazione del corpo, che mantengono l’equilibrio interno, affrontano in modo adeguato gli episodi costanti di eccitazione, con tutti i cambiamenti che questi richiedono.

Dopo mesi o anni però, la capacità del corpo di adattarsi o affrontare adeguatamente sarà compromessa. Inizia così uno squilibrio e una rottura degli equilibri interni, subentra così la fase di esaurimento  prendendo il posto della fase di adattamento.

I segni di stress si manifestano con varie problematiche.

Se nulla di positivo viene fatto durante la fase di esaurimento si determinerà il crollo finale dell’individuo.

Postura e disfunzioni ossee

Cosa è che determina la “rottura” di una parte del corpo sotto uno stress prolungato?

La domanda è provocatoria, in effetti non si può isolare il corpo dall’unità psico emozionale che lo compone.

Cos’è che determina la rottura di un Essere Umano?  Profonda demotivazione, carenza di autostima, educazioni familiare restrittive indotte dalla nascita, condizionamenti sociali, isolamento della società.

Questi i fautori di sentimenti di auto svalutazione e auto destrutturanti, causa di demineralizzazione e fragilità scheletrica.

Esistono nelle persone aree o segmenti della colonna vertebrale che sono anormali in almeno uno di questi tre modi:  aree possono essere ipersensibili alla pressione, aree limitate nella mobilità (movimento) o asimmetriche (fuori posizione).

Tali cambiamenti sono comuni anche in persone apparentemente sane.

Stress e attitudini posturali sono strettamente correlati e discipline come l’osteofluidica possono ovviare e migliorare i fattori negativi ad essi connessi. Questa disciplina agisce in maniera ottimale su problemi legati alla postura.

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STRESS POST TRAUMATICO – LE FERITE INVISIBILI

STRESS POST TRAUMATICO – LE FERITE INVISIBILI

Le emozioni vissute e le reazioni che le accompagnano in alcuni casi sono così intense che le parole non bastano a descriverle: occorre scendere nell’io profondo e curarne le ferite.
Il disturbo da stress post-traumatico può essere collegato a un’esperienza isolata, come ad esempio: un incidente, un incendio, una violenza fisica o un’aggressione-stupro, un disastro naturale, un incidente aereo, un incidente sul lavoro o domestico, una serie di eventi passati o presenti come molestie sessuali (lavoro o famiglia).
Oppure, come di questi tempi, una Pandemia. C’è una memoria tissutale del trauma accompagnata da una memoria traumatica psico-emotiva quasi illimitata. Il Trauma è sempre accompagnato da una reazione psicologica conscia e inconscia.
L’associazione Global Salus Formazione Evolutiva affronta l’argomento con un incontro sul tema STRESS POST TRAUMATICO – LE FERITE INVISIBILI.
La conferenza, che vedrà come relatore l’osteopata Fabio Rizzo si svolgerà in osservanza delle regole di sicurezza anti-Covid domenica 11 ottobre alle ore 20,30 nella  Sala Santa Croce in Via Spolverini 4/c. La partecipazione è gratuita.
Posti a esaurimento, prenotazione obbligatoria 800824612[email protected].
Fabio Rizzo è Osteopata, kinesiologo, Massofisioterapista. Si specializza  in Francia (Montpellier Toulon ed Evian ), in Osteopatia Fluidica, Kinesiologia, Osteogenealogia e in Osteodouce (OsteoQuantica). Ha condotto un approfondito studio sul Movimento Respiratorio Primario (MRP) e sull’ Energetica Fluidica, limitante il potenziale dell’essere umano. Conduce seminari di formazione in Osteofluidica Cranio Sacrale nella sua scuola a Parma.
Barriere fluidiche: cosa sono? Che effetto hanno sul corpo?

Barriere fluidiche: cosa sono? Che effetto hanno sul corpo?

La disciplina Osteofluidica Cranio Sacrale si basa sul portare l’essere umano ad abbattere le barriere fluidiche che si creano all’interno del suo corpo. Aiutandolo, appunto, a riconquistare la sua flessibilità adattiva.

Spesso si immagina che le zone del corpo che si conoscono e si studiano sui libri, siano in qualche modo divise e che lavorino in maniera indipendente. La verità è che le varie parti del fisico vivono tutte in costante collegamento, dalla testa ai piedi, dall’interno all’esterno.

Ciò che crea questo grande legame è appunto il passaggio dei fluidi corporali, che spesso può venire interrotto dalle barriere fluidiche.

Vediamo cosa sono e in che modo possono manifestarsi.

Barriere fluidiche: che cosa sono

I tre maggiori fluidi corporali che permettono al corpo di vivere, e ai suoi componenti di comunicare, sono:

  • il sangue;
  • la linfa;
  • il liquido cerebro-spinale.

Nel momento in cui il fisico, la psiche o la parte emozionale subiscono un trauma, vengono a crearsi delle tensioni all’interno del corpo. Tali tensioni possono manifestarsi come dei nodi di tensione muscolari, ma anche come ristagni linfatici oppure della normale circolazione sanguigna.

Queste sono definite appunto ‘barriere fluidiche’. Come se all’interno del corpo si innalzassero improvvisamente dei muri che non permettono più ai fluidi di circolare liberamente. A lungo andare, a causa dei tanti traumi accumulati, le barriere diventano sempre più numerose e sempre più resistenti, fino al punto di imporre dei veri e propri “stop”, somato-psichici.

Il modo di muoversi, così come il modo di pensare o di vivere di un individuo, sono conseguenze di tutto ciò che egli ha vissuto durante la sua intera esistenza. La presenza delle barriere fluidiche, comporta spesso il sentirsi intrappolati in qualcosa che non si sa nemmeno cosa sia.

Le conseguenze e il ruolo dell’Osteofluidica Cranio Sacrale

I traumi che si subiscono nella vita sono talmente numerosi che è praticamente impossibile non “cadere nella trappola”.

Dal momento in cui si nasce, lo stesso parto è un trauma. Perché porta appunto ad essere tirati fuori da quella sfera di sicurezza e protezione che era il grembo materno. E il fatto che non si ha memoria di quei tempi non significa che non comportino delle conseguenze, perché saranno comunque sempre impressi nel cervello limbico, sede delle emozioni.

Da allora in poi, ogni trauma fisico (come un incidente) o psichico (come una grande delusione o un rifiuto), porta alla nascita delle barriere fluidiche. Ovvero, a dei blocchi mentali e corporali che impediscono di vivere in maniera libera e consapevole.

I trattamenti di osteofluidica possono avere un grande ruolo nell’aiutare l’individuo a riconquistare questa libertà. I professionisti della disciplina, in molti paesi riconosciuta come metodo clinico, sono in grado di individuare i punti in cui si concentrano le barriere fluidiche.

Dopodiché, intervengono stimolando dolcemente i dinamismi di motilità che col tempo sono stati bloccati dai traumi subiti.

L’Osteofluidica Cranio Sacrale, conosciuta anche come terapia informazionale fluidica, agisce lavorando sulla colonna vertebrale sull’asse cranio sacrale, principalmente stimolando linee energetiche presenti sull’osso sacro, studiate e sperimentate a lungo da Maurice Poyet, padre del metodo .

Dall’osso sacro l’organismo è in grado di far reagire ogni vertebra, dal coccige al cranio, e di restituire al corpo e alla mente l’energia e l’equilibrio necessari per riconquistare la propria libertà.

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