Cervicalgia: ecco gli esercizi da svolgere

Cervicalgia: ecco gli esercizi da svolgere

La cervicalgia è un disturbo molto frequente che colpisce il collo e tutta la zona circostante.

Il collo è una vera opera d’arte della natura. In esso si concentrano vertebre, legamenti, muscoli, nervi e ghiandole (la tiroide) con funzioni e interattività sbalorditive.

L’origine del dolore cervicale (o cervicalgia) può derivare dal semplice spasmo muscolare dopo raffreddamento, all’artrosi (calcificazioni intorno alle articolazioni- e corpi vertebrali ), all’anchilosi spondilartritica ( perdita dell’articolarità), dove i legamenti calcificano e rendono la colonna rigida

La cervicalgia semplice è una disfunzione che risponde pefettamente alle cure manipolative (cercate sempre professionisti seri, diffidate dei terapisti della riabilitazione improvvisati).

Come prevenire la cervicalgia

Per prevenire la cervicalgia evitate di tenere posture sbagliate per un tempo prolungato; ad esempio, la posizione del mento appoggiata a una mano quando si sta davanti allo schermo).

Ricordate sempre che i muscoli si adattano alla posizione assunta, per cui, se la postura è sbagliata, il muscolo si accorcia e, contraendosi, si ritrova alle prese con un ridotto apporto di sangue e di ossigeno.

Da ciò derivano dolore, sensazione di bruciore e rigidità, che possono sfociare in nausea, capogiri, formicolii alla mano (specie se si usa molto il mouse; in quel caso si parla di mouse arm syndrome, ovvero “cervico-brachialgia da uso del puntatore”).

È utile sciogliere le tensioni profonde attraverso massaggi o leggere trazioni. Ovviamente, se la postura errata è un’abitudine, poco potranno le tecniche di palpazione.

Esercizi per sciogliere le tensioni cervicali

Vi proponiamo un piccolo esercizio per sciogliere le tensioni a livello cervicale: in piedi, inclinate il capo a destra e poi a sinistra, molto lentamente.

Sentite i muscoli allungarsi a ogni espirazione, mentre raccogliete l’energia quando inspirate.

Poi alzate un braccio, e abbassate l’altro; spingete entrambi indietro e invertite.

Imparare a rilassarsi è un lavoro indispensabile per chi soffre di questo disturbo; un imperativo che sul lungo periodo porta innumerevoli benefici.

Per questo può essere utile seguire lezioni di Chi kung (Qi gong) tenute da maestri esperti che sappiano guidare l’immaginazione volta a veicolare il respiro e l’attenzione tra le diverse parti del corpo.

Esercizi di ginnastica isometrica

Ecco intanto semplici esercizi di ginnastica isometrica che potete svolgere ovunque:

Con le mani dietro la nuca forzare in avanti ed in basso la testa, focalizzando l’attenzione sulla sensazione di tensione a livello dei muscoli posteriori del collo.

Con una mano sulla testa esercitare una trazione laterale verso destra e ripetere poi a sinistra, sempre mantenendo ben ferme le spalle.

Volgere molto lentamente il viso verso l’alto fino da avere la testa rovesciata all’indietro.

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Dolore cervicale: cause, sintomi, rimedi

Dolore cervicale: cause, sintomi, rimedi

Il dolore cervicale causa problemi alla vista, formicolii e intorpidimento, rigidità del collo, tachicardia, vertigini, rigidità, specie al mattino.

I sintomi possono avere variabile entità: si va dal semplice torcicollo ad un dolore che si può estendere fino alle braccia rendendo difficoltosi i movimenti. Dal senso di nausea, di vertigine ai giramenti di testa, alla perdita di equilibrio o ronzii alle orecchie, ai problemi all’udito (nella zona cervicale passano le radici nervose).

Dolore cervicale: le cause

Le cause del dolore cervicale possono essere di diversa natura. Le più comuni sono;

  •     Cattiva postura
  •     Poca attività fisica e vita sedentaria
  •     Colpi di freddo
  •     Posizioni errate durante il sonno (cuscino non idonei)
  •     Stress e tensioni emotive
  •     Difetti occlusali delle arcate dentali

Cure ed alimentazione

Il dolore cervicale è correlato spesso agli organi fegato cistifellea e intestino crasso. E’ necessario quindi un alleggerimento con verdure dal gusto amaro (cicoria, cime di rapa, radicchio, indivia belga) ripassate in padella con aglio e (poco) olio extravergine di oliva.

Andrebbero consumati più di frequente alimenti quali carciofi e ortica. Utile anche una tisana di cardo o di carciofo, ottenuta mettendo a bollire una foglia della pianta per 15/20 minuti, da prendere prima di colazione e cena.

A volte il dolore cervicale può essere conseguente a una stasi del sistema linfatico, soprattutto nelle persone predisposte a mal di gola e sinusiti. Per evitare la stasi del sistema linfatico, ma anche per supportare fegato e cistifellea, è necessario ridurre latte e derivati, grassi di origine animale contenuti in carne e insaccati, farine raffinate e cibi industrializzati.

La zona cervicale della nostra colonna non si infiamma solo per fattori fisici che intervengono sul sistema osteoarticolare, ma anche per squilibri emotivi e atteggiamenti caratteriali che portano a eccessiva rigidità.

A volte, tale disturbo si verifica in un periodo caratterizzato da troppi impegni da gestire, così lo stress che si accumula, si scarica completamente sulla zona cervicale, portando a dolori lancinanti e contratture.

Per questi motivi, nella cura delle cervicalgia, i fiori di Bach possono rivelarsi un ottimo rimedio naturale.

I fiori di Bach

Tra i fiori di Bach più utili per curare il dolore cervicale ci sono il Rock Water, e l’Oak.

Rock Water: aiuta chi soffre di dolori articolari, contratture e rigidità fisica agli arti e al collo, per una concezione troppo controllata della vita, privata del lato giocoso. Indicato per chi s’impone (e impone ad altri) alti ideali di perfezione, regole fisse e inattaccabili. Chiuso in sé, è un pessimo interlocutore, non si mette in discussione; evita il confronto, pensando di avere sempre ragione, negandosi così la possibilità di crescere.

Questo fiore dona flessibilità mentale, apertura, ed elasticità caratteriale. Aiuta ad aprirsi ai piaceri della vita, a sciogliere la rigidità morale, e, di conseguenza, anche quella fisica.

Oak: è il rimedio per chi soffre di dolori cervicali, contratture di spalle e collo a causa di un eccessivo senso del dovere che non permette riposo. L’individuo non si sottrae mai agli impegni e lotta ogni giorno con tutta l’energia possibile, senza concedersi un attimo di tregua.

Ha un senso del dovere talmente sviluppato, eccessivo, da non permettersi mai un cedimento, una malattia. Inflessibile con se stesso, auto-esigente, è un lavoratore accanito. Il rimedio aiuta a capire l’importanza di rilassarsi, di riposare; permette di prendersi le meritate pause, addolcendo il senso del dovere.

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Dispepsia: cause, sintomi e psicodigestione

Dispepsia: cause, sintomi e psicodigestione

La dispepsia può essere definita in prima istanza come una condizione patologica caratterizzata dalla presenza predominante di dolore e/o fastidio persistente o ricorrente localizzato nell’epigastrio.

Ma la conoscenza profonda dell’essere umano non può derivarci dalle descrizioni anatomiche e istologiche dei suoi organi interni,quanto dai rapporti dinamici che intercedono fra un organo e l’altro.

Di seguito un’attenta analisi su tutti gli organi interessati, cause e sintomi della dispepsia.

 

Dispepsia: la milza

Noi potremo,ad esempio,sapere al millesimo la struttura morfologica e istologica della milza, ma questi dati interessanti scadono di efficacia,se si considera la caratteristica principale di quest’organo a movimento ritmico con la pulsazione del sangue.

Anche la milza ha una sistole e una diastole. Si gonfia alcune ore dopo il pasto e più tardi ritorna su se stessa. Essa è dunque il cuore delle linfe : e come tale,cerca di ritmizzarle alle esigenze della circolazione sanguigna.

Ecco perchè la maggior parte dei cardiaci degli anginosi,sono preventivamente dispeptici.

Ecco perchè la pressione del sangue,alta o bassa,ha alle sue basi disordini dietetici,disarmonie colloidali di diete non adatte,essendo la digestione uno degli atti più personali dell’essere umano.

Stomaco, polmoni, cervello

Riordinare,rimettere in fase i propri poteri digestivi vuol dire raggiungere i quattro quinti della cura per la dispepsia. Anche se il male è andato a localizzarsi in altri organi.

E una persona con disturbi anche leggeri ma dispeptico,correrà sempre maggiori rischi di un altro,con organi digestivi in ordine anche se la forma morbosa è piu grave.

Vediamo inoltre che lo stesso stomaco,questo sacco grossolano in cui gettiamo ogni sorta di sostanze fra le più varie, è anche lui ritmico nella fase digestiva. Questo grazie ai suoi movimenti peristaltici. I quali devono sciogliere,amalgamare,fondere,ritmizzare le diverse sostanze per affidarle al lavoro più delicato della milza.

Lo stomaco può dunque considerarsi il cuore degli alimenti fisici e psichici. In quanto è ormai noto che la “digestione psichica” degli avvenimenti che viviamo somaticamente risiede in questo sito bersaglio. Diversamente la “digestione emozionale” ha come sito bersaglio la milza stessa .

Anche i polmoni hanno due fasi ben distinte : una inspiratoria e una espiratoria,di espansione e di ritrazione.
Essi funzionano da cuore dell’aria.

Infine il cervello coi suoi ventricoli dai quali il liquido cefalo rachidiano discende lungo il cavo durale e risale sette volte al giorno ritmicamente,rappresenta il cuore della quintessenza della vita.

Il sonno

Quando l’onda che risale non è più capace di vincere la forza di gravità e stenta a risalire ,allora l’uomo si dice stanco. Automaticamente,sente il bisogno di coricarsi e di dormire in posizione orizzontale.In questo modo le due correnti discendente e ascendente si incontrano facilmente e si mescolano.

E il risultato è il sonno umano,popolato di sogni che fanno della notte una vita di immagini rielaborate delle impressioni ricevute durante lo stato di veglia dagli stessi organi che di giorno lavorano producendo azioni volte al mantenimento delle funzioni vitali.

Le immagini che popolano la parte onirica della nostra esistenza sono una restituzione autentica delle emozioni  vissute durante il giorno dal nostro “Essere Sensibile”. Per poi essere rilasciate nella quiete notturna quando la condizione di riposo del corpo permette agli organi la “comunicazione essenziale” con il cervello.

Ed è inoltre in grado di collegare sfumature che durante la frenesia degli eventi quotidiani non abbiamo potuto immediatamente cogliere o focalizzare.

Anche gli animali dormono e sognano e sul loro rilascio emozionale, ma sul ventre e di fianco. In modo che le due correnti restano sempre nella loro condizione reciproca,allo stesso livello,tanto di giorno che di notte. Questo costituisce un altra differenza sostanziale fra l’uomo e gli animali.

Onde tutti i sonniferi che si fabbricano desunti da esperimenti su animali,riportati all’uomo producono uno stato simile all’ubriachezza, un sonno chimico che nulla ha in comune con un sonno normale.

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