NO Crack
NO Thrust
Gli interventi in Osteopatia Fluidica sono sfioramenti dolci, non strutturali, che hanno il compito di rilanciare l’energia dei fluidi bloccati dell’organismo “informandolo” sulla possibilità di un migliore equilibrio.
Sono escluse tutte le forme di intervento “classiche” per cui non presenta alcun rischio manipolativo. Nessun sinistro crack, nessun rischio manipolativo, nessuna paura, tutto dolce e fluidico.
Il “thrust” intervento strutturale manipolativo classico osteopatico diventa in questa disciplina “ informazionale dolce e fluidico”.
Nella visione di Poyet, padre dell’Osteopatia Fluidica, l’osso sacro ha un ruolo molto importante perché è una sorta di catalizzatore dell’energia vitale che agisce come la tastiera di un computer, nella quale ogni tasto è un interruttore che se stimolato rimette in ordine il programma biologico.
Toccando opportunamente i tasti giusti, cioè stimolando l’osso sacro, si riesce a rilanciare l’energia e a irradiarla in tutto il corpo (o alle zone che ne hanno bisogno) attraverso la colonna vertebrale, che funziona come un cavo di connessione e distribuisce gli impulsi ricevuti a tutto il corpo fino alla testa, dalla quale come fosse un monitor, si può controllare con l’ascolto tattile il buon andamento della seduta.
L’originalità del metodo di Osteopatia Fluidica consiste nella sua capacità di liberazione: riportare la presenza della pulsazione che deriva dal movimento respiratorio primario interrotta da eventi stressanti localizzati e restituire libertà al moto dei fluidi. Queste sottili connessioni fluidiche organizzate all’interno dell’organismo in una rete reattiva energetica composta da 8 catene reattive, sono proprio il contributo innovativo e geniale di Poyet, che le ha scoperte e sperimentate a lungo, nel suo collegio di ricerca medica.
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