Dolore alla mandibola: sintomi, cause e cura

Dolore alla mandibola: sintomi, cause e cura

Il dolore alla mandibola è un fastidio pungente che colpisce molte più persone di quanto si creda. Inizialmente si manifesta con una lieve tensione alla mandibola, ma in seguito tende ad estendersi agli zigomi e a tutte le parti del cranio circostanti.

Infatti, questo malessere può andare ad espandersi per tutto il viso, il collo, le tempie, la testa e le orecchie. Finché, quello che è partito come un dolore alla mandibola  diventa un disturbo estremamente difficile da sopportare.

Se ti interessa l’argomento, ti suggeriamo di leggere anche: “Malocclusione, cause, rimedi, trattamenti”.

A quel punto, bisogna tentare di rilassare il più possibile le articolazioni della mandibola. Vediamo come fare con l’aiuto dei rimedi naturali.

Dolore alla mandibola: le possibili cause

La maggior parte delle volte, il dolore alla mandibola è dato dal disequilibrio del piano occlusale tra le due arcate dentali. Che, essendosi spostate, non riescono più a congiungersi naturalmente. Di solito, tutto questo è una conseguenza dello stress, che porta a serrare le arcate dentali in maniera tesa e nervosa. Soprattutto quando si lavora o ci si concentra su qualcosa di importante.

Ma non è finita qui. Infatti, anche un disturbo come il bruxismo porta al manifestarsi del dolore alla mandibola. Il fenomeno è comunemente conosciuto come “digrignamento dei denti”. Anche qui, il tutto può accadere in maniera consapevole o inconsapevole. E infatti il più delle volte accade mentre si dorme. Con questi movimenti si crea una tensione 5 volte maggiore del normale, ed è inevitabile andare incontro a problematiche.

Esistono poi anche delle cause differenti, che non dipendono da movimenti sbagliati, ma dall’accumularsi di batteri che danno vita ad infezioni. Queste possono interessare nervi e tessuti, come accade con l’osteomielite. Oppure, possono andare a colpire i nervi, e in questo caso si parla di ascesso dentale.

Dolore alla mandibola: i rimedi naturali

Qualunque sia la causa, a meno che la situazione non sia diventata talmente grave da richiedere l’intervento di un medico, sappiate che è possibile alleviare il dolore alla mandibola con l’aiuto dei rimedi naturali.

Sembra incredibile, ma si può trovare sollievo anche solo facendo dei semplici impacchi con del ghiaccio. Ovviamente, dovrete avvolgere i cubetti con un panno prima dell’applicazione. Il freddo provocato dal ghiaccio tende a sfiammare l’infezione, e risulta quindi molto benefico in caso di dolore alla mandibola.

In alternativa, potete provare anche con un po’ di acqua tiepida. Vi basterà riempire una piccola bacinella con dell’acqua alla giusta temperatura. Dopodiché, imbeveteci un panno, strizzatelo per bene, e poi tamponate con questo la zona dolorante. L’operazione riuscirà a rilassare i muscoli extra-attivi, e migliorerà la circolazione sanguigna nel punto interessato.

Infine, per alleviare il dolore alla mandibola, vi suggeriamo di provare con dei massaggi. Ovviamente dovrete procedere lentamente e con la dovuta cautela.

Effettuate dei piccoli movimenti circolari sulla zona dolente, magari aiutandovi con un po’ di olio. Procedete con questo metodo per un tempo di 5 minuti, e dopo provate ad aprire e chiudere le arcate più volte. Ripetete il processo 2-3 volte al giorno.

Mobilità articolare: cos’è, come migliorarla, esercizi

Mobilità articolare: cos’è, come migliorarla, esercizi

La mobilità articolare non è altro che la capacità di muovere una o più articolazioni insieme, con la massima estensione possibile e senza provare dolore. È conosciuta anche col nome di flessibilità o estensibilità.

Avere una buona mobilità articolare è molto importante, perché grazie a questa si riesce a muovere le proprie articolazioni liberamente. Ma è fondamentale inoltre per mantenere il fisico in salute, per tenere una postura corretta e per condurre qualsiasi tipo di attività sportiva.

Se ti interessa l’argomento, ti suggeriamo di leggere anche: “Falsa gamba corta: ce ne parla Fabio Rizzo”.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta e come si fa a migliorarla.

Mobilità articolare: che cos’è?

La mobilità articolare non è una pratica che si acquisisce in maniera innata, bensì di una capacità che va sviluppata e mantenuta in esercizio nel tempo.

Tuttavia, ogni individuo possiede un fisico differente da quello degli altri. Ed inoltre, esistono persone che nascono con un’incredibile abilità genetica di muovere e flettere i propri arti in maniera molto più sviluppata rispetto a tante altre. In ogni caso però, si tratta sempre di una capacità da allenare e tenere attiva nel tempo, altrimenti non avrà modo di durare a lungo.

La flessibilità degli arti dunque necessita di essere allenata. Ma, come per tutte le cose, è necessario trovare un equilibrio e stare attenti a non esagerare. Infatti, un’eccessiva mobilità porta i muscoli a muoversi meglio, ma anche a “sopportare” meno.

La mobilità articolare, sia quando è troppo ridotta che quando è troppo sviluppata, può condurre al rischio di lesioni.

Trovare un equilibrio: stretching, esercizi attivi e passivi

Per avere una buona e sana mobilità articolare, è fondamentale sapere prima di tutto che i muscoli vanno riscaldati. Infatti, lo stretching prima di un qualsiasi sforzo fisico, è il metodo migliore per allungare i legamenti e renderli più preposti al movimento.

In generale comunque, la flessibilità degli arti si sviluppa in maniera sana grazie alla combinazione di esercizi attivi e passivi.

Per flessibilità attiva si intende l’abilità di assumere in maniera autonoma delle posizioni distese servendosi solo della propria forza. Per esempio, quando si solleva una gamba e la si mantiene alzata utilizzando unicamente i muscoli della stessa. Senza alcun supporto esterno.

Si tratta invece di flessibilità passiva nel momento in cui si distende un arto, ma lo si mantiene in tensione con l’aiuto di un supporto, un attrezzo o un compagno di allenamento. Ad esempio, quando si solleva una gamba e la si mantiene distesa poggiandola ad un’asta.

La mobilità articolare passiva è quella che comunemente allena e sviluppa chi vuole condurre una vita sana con movimenti del fisico fluidi e non “macchinosi”. Quella attiva invece è molto più difficile da allenare, e generalmente viene sviluppata a livello agonistico.

In ogni caso, per riuscire ad ottenere un ottimo equilibrio nella capacità di muovere i propri arti senza pericolo, i punti fondamentali da rispettare sono due:

• Non rinunciare MAI allo stretching;
• Alternare al meglio esercizi attivi ed esercizi passivi.
Foto di AndiP da Pixabay
Discopatia: tipi, cause, cure

Discopatia: tipi, cause, cure

La discopatia può essere lombare o cervicale. Si manifesta quando il “cuscinetto” posto tra una vertebra e l’altra, definito anello o disco, tende ad usurarsi e ad assottigliarsi. Questo disco, appunto, che funge da ammortizzatore tra le vertebre, a quel punto non riesce più a svolgere la sua funzione, causando un grande dolore.

Esistono 4 gradi di progressività di tale malessere: lieve, moderato, grave e severo.

Tra i metodi maggiormente consigliati per alleviare il dolore, e favorire anche la ricostruzione dei tessuti cartilaginei, si inseriscono diversi rimedi naturali.

Se ti interessa l’argomento, ti consigliamo di leggere anche: “Mal di schiena: cause, rimedi, esercizi”.

Vediamo quali sono le cause della discopatia, e quali sono i rimedi naturali più suggeriti.

Discopatia: le possibili cause

In ambito clinico, i vari tipi di discopatia vengono suddivisi in base alle cause scatenanti. Tale disturbo può quindi manifestarsi per via di:

• Traumi fisici, che hanno provocato movimenti del corpo bruschi e improvvisi;
• Anzianità, a causa dei tessuti muscolari che, con il passare del tempo, tendono a degenerarsi;
• Infezioni, che generalmente sono la conseguenza di disturbi come stafilococchi o streptococchi, ma possono essere causate anche dalla tubercolosi disco vertebrale o dalla febbre di Malta;
• Infiammazioni o discopatia autoimmune. Questa tipologia colpisce maggiormente i giovani e gli adulti, ed è provocata da sostanze infiammatorie che si sono accumulate nel disco vertebrale.

La discopatia però è un malessere che può essere trasmesso anche geneticamente.Per cui, non è raro che il disturbo si possa manifestare anche in ragazzi molto giovani, proprio per via di un nonno o un genitore che ne soffre o ne ha sofferto in passato.

Discopatia: i rimedi naturali

Uno tra i rimedi naturali più utilizzati per alleviare i malesseri della discopatia è l’artiglio del diavolo. Si tratta di un pianta perenne che cresce in Africa del Sud e nelle zone di savana.

Il suo segreto è dato dall’arpagoside, un glicoside che si trova nella radice, e che possiede delle straordinarie proprietà analgesiche e antinfiammatorie. Questa aiuta ad alleviare il dolore della discopatia in maniera significativa.

In alternativa, potete testare i fiori di Bach, rimedio fitoterapico che risulta benefico contro vari tipi di malessere e disturbi fisici. I fiori di Bach aiutano ad alleviare la tensione, sia a livello fisico che psicologico, e contribuiscono dunque a scaricare lo stress, rilassando tutti i muscoli.

Quando invece il dolore diventa davvero acuto, il rimedio migliore è la Boswellia. Si tratta di una pianta che è in grado di produrre incenso indiano. Gode di elevate proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche. Ma possiede anche grandi capacità anti-degenerative, che rallentano l’usura dei dischi vertebrali e rafforzano l’intero sistema muscolare. Si può trovare l’estratto secco di Boswellia in compresse, da assumere subito dopo i pasti.

Se con i consigli sopra citati non avete trovato i benefici non disperatevi, tre o quattro trattamenti manuali fluidici di rilancio dei tre maggiori fluidi :sangue linfa e liquido cefalo rachidiano, eseguiti  da un Osteopata Fluidico vi potranno rimettere in carreggiata senza « sinistri » cracking o manipolazioni aggressive.

Foto di Anna Mikkelgaard da Pixabay

Sciatalgia: sintomi, cause e cura

Sciatalgia: sintomi, cause e cura

La sciatalgia è un disturbo che colpisce principalmente l’intera area lombare e causa problemi (come già si può intuire dal nome) al nervo sciatico, il più lungo di tutto il nostro corpo.

Il dolore è intenso e si può percepire lungo tutto il nervo sciatico, a volte può estendersi anche verso le zone circostanti. Quindi, se si tratta di sciatalgia, il dolore può essere percepito a partire dalla zona lombare o dal gluteo fino alle ginocchia.

L’infiammazione del nervo sciatico causa quindi un dolore lancinante e pungente, che oltretutto può causare anche intorpidimento e immobilizzazione dell’arto inferiore. Alcune statistiche indicano  che questo fastidio colpisce il 40% delle persone circa, almeno una volta nella vita.

Se ti interessa quest’argomento, ti consigliamo di leggere anche “Rimedi naturali per sciatalgia”.

Di seguito vi indichiamo cause e rimedi per la sciatalgia.

Sciatalgia: le cause

Le cause della sciatalgia possono essere attribuite a diversi fattori, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un disturbo derivante da problemi di schiena. Quindi cattiva postura, movimenti a freddo (magari mentre si solleva un peso), alimentazione troppo acida, esiti di traumi distorsivi differiti nel tempo, stipsi cronica.

Anche l’umidità è un fattore da non prendere alla leggera. Infatti non solo non fa affatto bene alle ossa, ma potrebbe anche causare problemi di schiena con conseguente sciatalgia. La permanenza prolungata in luoghi molto umidi aumenta le probabilità di comparsa di questo dolore.

In casi ben più rari può essere causata anche da gravi patologie come il cancro.

Quasi sempre la sciatalgia è causata da una compressione dei nervi lombari o sacrali, e se non curata può arrivare a comprimere anche le radici dei nervi causando danni ancor più gravi.

La compressione riguarda i nervi lombari L4 ed L5, e i nervi sacrali S1, S2, S3.

La cura

Di rimedi per la sciatalgia ce ne sono tanti, sia naturali che non. Ovviamente prima di procedere con una terapia vi ricordiamo che sarà meglio effettuare tutti i controlli necessari e verificare se si tratta realmente di sciatalgia e non di un dolore causato da eccessive contratture o ipertrofia del muscolo piriforme (detta anche sindrome del piriforme o, per l’appunto,falsa sciatalgia).

Effettuare delle sedute dall’osteopata è sicuramente un’ottima scelta. La sciatalgia si può curare in maniera ottimale con delle terapie fluidiche, l’osteopata fluidico andrà a lavorare in un’ottica di insieme che non tenga solo in considerazione le ultime vertebre lombari e le prime vertebre sacrali, ma libererà tutta “la persona” dalle implicazioni mio fasciali ed organiche oltre ad eventuali blocchi energetici, per poter fare in modo che la seduta abbia effetti prolungati nel tempo.

Ma non solo, la terapia infatti punterà anche a correggere le abitudini posturali dell’interessato, irrobustire la muscolatura e migliorarne la flessibilità.

Segnaliamo inoltre che l’idratazione svolge un ruolo fondamentale nella cura della sciatalgia, bere tanta acqua è importantissimo. Nutre i muscoli ed elimina le scorie del metabolismo.

Insomma, più bevete e meglio è.

Infine dovrete porre attenzione anche alla vostra alimentazione, eliminate gli zuccheri (che causano stress alle ghiandole surrenali) e fate il pieno di vitamina B (frutta e verdura) che invece è utile per nutrire al meglio la muscolatura e prevenire inoltre il mal di schiena.

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Crampi alle gambe: cause, sintomi, rimedi

Crampi alle gambe: cause, sintomi, rimedi

I crampi alle gambe rappresentano un disturbo molto comune sia tra gli sportivi che non. Si tratta di una contrazione involontaria della muscolatura striata, ovvero tutti quei muscoli attaccati alle ossa che principalmente per il nostro corpo svolgono una funzione di “movimento”.

I muscoli scheletrici, conosciuti anche come muscoli striati, sono fasci di lunghe fibre contenenti molte paia di microfilamenti proteici che funzionano come delle “chiusure lampo” chimiche.

In caso di crampo, il muscolo in questione si immobilizza e provoca delle fitte intense e molto dolorose. Spesso compaiono anche in piena notte, svegliandoci all’improvviso.

Le cause di questo disturbo sono di varia natura, spesso sono da imputare a sforzi muscolari eccessivi (affaticamento fisico), eccessiva disidratazione o mancanza di Sali minerali. In casi ben più rari, i crampi alle gambe possono essere causati anche da patologie ben più gravi come diabete, anemia, ipotiroidismo, trombosi venosa, pancreatite, alcolismo o anche mal nutrizione.

Le parti più colpite sono polpacci, pianta dei piedi e cosce, ma questi dolorosi spasmi possono verificarsi anche nella zona addominale. Per quanto riguarda quest’ultimo tipo, segnaliamo che si tratta di un disturbo abbastanza frequente nelle donne in stato di gravidanza.

Di seguito vi indichiamo gli esercizi da svolgere e i rimedi naturali per combattere i crampi alle gambe.

Crampi alle gambe: i rimedi

Prevenire i crampi alle gambe seguendo la giusta dieta o praticando sport ai giusti livelli di intensità, è sicuramente un ottimo punto di partenza.

Poi, ci sono alcuni accorgimenti da seguire che vi faranno evitare (o almeno diminuiranno le probabilità) la comparsa di queste dolorose fitte.

Quindi prima di praticare attività sportiva sarà bene non esagerare con il cibo ed evitare quindi affaticamento durante la sessione di training. Evitate gli alcolici in generale (sia prima che dopo l’attività sportiva!) e soprattutto eseguite sempre il riscaldamento adeguato prima di iniziare.

Riscaldamento motorio, stretching e attività di defaticamento serviranno proprio ad evitare la comparsa di crampi alle gambe in caso di affaticamento muscolare. Durante l’attività dovrete avere sotto controllo anche la vostra sudorazione, infatti se eccessiva consigliamo l’uso di integratori in modo da appunto “re-integrare” quello che avete espulso dal vostro corpo tramite il sudore.

Stiamo parlando dei Sali minerali, che come vi avevamo già anticipato, spesso sono la causa principale della comparsa di crampi alle gambe.

Molto spesso un cambio di latitudine o una vacanza in paesi tropicali è una causa sottovalutata ma vi metto in guardia: aumentate generosamente la vostra idratazione al fine di non incappare in episodi di crampi (perlopiù notturni).

Se riuscirete a controllare perfettamente il re-integro di Sali Minerali e svolgerete sempre riscaldamento e stretching prima dell’attività motoria, le possibilità di comparsa di crampi si ridurranno notevolmente.

Gli esercizi

Infine, ci sono gli esercizi da svolgere in caso di comparsa di spasmi o fitte. Questi serviranno per diminuire sin da subito il dolore legato ai crampi appena comparsi.

Nel caso del polpaccio dovrete procedere allungando la gamba in linea retta, e con le mani dovrete tirare le punte dei piedi e l’intera parte iniziale della pianta verso di voi. In pochi secondi il muscolo ritornerà alla posizione iniziale.

Dopodiché evitate qualsiasi tipo di sforzo per il distretto muscolare coinvolto (in questo caso l’intera gamba). Può infatti accadere che dopo qualche minuto o in seguito ad un nuovo sforzo muscolare, il crampo ricompaia.

Aiuterà molto anche l’utilizzo di impacchi di acqua calda e massaggi sulla zona da trattare.

In ogni caso, a prescindere dal punto in cui il crampo colpisce, il miglior rimedio è sempre l’allungamento muscolare oltre ad una assunzione immediata di acqua, tenetela un pò in bocca e “masticatela” il cervello riceverà subito l’informazione.

Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

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Mal di schiena: cause, rimedi, esercizi

Mal di schiena: cause, rimedi, esercizi

Il Mal di schiena è un disturbo  democratico in quanto capace di interessare tutti i tipi di persona, a prescindere dall’età anagrafica dal sesso o dal clima.

Questo fastidio può presentarsi in diversi modi, il dolore può essere sia localizzato (ovvero si presenta solamente in una determinata zona) o anche espansivo (ovvero colpisce anche le zone adiacenti).

Può trattarsi di un dolore fisso e costante o anche di un dolore “intermittente” e quindi che va ad alternarsi a fasi di “finta” remissione. Possibile che si presenti accompagnato da sensazioni di bruciore, a seconda dei casi.

Quello che rimane uguale in tutti i casi è il fastidio dovuto al mal di schiena e la sua azione debilitante, ovvero come vi metterà nella condizione di non poter più svolgere le attività che prima eseguivate senza problemi.

Mal di schiena: le cause

Nella maggior parte dei casi il mal di schiena colpisce la zona lombare, e cioè l’area del nostro corpo che svolge una funzione di supporto. E’ proprio lì che si concentra la stragrande maggioranza del peso del corpo e dei carichi (ad esempio durante il sollevamento di oggetti).

Le cause principali del mal di schiena sono da attribuire ad abitudini di vita scorrette ed alla poca attività fisica. Quindi può comparire molto più facilmente su soggetti sedentari o obesi. Di grande importanza è la postura, se costantemente scorretta infatti può causare mal di schiena cronico.

Anche ansia e stress possono contribuire alla comparsa del mal di schiena, così come la posizione che si assume durante il sonno (da non sottovalutare anche il tipo di materasso che utilizzate).

Infine, spesso il mal di schiena è dovuto a carichi psichici troppo pesanti in particolare pensieri circolari oppressivi, inerenti vissuti problematici economici, possono per l’appunto gravare sulle vertebre lombari.

I rimedi naturali e gli esercizi

Il primo consiglio che vi diamo per prevenire il mal di schiena o anche per alleviarne il dolore, è proteggere l’area lombare da eventuali traumi. Per fare ciò, dovrete evitare movimenti bruschi e carichi pesanti da sollevare.

Poi, ricordiamo che praticare quotidianamente attività fisica aiuta a ridurre la comparsa di questo fastidio. Consigliamo attività aerobica e soprattutto esercizi di tonificazione e allungamento dei muscoli. Attività come Yoga o Pilates potrebbero aiutarvi molto.

Ovviamente vi consigliamo anche di seguire una dieta equilibrata, attenzione all’equilibrio acido basico e mantenere sempre il peso forma. In questo caso eviterete carichi eccessivi per il vostro corpo. Segnaliamo che il sovrappeso è da sempre uno dei maggiori fattori di rischio per il mal di schiena.

Consigliamo anche degli impacchi di acqua calda sulla zona da trattare. Il calore provvederà a sciogliere eventuali tensioni muscolari e sarà in grado di darvi sollievo immediato in caso di dolore.

Infine, sembra scontato ma invece non lo è, prima di iniziare con l’attività sportiva o esercizi di sollevamento pesi, sarà bene procedere con un adeguato riscaldamento e stretching. Far lavorare i muscoli “a freddo” può causare danni, spesso anche dopo i primi minuti di allenamento.

Foto di Roger YI da Pixabay

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