Pubalgia: cause, sintomi e rimedi fluidici

Pubalgia: cause, sintomi e rimedi fluidici

La Pubalgia è una problematica che interessa l’area del pube e diverse zone dell’inguine. Si tratta una lesione molto comune tra chi pratica sport, tanto da essere chiamata anche “l’ernia dello sportivo”.

Non rappresenta nulla di grave, ma a lungo andare (e soprattutto se non curata) potrebbe provocare dolore anche stando fermi o seduti. Vi informiamo però che è possibile recuperare anche dopo un paio di giorni, nonostante la pubalgia può durare anche fino a 8 settimane.

Quindi va bene non spaventarsi, non è una problematica grave, ma meglio comunque non prenderla alla leggera. Altrimenti rischiate di rimanere a riposo più del dovuto o, nel peggiore dei casi, farla diventare cronica.

Se ti interessano i trattamenti fluidici per dolori, traumi, contusioni, leggi anche “Cervicalgia: ecco gli esercizi da svolgere”.

Di seguito vi indichiamo le cause della pubalgia, i sintomi comuni e come agire con trattamenti di Osteofluidica.

Pubalgia: le cause e i trattamenti

Le cause della Pubalgia possono essere attribuite a diversi fattori. Può essere causata da un disassamento del bacino e della sinfisi pubica, da una eventuale tendinopatia, una nevralgia o anche da una restrizione del diaframma pelvico. Può originare da pregressi traumi a carico del ginocchio, della caviglia oppure da alterazioni della lordosi della colonna vertebrale.

Certi disturbi che molto frequentemente vengono confusi con la pubalgia sono: Ernie (inguinali, crurali) Contratture muscolari, nevralgie dei testicoli o delle strutture circostanti.

Più comunemente però, la pubalgia si manifesta a causa di sovraccarichi muscolari e quindi in seguito a sforzi intensi. Continuare ad allenarsi fisicamente nonostante aver notato alcuni fastidi, può portarvi a questa lesione. Insomma, per evitarla sarà meglio gestire e dosare il carico di lavoro quotidiano.

Infine, anche allenarsi ad alta intensità senza aver prima seguito il giusto riscaldamento muscolare, può portare alla comparsa della pubalgia.

Uno dei migliori trattamenti per curare la pubalgia, nonché il più comune, è il riposo. Vi basterà infatti riposarvi e non compiere sforzi muscolari prolungati. Ci teniamo a precisare però che le tempistiche di guarigione completa rischiano di allungarsi notevolmente.

Un’alternativa possono essere gli analgesici, ma segnaliamo che a lungo andare potrebbero però risultare dannosi.

Infine, un trattamento di Osteofluidica è forse l’ideale per curare rapidamente e in maniera ottimale questa problematica. E nel prossimo paragrafo vi spieghiamo il perché.

Rimedi Fluidici

Uno specifico trattamento di Osteofluidica potrebbe essere la soluzione ai vostri problemi di pubalgia. Attraverso l’osservazione e precise tecniche palpatorie, l’osteopata fluidico sarà in grado di risalire all’origine del dolore.

Ovvero saprà dirvi con precisione le cause che hanno portato alla comparsa di questo fastidio muscolare.

Dopodiché, il professionista sbloccherà i fluidi energetici nella zona interessata e predisporrà il vostro corpo per le giuste condizioni di ripresa.

Inoltre, provvederà con consigli mirati anche a farvi prevenire nuovi fastidi muscolari o lesioni, dandovi le giuste indicazioni sul comportamento posturale da tenere. A lungo andare diminuirete le possibilità di rischio legate a traumi, lesioni, fastidi e disturbi muscolari.

La saggezza si basa sul fare tesoro di ogni esperienza, fermarsi dal chiedere troppo al proprio corpo un metro prima di essere costretto a farlo, potrebbe essere un ottimo approccio per evitare la recidiva.

Foto di Ben Kerckx da Pixabay

 

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Dolori mestruali: controllali con l’Osteofluidica

Dolori mestruali: controllali con l’Osteofluidica

L’Osteofluidica può aiutare molto in caso di dolori mestruali. Le metodiche di questa disciplina possono essere utili in casi di amenorrea, dismenorrea,  o comunque turbe dell’apparato riproduttivo.

Molto spesso  le tossine che sono contenute all’interno di un muscolo (l’ileo psoas), sono una concausa responsabile.

L’ileo psoas è infatti un muscolo molto particolare che trasporta numerose tossine e scorie. Questo muscolo, irrigidendosi o contraendosi, è in grado di creare dolorabilità veramente molto fastidiosa se non addirittura invalidante.

Il lavoro manuale di normalizzazione permette di decontrarre questo muscolo ileo psoas.

La sua liberazione è molto importante per tutte le problematiche di tipo ginecologico come dismenorrea, quindi in caso di ritardo, non regolarità del ciclo, o dolorabilità ricorrente ad ogni periodo mestruale.

Se ti interessano i trattamenti di Osteofluidica, leggi anche “Colpo di Frusta: cos’è cause e rimedi”.

Dolori mestruali: la liberazione del muscolo psoas

Questo tipo di lavoro manuale ed energetico  permette di detossinare e rilasciare gli effetti nocivi che il muscolo interno proietta sulle muscolatura fasciale adiacente.
Alla persona trattata invece, permette di poter prendere “coscienza” della liberazione che ne deriva e che lo interessa.

La cosa più facile per poter far prendere coscienza di quanto sia necessaria e importante questa detossinazione, è quella di eseguire un test kisesiologico.

Il test inizia con il sollevamento di una gamba, e la conseguente verifica della “ resistenza ” dei muscoli adduttori attraverso una leggera spinta obliqua. Se la gamba non tiene al test di resistenza significa che è necessario intervenire.

Lo psoas è un muscolo che ha un inserzione posteriore prossimale che parte dalla decima-undicesima vertebra dorsale e si proietta anteriormente attraversando la linea mediana del corpo fino al pavimento pelvico.

Le modalità

E’ possibile liberare il muscolo utilizzando tre modalità, di cui una di tipo più kinesiologica (classica) con una modalità fluidica in tre dimensioni.

Questa, permette di far sentire la pulsazione longitudinale che dovrebbe partire e passare proprio dal muscolo psoas. Si tratta quindi di una normalizzazione di tipo kinesiologica.

Quella che invece consiglia Fabio Rizzo, insegna e predilige è di tipo omeopatico informativo. Per cui non sarà più necessario fare il movimento in se stesso ma basterà posizionarsi sul muscolo, nella giusta posizione prossimale e distale della sua conformazione fisiologica, e infine chiedere al corpo di auto liberarsi.

Questo è il massimo movimento espressivo che è possibile fare e che risulta fra l’altro già ampiamente sufficiente e risolutivo. E l’organismo andrà ad eseguire questa auto liberazione in completa autonomia, in maniera progressiva.

A questo punto si dovrà eseguire il test di confronto per verificare l’efficacia dell’operazione svolta. Questo avviene attraverso un nuovo test kinesiologico di conferma di tenuta muscolare.

Infine, un terzo caso di intervento può essere necessario in caso di cronicità della tensione mediante uno stretching da eseguirsi sotto controllo di fasi respiratorie, per meglio poter allungare e distendere questo particolarissimo il muscolo.

Foto di Anastasia Gepp da Pixabay

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Falsa gamba corta: ce ne parla Fabio Rizzo

Falsa gamba corta: ce ne parla Fabio Rizzo

Forse non tutti sanno che la vera gamba corta anatomica si riscontra in un rapporto  1 su 10. Per le altre 9 si tratta invece di una falsa gambe corta prodotta da tensioni muscolari e viscerali nella zona del bacino.

Le tensioni muscolari e viscerali se non neutralizzate obbligano il sistema muscolo scheletrico ad un equilibrio adattativo perturbando in tal modo la struttura.

Normalmente per trovare una soluzione ci si rivolge quindi ad un ortopedico, o anche  ad un odontoiatra specialista in gnatologia, ma in entrambi i casi la soluzione più probabile che emergerà sarà di tipo fisso. Potrebbe essere un rialzo da posizionare sotto la gamba più corta (soletta) oppure un Bite da posizionare in bocca alcune ore durante il giorno oppure la notte.

Questi  ausili, in realtà, è come se ponessero le persone nelle condizioni di portare una stampella. E questa stampella non è affatto utile per la soluzione del problema.

Se ti interessano i trattamenti di Osteofluidica Cranio Sacrale, leggi anche “Il linguaggio dei fluidi: l’ascolto tattile”.

Di seguito il punto di vista di Fabio Rizzo sulla falsa gamba corta.

Falsa gamba corta: i casi

Per osservare se una gamba corta è una vera gamba corta, la cosa importante è che la asimmetria sia più elevata di  1 cm e mezzo di distanza.

Entro i 5 mm non la si prende nemmeno in considerazione. Da 5 mm a 1,5 cm può invece rappresentare una gamba corta reale.

4 i casi di gamba corta:

  • Il primo caso si verifica quando i due malleoli tibiali sono pari quando la gamba è in estensione, mentre quando va in flessione una delle due gambe risulta più corta;
  • Il secondo caso si verifica quando una gamba è più corta quando è estesa, mentre quando si esegue la flessione resta più corta (sospetto di vera gamba corta anatomica);
  • Il terzo caso si verifica quando una gamba da estesa risulta essere più corta e in flessione invece diventa uguale;
  • Il quarto caso si verifica invece quando una gamba piu corta (estesa) in flessione diventi più lunga.

I tipi di normalizzazione

Ci sono due tipi di normalizzazione differenti. Per quanto riguarda gli allungamenti si farà un lavoro di rilancio della iliaca omologa della gamba che risulta essere corta. Si tratta di una normalizzazione delle tensioni del bacino, eseguibili attraverso una anteriorizzazione dell’iliaca omolaterale.

Quando invece i due casi sono quelli di un accorciamento tipo “corta resta corta” o “uguale diventa corta”, la correzione sarà eseguita tramite un thrust fluidico vertebrale sull’apofisi trasversa di L-4 opposta alla gamba in lesione.

Per cui se la gamba corta è a sinistra, l’apofisi trasversa da correggere (attraverso quello che si chiama un thrust fluidico o “pop” vertebrale), sarà da effettuare sulla L-4 contro laterale.

Questa fa ritornare l’apofisi trasversa di L-4 pulsatile, e la correzione si può verificare istantaneamente con la comparazione dei 2 malleoli.

I riferimenti anatomici da considerare sono i malleoli tibiali, la cui comparazione evidenzia la presenza di una differenza di lunghezza degli arti inferiori.

Solo l’appoggio digitale contro-malleolare, e successivamente la flessione, verificherà se la correzione sia stata effettuata efficacemente.

Foto di falco da Pixabay

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Malocclusione: cause, rimedi, trattamenti

Malocclusione: cause, rimedi, trattamenti

Sempre più frequente risulta diffusa un alleanza tra dentisti e osteopati, soprattutto in caso di malocclusione. Essi infatti  concordano in una visione  sempre meno specialistica e più in risonanza ad una visione unitaria e globale dei disturbi dell’essere umano.

Questo significa restituire il senso all’unità dell’organismo ed alla stretta correlazione tra funzione e struttura, infatti esiste una relazione fondamentale tra corretto, equilibrato  appoggio dentale e resto del corpo.

In altre parole, esiste un corpo fissato alla testa!

In odontostomatognatologia l`equilibrio occlusale mascellare mandibolare si gioca come “l`equilibrio di un tavolo con le sue quattro gambe” indietro a livello dei molari ,in avanti,a livello dei canini.

E` un equilibrio delicato un ingranaggio perfetto che necessita di un meccanismo millimetrico.

Di seguito sintomi, cause e rimedi per la malocclusione, e l’importanza di un trattamento osteopatico.

Malocclusione: l’importanza del trattamento osteopatico

E ‘importante essere trattato da dentisti e osteopati in caso di disequilibrio occlusale. Infatti se i problemi della mascella vengono risolti,  molti altri problemi connessi possono essere normalizzati .

Ci sono collegamenti diretti tra l’allineamento dei denti, la simmetria delle articolazioni, le curve della colonna vertebrale, i livelli delle scapole e bacino e lunghezza delle gambe.

Talvolta il mal di denti comune può essere dovuto ad un problema di movimento limitato nella parte superiore del collo. Un nervo sovra-stimolato in questo settore irrita il nervo facciale.

Da qui nasce l`importanza di una attenta verifica osteopatica e di una eventuale regolazione delle Articolazioni Temporo Mandibolari (ATM). Soprattutto in occasione di sintomi classici che possano indurre ad un sospetto coinvolgimento di squilibrio occlusale.

I sintomi

Questi sintomi possono essere di tipo generale, di tipo craniale, di tipo cervicale: dolori alla schiena (correzioni con apparecchi dentari negli adolescenti!); disequilibrio  del bacino.

E ancora dolori dell’anca,del ginocchio; patologie digestive ;malessere generale” con stanchezza mattutina, cefalee o emicranie croniche; dolori al cranio a topografia trigeminale, difficolta` o dolori nella masticazione.

Problemi oculari,uditivi o di equilibrio(vertigini), cervicalgie ribelli(da C2 a C6); blocco ganglionare del collo;problemi cronici della spalla.

Disturbi dell`udito o dell’equilibrio dovuti alle “cervicali”;difficolta` nella deglutizione,disfunzioni Tiroidee.

La maggior parte delle persone pensa che il cranio e la faccia siano costituiti da alcune ossa immobili.

Dalla osservazione e lavoro di grandi osteopati del passato è inconfutabilmente emerso in modo chiaro che la testa è al contrario una struttura dinamica e mobile.

Tutte le ossa del cranio sono progettate per muoversi, o “respirare” un po ‘!

La scoperta del meccanismo respiratorio primario (MRP),ci informa di come le suture che uniscono le ossa tra loro, siano come cerniere mobili che consentono una diffusione dolce ed una azione di pompaggio del sistema respiratorio primario. Senza le quali esso non potrebbe funzionare come dovrebbe.

I problemi legati alla malocclusione

Abbiamo bisogno di un sistema mascellare mandibolare che funzioni bene nell’insieme per avere una buona salute delle gengive e dei denti.

Se tutto è come dovrebbe essere, possiamo parlare, masticare e triturare senza accusare alcun problema.

Ci sono un certo numero di chiari segni e sintomi che in una persona rivelano problemi di mascella o mandibola. Tra questi ci sono i denti molto consumati, macchie lucide o scanalature sulle otturazioni o denti irregolari.

Il paziente può anche aver avuto problemi con denti rotti o otturazioni, serraggio  o digrignamento dei denti (soprattutto di notte).

Un problema di malocclusione può iniziare anche con un parto difficile,  un problema ereditario di denti (troppi o troppo pochi), un colpo al viso o alla mascella o  una cattiva alimentazione possono creare difficoltà.

Là dove anche quando sembra che un bambino possa avere ereditato alcuni problemi, può beneficiare di un trattamento di osteofluidica cranio sacrale e dentale.

Idealmente, il trattamento dovrebbe poter iniziare il più presto possibile dopo la nascita.

È noto da tempo che i problemi principali che i dentisti sono chiamati ad  affrontare sono soprattutto quelli dell’età dello sviluppo. Essi possono in parte essere causati da difficoltà incontrate durante la nascita del bambino.

Il metodo di osteofluidica cranio sacrale di rilancio del movimento respiratorio primario riconosce l’importanza di tale trauma.

Il processo di nascita a volte può comprimere la testa,o al contrario non modellarla sufficientemente (cesareo) e questi bambini possono avere facce asimmetriche e palati insolitamente elevati.

Sintomi nei bambini o neonati

Alcuni dei seguenti sintomi in un neonato o un bambino in giovane età può suggerire problemi:

-Allergie;
-Difficoltà comportamentali o di apprendimento;
-Le infezioni ricorrenti dell’orecchio;
-Problemi agli occhi;
-Iperattività;
-Sintomi nasali;
-Difficoltà a deglutire;
-Russare;
-Stanchezza diurna.

Abitudini come respirare attraverso la bocca, succhiarsi il pollice, lingua-spinta, mordersi le labbra, dormire su un solo lato del viso e la perdita precoce o tardiva di denti da latte sono segni di difficoltà che devono essere trattati il ​​più presto possibile.

Se la compressione craniale è trattata con sufficiente anticipo da un osteopata i risultati possono essere duplici: liberazione immediata della restrizione, e rimodellamento progressivo delle alterazioni nella struttura delle ganasce.

Come agisce un osteopata

La migliore assicurazione contro future mal curvature  della colonna vertebrale e la malocclusione, è quando l’osteopata rimuove le restrizioni fluidiche nel  neonato che impediscono il normale movimento del movimento respiratorio primario (MRP) nella testa.

Molte persone che non hanno avuto l’opportunità di ricevere questo trattamento da parte di un osteopata , ora sviluppano malocclusioni che richiedono un approccio  ortopedico e / o trattamento ortodontico .

Se questa malocclusione non viene trattata nei bambini darà luogo a problemi di mandibola e a tanti  problemi di denti nella futura età adulta. Citiamo ad esempio denti rotti,malattie parodontali, grave dentatura usurata, dolori alla mandibola, mal di testa e molti altri sintomi correlati.

Altre cause di malocclusione

Anche un trauma diretto alla mascella e al viso può causare problemi. Cadute in avanti sul mento e colpi alla mascella possono distorcere le articolazioni temporo-mandibolari (ATM) e comprimere le ossa del viso e della testa.

Le estrazioni dentali possono creare  un disequilibrio di forze  tra l’interno delle ossa della bocca e del viso, quindi se possibile, sarebbe bene evitare di rimuovere  un dente  a meno che non sia assolutamente necessario.

Nel caso ciò non fosse possibile l’osteopata e il vostro dentista possono lavorare insieme per porre rimedio alla situazione.

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Colpo di frusta: cos’è, cause e sintomi

Colpo di frusta: cos’è, cause e sintomi

Il collo è una parte relativamente delicata del corpo, costituito da una serie di complessi, ossa e muscoli in interconnessione.

Mentre gli incidenti stradali sono la principale causa di affezioni al collo, altre lesioni includono la scarsa tecnica usata nel sollevare oggetti pesanti o cadute accidentali .

Molte volte non ci si rende conto per diverse settimane, o addirittura mesi dopo l’evento traumatico, della gravità di ciò che è successo realmente nel nostro organismo. Ma si incomincia a preoccuparsi quando il collo o la schiena continuano a peggiorare invece di migliorare.

Il colpo di frusta è un disturbo da non sottovalutare.

Di seguito vi indichiamo cosa fare nel caso in cui il dolore aumenti notevolmente e come valutarne il tipo ed il livello.

Colpo di frusta: dove colpisce e cosa fare

Quando la situazione continua a peggiorare o non guarire il medico può opportunamente disporre di una risonanza magnetica. La risonanza magnetica o TAC è in grado di diagnosticare delle lesioni ai dischi intravertebrali. Ma non è in grado di diagnosticare il livello di dolore che si può soggettivamente sentire.

Le ernie di alcune persone possono sembrare grandi nelle immagini ma dare solo un disagio o dolore lieve moderato per l’individuo. Mentre in altri casi ci possono essere evidenze di piccole ernie, ma che possono causare dolore grave e debilitante per le persone.

Il tipo di dolore che potrebbe svilupparsi può variare tra un dolore al braccio, dolore al collo, mal di schiena, dolore alla spalla. O ancora intorpidimento delle braccia o delle gambe.
Quando il dolore comprende intorpidimento e / o dolori lancinanti per le braccia o le gambe si tratta quasi certamente di una radicolopatia.
Se si ha avuto un infortunio al collo o dopo un colpo di frusta ,è consigliabile non sottovalutare l’accaduto e consultare il medico di famiglia al più presto.
E’ importante fare un check-up il più presto possibile.

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Asma nei bambini: cause, sintomi e rimedi

Asma nei bambini: cause, sintomi e rimedi

L’asma nei bambini è una malattia di interesse di varie specialità mediche, tra cui l’odontoiatria. Sia che si presenti con crisi episodiche, sia nelle forme di asma cronica.

Essendo caratterizzata da respirazione buccale, da un punto di vista odontoiatrico le conseguenze possono essere patologie di ordine occlusale o interessare gli elementi dentari che divengono preda di lesioni cariose.

Asma nei bambini: da cosa dipende

La respirazione buccale determina incompetenza labiale, mancata espansione del palato caratterizzato da ipoplasia verticale e sagittale che può anche divenire ogivale.

Presentando rughe palatine in zone non fisiologiche, con affollamento dei denti. I due incisivi superiori possono assumere una posizione a V con apice labiale ed apertura dell’ angolo verso il palato.

La contrazione dei muscoli della guancia nell’aspirazione dell’aria attraverso la bocca, impedisce la crescita fisiologica del mascellare.

Che si presenta micrognatico quindi il bambino ha la classica ”facies adenoidea” di comune riscontro nei casi di ipertrofia di queste ghiandole anche se in questo caso non sono le adenoidi ad essere in gioco.

Quindi dolicocefalia delle ossa facciali per abnorme crescita verticale delle stesse, naso stretto, seni iposviluppati, le tube di Eustachio non hanno pressione fisiologica.

I sintomi

Altri sintomi sono presenti di pertinenza ORL: frequenti riniti, adenoiditi, faringiti, tonsilliti, flogosi ripetute a carico dell’ orecchio che può sfociare in ipoacusia.

Ma, lo stesso motivo che determina queste patologie, causa gengiviti, micosi, herpes recidivanti nella cavità buccale e sulla rima labiale.

L’aria introdotta direttamente dalla bocca nelle vie aeree non viene riscaldata, umidificata, depurata. E’ impedito alle vibrisse di funzionare da filtro per cui i germi, particelle sospese nell’ aria possono giungere senza ostacoli ai bronchi e quindi ai polmoni, causando frequenti episodi infettivi a carico dell’ albero respiratorio.

Asma pediatrica: altri segnali

Altri segni devono attirare l’ attenzione del dentista:

–  colorito cianotico della cute e delle mucose;
–  tipo di respiro: profondità di respiro, tachi o bradipnea;
–  presenza di segni clinici di ipossiemia: tachicardia, stanchezza, cianosi, fino alla confusione;
–  ipercapnia: ipertensione, emicrania, tremori;
–  i movimenti del torace durante l’ inspirazione e l’ espirazione.

La crescita non fisiologica del mandibolare può presentare due varianti ed il risultato è la prognazia
inferiore cioè la III classe di Angle o la II classe se in posizione arretrata.

Nel primo caso la lingua che trova accoglienza sul pavimento della bocca si sviluppa in modo
abnorme ”lingua a ciabatta” ( può essere presente frenulo linguale corto).

La macroglossia determina deglutizione atipica e dislalia: (t, d, n, r, ch, l, s, z), voce nasale, può esserci sigmatismo (la “esse” interdentale”) e disfonia.

Nel secondo caso la deglutizione avviene con interposizione della lingua tra gli incisivi favorendo la
vestibolarizzazione degli stessi.

I condili sono dislocati ed il menisco non è correttamente interposto tra i due capi articolari.

Ne risente, col tempo, il rachide cervicale che perde la lordosi fisiologica. Il rachide lombare diviene lordotico nella III classe, quello toracico cifotico nella II, in ambedue i casi la verticale di Barrè non cade nel punto fisiologico tra i due piedi e si creano tutta una sequela di problemi di postura.

Il bambino non ha un buon sonno essendo un russatore, soffre pertanto di astenia, carenza dell’
attenzione, svogliatezza, il rendimento scolastico è carente ancor più se è presente ipoacusia.

Spesso assente da scuola per concomitanti episodi infettivi, può essere vittima di bullismo anche per la presenza di dislalia che complica il quadro già di per sé abbastanza sgradevole.

Il ruolo della saliva

I denti non umettati dalla saliva vanno incontro a carie esattamente come succede nel morbo di
Sjogren che riconosce altra origine e si presenta in altra età.

Si ha un’ alterazione della composizione della saliva per cui diminuzione del lysozima, immunoglobuline, mucina, saprofiti utili. Mentre è presente flora batterica nociva tra cui candida, escherichia, porphiromonas, streptococco mutans, non si ha più una fisiologica omeostasi all’ interno della bocca.

(Epstein e Schubert, 1987).

Il potere tampone della saliva consiste nella sua capacità di equilibrare l’ambiente acido cheinevitabilmente viene a crearsi a livello orale a causa dell’acidità intrinseca di alcuni alimenti e degli acidi prodotti da microrganismi acidogeni. Tale proprietà avviene, in condizioni normali, in virtù del suo contenuto in bicarbonato e per la presenza di fosfati e proteine anfotere.

(Dibdin e Shellis, 1989).

Per un eccesso di acidità il potere tampone della saliva non riesce a riequilibrare il ph e si ha
distruzione dello smalto, sul quale si innesta l’ opera distruttiva dei batteri, quindi cariemultiple. Diminuiscono le defensine, le istatine ( azione antimicotica), le lattoferrine, i fagociti.

In più, i residui alimentari non dilavati dalla saliva determinano un’ accumulo di placca, che, in ambiente
umido a 37 gradi funziona da pabulum ottimale per lo sviluppo di patogeni come in incubatrice favorendo parodontopatie, infezioni fungine, virali a carico della lingua e delle gengive e della rima orale.

Conclusioni

La saliva, in studi pubblicati J. Dent. Res 1987 Aug;66:1404-6, nei bambini asmatici era
diminuita del 26%, mentre la componente parotidea risultava inferiore addirittura del 36%.

Le differenze notate non erano solo quantitative: anche la composizione salivare era diversa. Infatti,
in chi soffre d’asma le proteine totali e l’amilasi erano significativamente meno presenti.

Non chiara, ad oggi l’ azione dei beta2-adrenergici usati nella terapia.

Secondo la medicina psicosomatica l’asma è legata ad una profonda paura di perdere il legame
con la madre, ad un desiderio inconscio di dipendenza, l’attacco d’asma è paragonato ad un grido
di aiuto soffocato rivolto alla figura materna. Le ricerche di neurofisiologia hanno messo in luce l’esistenza di connessioni tra il sistema neurovegetativo ed il sistema nervoso centrale che possono sostenere ciòche era già emerso dall’analisi dei casi clinici e cioè che anche gli organi interni sono capaci di espressione
simbolica.

Gaetano Mormina

Dr. Emma Castagnari
medico chirurgo spec. Odontostomatologia

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