Esiste la coscienza collettiva? Le nostre menti sono interconnesse tra loro? Una serie di esperimenti sul rapporto tra pensiero collettivo realtà condotti dal Dr. Roger Nelson, hanno portato alla creazione nel 1998 del Progetto di Coscienza Globale.
Denominato anche GCP (Global Conscoiusness Project), condotto proprio nella celebre Università di Princeton.
Si è dimostrato che le nostre menti sono tra loro strettamente interconnesse e possono influenzare gli eventi e addirittura i computer.
Di seguito tutto ciò che sappiamo sulla coscienza collettiva.

Coscienza collettiva: gli esperimenti

Infatti gli esperimenti hanno monitorato che durante gli avvenimenti con un impatto collettivo elevato si è verificato un insolito andamento nei dispositivi utilizzati.

Le macchine dell’esperimento denominate Reg (Random Event Generator) funzionano come generatori casuali, cioè come se noi lanciassimo una monetina in aria e contassimo le volte che esce “testa” o “croce”.Inoltre sono in grado di ipotizzare anticipatamente un pronostico su ciò che verrà estratto e contare il numero di volte che le previsioni si rivelano esatte.

L’interconnessione delle menti secondo i Reg

Le operazioni quindi che eseguono questi reg sono tre: pronostico, estrazione e verifica. Dopo un  numero cospicuo di volte, la media si stabilizza, secondo le leggi della probabilità, su 50/50.

Ma inaspettatamente questo non si verifica quando accadono degli eventi di proporzioni mondiali  come  il crollo delle torri gemelle, le eruzioni vulcaniche o durante i cataclismi naturali.

Si nota che i risultati fuoriescono dallo standard di probabilità, eludendo ogni legge statistica esistente.

Questo fenomeno incredibile si può correlare all’ esperimento sull’Intenzione di Pace, che fu fatto all’epoca  di Maharishi Mahesh Yogi, padre della Meditazione Trascendentale.

Conclusioni

Da tale esperimento, ma anche in altre occasioni di meditazione e preghiera, si è notato che il numero delle violenze, di reati e visite al pronto soccorso, nella zona in cui si praticava, diminuiva sensibilmente.

Concluso  l’esperimento , la violenza si riproponeva in ugual misura come nel periodo precedente.

Tutto ciò ci fa presupporre che le nostre menti possiedono anche una dimensione collettiva, un’interconnessione che influenza il mondo esterno e  ci fa presupporre che quest’ultimo è un estensione del nostro modo di pensare e di essere.

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