L’evoluzione e il divino legame con l’AG [Parte 5]

L’evoluzione e il divino legame con l’AG [Parte 5]

L’evoluzione non consiste solo nel superare i limiti che il rapporto ci rende manifesti, generalmente gli stessi per entrambi, ma anche a procedere oltre, nella presa di coscienza e nella realizzazione di noi stessi.

Superare gli impedimenti più evidenti ci apre la strada ad altre scoperte, ulteriori gradini che, più o meno consapevolmente, dobbiamo al rapporto con l’AG.

L’AG è insieme riflesso della nostra anima, parte di lei, e modello a cui la nostra anima si ispira, completezza a cui tende al di fuori e dentro di sé, cibo di cui si nutre. (es: nodo lunare sud-nord speculari!)

Per essere completo devo acquisire la mia metà, in un matrimonio alchemico in cui lui diventa me ed io lui, io mi apro ad accogliere la mia parte mancante che amo ed onoro fuori e dentro di me.

Lo amo come parte di me e nello stesso tempo, pur senza sentirlo come maestro, mi conduce, mi fa essere, mi costringe senza saperlo ad essere quello che è mio destino sviluppare in me per raggiungere la compiutezza e assolvere il compito karmico.

Se ti sei perso le altre puntate della nostra rubrica “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”, puoi trovarle di seguito:

1 – Il Karma d’amore

2 – Gli amori evolutivi (accidentali e occasionali)

3 – Gli amori impossibili e le anime inarrivabili

4 – I legami evolutivi, gli ostacoli e le ferite

Il matrimonio ed il rapporto con l’AG

A proposito di matrimonio, il matrimonio tra due AG esiste già , da prima che si incontrino si può dire, e questa unione è sentita variamente dai due come desiderio che a volte può essere realizzato. Altre volte è necessario non realizzarlo.

Del resto l’AG non è la persona migliore con cui vivere la quotidianità, un rapporto così profondo e sublime è di un’intensità quasi dolorosa e difficilmente potrà portare la serenità e la stabilità di cui si avrebbe bisogno in un rapporto quotidiano.

Potete essere felici con la vostra AG o al contrario vi sembrerà di non riuscire a coronare alcun sogno comune. Allora la sofferenza sarà lo sprone per un grande salto evolutivo.

L’AG arriva sempre al momento giusto per attivare un vasto potenziale non ancora abbastanza vissuto, valorizzato o sviluppato. In ogni caso nessun uomo, né al di fuori né all’interno della coppia, può dividere ciò che Dio ha intimamente unito.

Ciò che Dio ha unito, l’uomo non divida. A questo ci penserà Dio.

(G.B. Shaw)

Ovviamente, quando il karma sarà assolto, la nostra anima sarà completa, la nostra AG sarà stata introiettata e non ci potrà dare più alcun sprone evolutivo.

Se la nostra evoluzione continuerà, continuerà senza di lei.

L’AG vista dagli occhi dell’amato

Il legame con l’AG è il legame più sacro della vostra vita, più decisivo per la vostra evoluzione e il più legato al divino.

L’amato è la strada verso la libertà interiore e la felicità, la pienezza e la realizzazione, è il nostro modo di sperimentare sulla terra l’amore più alto e puro, è la motivazione a trascendere le difficoltà e i limiti interiori, è l’incarnazione tangibile della nostra anima e del mistero spirituale che la circonda.

Attraverso gli occhi dell’amato si possono vedere le nostre e le sue profondità e accedere alla coscienza prima che impronta e anima tutte le forme di vita.

Gli occhi dell’amato si affacciano sul mistero divino. Molto spesso se ne ha conferma nelle preghiere stesse quando si recitano versi che citano gli occhi di Dio e si visualizzano quelli della persona che amiamo.

Toccando il mistero dell’AG tocchiamo uno dei più grandi misteri della creazione di cui abbiamo il dono di renderci conto in modo tanto coinvolgente. Platone offre una visione molto chiara e convincente del rapporto amoroso che è specchio, complementarietà, e anche contemplazione di qualcosa che va al di là dei partner coinvolti, li trascende.

Eros è figlio di Penia, povertà. Ognuno cerca nell’altro ciò che gli manca, di cui ha bisogno perché ne è privo.

Ma Eros apre anche la via che porta alla rivelazione del Bello in sé, alla contemplazione del ‘volto di Dio’. Nello specchio dell’amato non appare il nostro volto umano ma quello del dio da cui siamo posseduti e di cui portiamo la maschera.

Come l’occhio non può vedersi senza guardare un altro occhio così l’anima non può conoscersi senza contemplare un’anima e discernere in essa la parte in cui risiede la facoltà propria dell’anima.

Lo specchio, al posto della mia immagine riflessa, mi rimanda la figura del Dio.

FINE QUINTA PARTE

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Ci ritroveremo Domenica prossima con la sesta puntata de “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”.

Parleremo di meditazione, energia vibrazionale, e di come caricare voi stessi e la vostra AG.

To be continued…

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L’evoluzione e il divino legame con l’AG [Parte 5]

I legami evolutivi, gli ostacoli e le ferite [Parte 4]

Ogni incontro significativo e ogni incontro con un’AG ci offre uno specchio. La nostra AG principale è il nostro specchio più preciso che ci permette di affrontare nel modo più completo e diretto noi stessi e la nostra ombra.

La sensazione è di amare un pezzo di noi, l’equivalente animico di un brandello del nostro corpo e di adorare tanto l’anima dell’altro quanto il corpo che ne è simbolo, emanazione e rivestimento.

La nostra AG è noi ed è in grado di fornirci inoltre gli strumenti, le condizioni o le sollecitazioni di cui abbiamo bisogno per il nostro completamento, per la nostra evoluzione e felicità.

Se ti sei perso le prime puntate della nostra rubrica “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”, puoi trovarle di seguito:

1 – Il Karma d’amore

2 – Gli amori evolutivi (accidentali e occasionali)

3 – Gli amori impossibili e le anime inarrivabili

La sola, unica e grande ferita

L’AG riflette la nostra ombra e ci permette di curarla. L’amore è un detonatore di energia; l’amore o il bisogno di amore sono la maggiore motivazione all’azione.

Curare la propria ferita più grande è un’azione che richiede grande energia e forte motivazione, un impegno certamente troppo gravoso da compiere senza il fuoco propulsivo dell’amore e il pungolo di una necessità impellente, il vincolo cioè di un legame evolutivo che non sarà sciolto finché non lo si sarà affrontato.

Ogni ostacolo, esterno o interiore, qui è funzionale al suo superamento, aspetta solo di essere superato. Ognuno dei due partner fa il percorso di strada più importante insieme all’altro.

C’è un solo grande amore perché c’è una sola grande ferita.

Conseguire la felicità attraverso questo legame comporta lo scioglimento, la risoluzione dei nodi della personalità di entrambi.

Il percorso da seguire

Chiaramente è un percorso molto lungo, e anche molto sofferto. Da una parte, se siamo abbastanza consapevoli, vediamo in lei le nostre stesse debolezze che siamo spronati ad osservare e ad affrontare da una prospettiva esterna.

Impariamo a capirle, le accettiamo, ci esercitiamo a curarle con il nostro amore, così che quando le riconosceremo in noi e le sperimenteremo dall’interno non ci saranno estranee, le gestiremo con consapevolezza, con pazienza e le cureremo con altrettanto amore.

D’altra parte l’AG agisce in modo preciso e involontariamente crudele proprio sulle nostre ferite costringendoci piano piano a prendere coscienza delle debolezze che tanto ci espongono al dolore e curarle nel modo più definitivo possibile. È un percorso molto lungo e faticoso, ma assolutamente obbligato.

Gli ostacoli vi porteranno alla fuga e l’infelicità della fuga e della distanza vi ricongiungerà alla vostra AG con la quale nel corso del tempo conseguirete piccole prove e piccoli successi.

Il percorso è reso obbligato dalla costituzione stessa delle anime, dall’attrazione sottile, indefinibile ma ineguagliabile e ineludibile che le trattiene, l’una supremo desiderio dell’altra.

FINE QUARTA PARTE

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Ci ritroveremo Domenica prossima con la quinta puntata de “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”.

Parleremo del divino legame con l’AG, il più sacro legame della nostra vita, nonché il più decisivo per la nostra evoluzione.

To be continued…

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Stanchezza? Aumenta vitalità ed energia

Stanchezza? Aumenta vitalità ed energia

Come aumentare vitalità ed energia a discapito della stanchezza? Mangiando tanta frutta biologica e di stagione e assumendo molti liquidi!

Tutti noi attraversiamo periodi di stress e di ansia, e paradossalmente è proprio in questi  periodi  che la nostra dieta si impoverisce e non facciamo abbastanza attività fisica.

Gli effetti cumulati di molteplici fattori stressanti contribuiscono a creare un carico globale di affaticamento al sistema immunitario. Che può avere serie implicazioni fisiche ed emotive.

La combinazione di una dieta troppo ricca di carboidrati raffinati e di stimolanti (caffeina, alcol o nicotina), accompagnata da una vita caratterizzata da stress emotivi, è un mix perfetto per soffrire di stanchezza.

Ma proprio perchè l’esaurimento delle energie è da imputare così spesso alle nostre scelte sbagliate, anche la possibilità di recupero dipendono da noi.

Stanchezza: tutto parte dell’alimentazione

È una sfida impegnativa. Le cellule devono essere ben nutrite se vogliamo sentirci pieni di energia. Ben nutrite qualitativamente evitando quindi alimenti di tipo industriale o a lunga conservazione poveri di vitalità e prediligendo alimenti freschi. Possibilmente biologici in quanto più vitali energeticamente.

Introdurre la giusta quantità di acqua è fondamentale per favorire vitalità ed energia contro stanchezza per il nostro benessere fisico. Il modo migliore è bere a parecchie riprese durante la giornata: uno o due bicchieri appena alzati, e poi circa un’ora prima dei pasti sempre a temperatura ambiente.

In inverno, quando la maggior parte di noi fa fatica a consumare la giusta quantità di acqua, provate a bere alcune tazze di acqua calda con una fetta di limone. Il modo migliore di iniziare la giornata senza stanchezza è, dopo un pò di attività fisica, fare una  buona colazione.

Il pranzo deve includere verdure, una piccola quantità di proteine e frutta. Un’insalata con tonno, verdure stufate e riso integrale, un piatto di hummus, e così via.

E’ possibile assimilare diversi tipi di proteine animali?

Un errore da evitare è sovrapporre nello stesso pasto due tipi diversi di proteine animali. Ad esempio, il prosciutto e il formaggio, il salmone affumicato con la panna acida, o gli hamburger sormontate dalle uova.

Le proteine animali, per essere digerite, hanno bisogno di tempo e di energie. Cercate di incorporare ogni giorno un’adeguata quantità di acidi grassi essenziali fondamentali per il funzionamento delle cellule.

Essi si dividono in due categorie:

  • gli omega 3 che si trovano concentrati nei pesci (salmone, sgombri e sardine) oltre che nei semi di lino, nei fagioli di soia e nell’olio di semi di zucca;
  • gli omega 6 che si trovano negli oli di cartamo, girasole, sesamo, soia, senape e mais.

Come affrontare il calo di energie a metà pomeriggio?

Assicuratevi di essere ben idratati .Se sentite bisogno di mangiare per recuperare energie: una manciata di mandorle o di semi, uno yogurt, un frutto o un centrifugato di verdure.

La cena ideale dovrebbe comprendere una grande quantità di verdure e una mezza porzione di proteine.

Cercate di mangiare il meno possibile la carne rossa, privilegiate fagioli, legumi,pesce e pollo e aggiungete qualche carboidrato complesso come riso integrale, pasta, quinoa e miglio. Il dessert evitatelo.

Stanchezza: come possiamo calmarci abbastanza da raggiungere chiarezza, acutezza e vivacità mentale?

Abbiamo bisogno di far tacere quell’ incessante lavorio mentale che ci impedisce di rilassarci del tutto, E che ci porta ogni notte a rigirarci inquieti nel letto perdendo sonno prezioso. Rilassatevi.

Tutto quello di cui avete bisogno è trovare dieci minuti al giorno per sedervi in tranquillità e distendere la vostra mente.

Meditare è straordinariamente utile, provare per credere.

Non dimentichiamo comunque di fare esercizio fisico anche solo fare le scale anzichè prendere l’ascensore ha effetti sorprendenti se fatto in modo regolare, è fondamentale per sentirsi in forma.

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