Medicina Cinese: squilibrio energetico e astenia

Medicina Cinese: squilibrio energetico e astenia

Secondo la medicina cinese ad ogni organo del corpo corrisponde un contenuto psichico, il che significa che dentro l’organismo depositiamo anche le energie mentali.

L’astenia è una condizione di disequilibrio delle energie di cui disponiamo. Ogni organo ha un suo Qi, una sua riserva (che può essere mantenuta, incrementata, diminuita).

In sintesi, quando le premesse per l’astenia vengono ignorate per lungo tempo, quando non si dà ascolto agli organi e ai loro segnali e manifestazioni, ecco che tutto il tenore vitale generale decade.

Di seguito vi indicheremo cos’è l’astenia e perchè è così importante per la Medicina Cinese.

Medicina Cinese: l’astenia

La parola viene dall’aggettivo greco ασθένος (asthènos) che significa proprio “privo di forza”. Questo disturbo ricade in una più vasta categoria appartenente alla Medicina Cinese che si chiama: xu lao.

Troviamo in questo bacino tutti i disturbi derivanti dalla risultante del superlavoro e dello stress psicofisico. Ma anche di patologie croniche particolarmente debilitanti come l’anemia o gli squilibri a carico della tiroide.

Se si pensa all’astenia si pensa a “qualcosa che viene meno”. Ma nella prospettiva ciclica della gestione delle risorse energetiche, quel vuoto lì ha alle spalle un eccesso. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Sintomi, diagnosi e cura

Tra le sindromi di deficit vi sono quelle relative al qi di yang, di sangue, di yin e di jing, ma l’astenia può legarsi anche alle 5 sindromi da eccesso (stasi di qi, stasi di sangue, umidità, tan, fattori patogeni latenti).

Qui il ruolo del medico agopuntore diventa fondamentale.

Osservando l’aspetto esteriore, l’uso della parola, i movimenti nello spazio, lo stato di lingua, unghie, occhi, alito, capelli e facendo domande precise e mirate, l’agopuntore capirà che strada prendere per “ribilanciare i volumi”. E riportare l’armonia.

Gli squilibri energetici che danno luogo ad astenia sono legati a intossicazioni e mal funzionamento di organi che danneggiano l’energia mentale: ad esempio, un fegato intossicato diminuisce la forza delle decisioni.

Oltre ai meridiani del Fegato, nel caso di astenia si trattano spesso quelli di Cuore e Milza. L’agopuntura mobilizza il qi, l’energia del Fegato, e rasserena lo shen.

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Comunicazione non verbale: il linguaggio del corpo

Comunicazione non verbale: il linguaggio del corpo

Quando interagiamo con un’altra persona siamo attenti soprattutto alla comunicazione verbale, cioè a quello che diciamo. La maggior parte dei messaggi emozionali e gli atteggiamenti interiori sono invece espressi prevalentemente attraverso un canale preferenziale: il nostro corpo.

Imparando a conoscere questa parte  non solo riusciamo a decodificare gli altri, ma  possiamo sviluppare una conoscenza più approfondita di noi stessi.

Perchè ciò che ci trasmette il linguaggio del corpo è un messaggio che proviene direttamente dal nostro inconscio.

Comunicazione non verbale: cos’è e cosa comprende

La comunicazione non verbale è una disciplina abbastanza complessa, per applicarla bisogna tener conto di un insieme di elementi. Come il contesto, la relazione interpersonale osservata nella sua interezza e le specificità del nostro interlocutore.

Occorre, quindi, molta prudenza nell’interpretazione perché nessun segnale ha un significato univoco.

La portata di questa tematica la si può comprendere dall’affermazione di una famosa ricercatrice degli anni Settanta James Borg, secondo la quale nei rapporti interpersonali la comunicazione non verbale rappresenta addirittura il novanta per cento dei messaggi che le persone si scambiano.

La comunicazione non verbale comprende anche la prossemica o spazio vitale, cioè la distanza in base a cui l’uomo regola i rapporti interpersonali.

Edward Hall, l’antropologo che ha coniato il termine, definisce questa disciplina:

lo studio di come l’uomo struttura inconsciamente i microspazi – le distanze tra gli uomini mentre conducono le transazioni quotidiane, l’organizzazione dello spazio nella propria casa e negli altri edifici e infine la struttura delle sue città.

Infatti, l’ambiente attorno all’essere vivente non è neutro, ma è suddiviso in quattro aree: intimo, personale, sociale e pubblico. Questa ripartizione è suscettibile di variazioni secondo le diverse culture.

L’interpretazione del linguaggio del corpo

Il nostro spazio vitale si estende  per circa un metro dal corpo, ogni violazione comporta un aumento di tensione e una sensazione sgradevole di essere invasi.

Tolleriamo questa intromissione solo in ambienti affollati, in cui lo spazio prossemico si riduce, mentre siamo poco comprensivi quando qualcuno ci si avvicina troppo senza motivo.

Durante una conversazione,approssimarsi o allontanarsi dall’interlocutore sono movimenti che hanno un loro significato.

Infatti nella prossemica se mi avvicino durante una discussione è tendenzialmente un “sì” a ciò che l’altro sta dicendo, mentre la postura indietreggiante è il messaggio opposto.

Molte volte l’incoerenza tra le parole e ciò che esprimiamo con il corpo non è una menzogna consapevole, ma può essere un’incongruenza manifestata dall’inconscio.

Il volto invece può essere interpretato come un tiro al bersaglio, dove la parte centrale ha un valore più alto. Ad esempio toccarsi il naso è uno scarico tensionale negativo.

Se quindi ti dico “ mi fa piacere accompagnarti dal medico” e poi mi  tocco il naso probabilmente non sono d’accordo con ciò che ho detto, esprimo così il mio disagio.

A questo punto è importante chiedersi il motivo di questa incongruenza,  magari per scoprire  un’emozione rimossa e quindi andare verso ciò che è in linea con il nostro vero Essere.

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Postura: lo stress incide notevolmente

Postura: lo stress incide notevolmente

Lo stress incide sulla postura. Di natura psicologica o emotiva, i fattori  di stress sono  in grado di produrre notevoli cambiamenti nel sistema muscolo-scheletrico, influenzando il funzionamento complessivo del corpo.

La rabbia, la paura, l’ eccitazione o  la depressione producono schemi posturali e muscolari scorretti.
Molte posture e tensioni difensive derivano da ansia e stress.

La prima risposta somatica che il corpo mette in campo per fronteggiare questi stati sono delle barriere di sicurezza interne attuate per non permettere agli eventi perturbanti di poter entrare in profondità.

Un esempio classico è dato da un sentimento sottile di angoscia del futuro, che obbliga l’essere ad attivare permanentemente una forma rassicurante di controllo difensivo.

L’osteofluidica cranio sacrale contribuisce al miglioramento della regolare fluidità originale perturbata dagli effetti delle proprie paure e degli stress esterni.

Postura: come il corpo reagisce allo stress

Non esistono due persone che reagiscono allo stress nello stesso modo. Anche in condizioni identiche, reazioni ed effetti variano. Mentre è importante conoscere cosa è lo stress e come il corpo reagisce ad esso in generale.

Perché una persona sviluppa un’ulcera, un’altra il diabete ed un’altra ancora la pressione alta?

Tutte queste condizioni possono essere il risultato apparente di schemi di stress simili. È evidente, quindi, che i fattori di stress non determinano la risposta del corpo.

La personalità  è il fattore determinante per stabilire quali aspetti del corpo si adatteranno o reagiranno in risposta a qualsiasi stimolo o stress.

La malattia, in ultima analisi, è il  tentativo creativo inconscio di trovare soluzioni a fattori limitanti dall’ambiente totale in cui una persona vive, internamente verso se stesso,esternamente in confronto agli altri.

I fattori di stress

Se i fattori di stress sono costanti o ripetuti frequentemente, e non c’è rilascio dell’accumulo di tensione, possono manifestarsi una varietà di sintomi.

Tra cui problemi di postura, vertigini, dolori e rigidità muscolare, cefalea, disturbi della vista, ipertensione, problemi circolatori e cardiaci. Anche difficoltà respiratorie, tra cui asma e allergie, palpitazioni, disturbi digestivi, tra cui ulcere, difficoltà di deglutizione, disturbi della glicemia (alta o bassa), mal di schiena, disturbi della pelle, disturbi intestinali…

Fattori di stress nocivi spesso rientrano in categorie quali difficili rapporti personali, pressione eccessiva a causa di scadenze e dei fattori tempo, ansia finanziaria, incapacità di comunicare sentimenti.

O ancora problemi di personalità (baricentro esterno, etc), incapacità di concentrarsi e vivere nel presente (il futuro o il passato dominano), drammatici cambiamenti di stile di vita etc.

Sindrome Generale di Adattamento

Quando lo stress è prolungato o ripetuto frequentemente possono avere inizio una serie di cambiamenti che fanno parte di ciò che è conosciuta come la Sindrome Generale di Adattamento.

Inizialmente i meccanismi di autoregolazione del corpo, che mantengono l’equilibrio interno, affrontano in modo adeguato gli episodi costanti di eccitazione, con tutti i cambiamenti che questi richiedono.

Dopo mesi o anni però, la capacità del corpo di adattarsi o affrontare adeguatamente sarà compromessa. Inizia così uno squilibrio e una rottura degli equilibri interni, subentra così la fase di esaurimento  prendendo il posto della fase di adattamento.

I segni di stress si manifestano con varie problematiche.

Se nulla di positivo viene fatto durante la fase di esaurimento si determinerà il crollo finale dell’individuo.

Postura e disfunzioni ossee

Cosa è che determina la “rottura” di una parte del corpo sotto uno stress prolungato?

La domanda è provocatoria, in effetti non si può isolare il corpo dall’unità psico emozionale che lo compone.

Cos’è che determina la rottura di un Essere Umano?  Profonda demotivazione, carenza di autostima, educazioni familiare restrittive indotte dalla nascita, condizionamenti sociali, isolamento della società.

Questi i fautori di sentimenti di auto svalutazione e auto destrutturanti, causa di demineralizzazione e fragilità scheletrica.

Esistono nelle persone aree o segmenti della colonna vertebrale che sono anormali in almeno uno di questi tre modi:  aree possono essere ipersensibili alla pressione, aree limitate nella mobilità (movimento) o asimmetriche (fuori posizione).

Tali cambiamenti sono comuni anche in persone apparentemente sane.

Stress e attitudini posturali sono strettamente correlati e discipline come l’osteofluidica possono ovviare e migliorare i fattori negativi ad essi connessi. Questa disciplina agisce in maniera ottimale su problemi legati alla postura.

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STRESS POST TRAUMATICO – LE FERITE INVISIBILI

STRESS POST TRAUMATICO – LE FERITE INVISIBILI

Le emozioni vissute e le reazioni che le accompagnano in alcuni casi sono così intense che le parole non bastano a descriverle: occorre scendere nell’io profondo e curarne le ferite.
Il disturbo da stress post-traumatico può essere collegato a un’esperienza isolata, come ad esempio: un incidente, un incendio, una violenza fisica o un’aggressione-stupro, un disastro naturale, un incidente aereo, un incidente sul lavoro o domestico, una serie di eventi passati o presenti come molestie sessuali (lavoro o famiglia).
Oppure, come di questi tempi, una Pandemia. C’è una memoria tissutale del trauma accompagnata da una memoria traumatica psico-emotiva quasi illimitata. Il Trauma è sempre accompagnato da una reazione psicologica conscia e inconscia.
L’associazione Global Salus Formazione Evolutiva affronta l’argomento con un incontro sul tema STRESS POST TRAUMATICO – LE FERITE INVISIBILI.
La conferenza, che vedrà come relatore l’osteopata Fabio Rizzo si svolgerà in osservanza delle regole di sicurezza anti-Covid domenica 11 ottobre alle ore 20,30 nella  Sala Santa Croce in Via Spolverini 4/c. La partecipazione è gratuita.
Posti a esaurimento, prenotazione obbligatoria 800824612info@osteopatiafluidica.com.
Fabio Rizzo è Osteopata, kinesiologo, Massofisioterapista. Si specializza  in Francia (Montpellier Toulon ed Evian ), in Osteopatia Fluidica, Kinesiologia, Osteogenealogia e in Osteodouce (OsteoQuantica). Ha condotto un approfondito studio sul Movimento Respiratorio Primario (MRP) e sull’ Energetica Fluidica, limitante il potenziale dell’essere umano. Conduce seminari di formazione in Osteofluidica Cranio Sacrale nella sua scuola a Parma.
Cervicalgia: ecco gli esercizi da svolgere

Cervicalgia: ecco gli esercizi da svolgere

La cervicalgia è un disturbo molto frequente che colpisce il collo e tutta la zona circostante.

Il collo è una vera opera d’arte della natura. In esso si concentrano vertebre, legamenti, muscoli, nervi e ghiandole (la tiroide) con funzioni e interattività sbalorditive.

L’origine del dolore cervicale (o cervicalgia) può derivare dal semplice spasmo muscolare dopo raffreddamento, all’artrosi (calcificazioni intorno alle articolazioni- e corpi vertebrali ), all’anchilosi spondilartritica ( perdita dell’articolarità), dove i legamenti calcificano e rendono la colonna rigida

La cervicalgia semplice è una disfunzione che risponde pefettamente alle cure manipolative (cercate sempre professionisti seri, diffidate dei terapisti della riabilitazione improvvisati).

Come prevenire la cervicalgia

Per prevenire la cervicalgia evitate di tenere posture sbagliate per un tempo prolungato; ad esempio, la posizione del mento appoggiata a una mano quando si sta davanti allo schermo).

Ricordate sempre che i muscoli si adattano alla posizione assunta, per cui, se la postura è sbagliata, il muscolo si accorcia e, contraendosi, si ritrova alle prese con un ridotto apporto di sangue e di ossigeno.

Da ciò derivano dolore, sensazione di bruciore e rigidità, che possono sfociare in nausea, capogiri, formicolii alla mano (specie se si usa molto il mouse; in quel caso si parla di mouse arm syndrome, ovvero “cervico-brachialgia da uso del puntatore”).

È utile sciogliere le tensioni profonde attraverso massaggi o leggere trazioni. Ovviamente, se la postura errata è un’abitudine, poco potranno le tecniche di palpazione.

Esercizi per sciogliere le tensioni cervicali

Vi proponiamo un piccolo esercizio per sciogliere le tensioni a livello cervicale: in piedi, inclinate il capo a destra e poi a sinistra, molto lentamente.

Sentite i muscoli allungarsi a ogni espirazione, mentre raccogliete l’energia quando inspirate.

Poi alzate un braccio, e abbassate l’altro; spingete entrambi indietro e invertite.

Imparare a rilassarsi è un lavoro indispensabile per chi soffre di questo disturbo; un imperativo che sul lungo periodo porta innumerevoli benefici.

Per questo può essere utile seguire lezioni di Chi kung (Qi gong) tenute da maestri esperti che sappiano guidare l’immaginazione volta a veicolare il respiro e l’attenzione tra le diverse parti del corpo.

Esercizi di ginnastica isometrica

Ecco intanto semplici esercizi di ginnastica isometrica che potete svolgere ovunque:

Con le mani dietro la nuca forzare in avanti ed in basso la testa, focalizzando l’attenzione sulla sensazione di tensione a livello dei muscoli posteriori del collo.

Con una mano sulla testa esercitare una trazione laterale verso destra e ripetere poi a sinistra, sempre mantenendo ben ferme le spalle.

Volgere molto lentamente il viso verso l’alto fino da avere la testa rovesciata all’indietro.

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