da Redazione | Nov 2, 2020 | Osteofluidica Cranio Sacrale
L’Artrosi lombare comprende disturbi come Lombalgia-Sciatica–Colpo della strega o mal di schiena, in ogni caso risulta sempre dolorosa e limitante.
Se il blocco perdura o si aggrava notevolmente ne risultano dolore, disagio,malattia e disturbi.
L’obiettivo del massaggio è di aiutare i pazienti a sciogliere questi blocchi. Perché quando l’energia non è più soggetta a restrizioni il corpo può dar corso al processo risanatore.
I carichi fisici sono di gran lunga i meno gravosi, poiché di questi gli esseri umani sono consapevoli.
Al giorno d’oggi sono soprattutto i pesi e i fardelli inconsci quelli che opprimono gli uomini e gravano sui dischi intervertebrali.
Di seguito una guida sull’artrosi lombare, e un approfondimento sull’evoluzione della spina dorsale e dell’Essere.
Non bisogna cercar di guarire il corpo senza cercar di guarire l’anima.
Artrosi lombare secondo Platone
L’organo più impegnato del nostro fisico è la colonna vertebrale, che collega la parte superiore del corpo (testa), con quella inferiore (bacino).
Il suo nome (Columna vertebralis) contiene, in quanto tale, solo una parte di verità, dato che per tutta la vita dell’individuo questa svolge più il ruolo di un arco flessibile che quello di una vera e propria colonna.
Considerata da questo punto di vista, possiamo dire che assume la forma di una doppia S.
La colonna vertebrale si comporta come un’unità funzionale che consiste di: 7 cervicali, 12 dorsali, 5 lombari, 5 sacrali e 3 coccigee.
Alla colonna vertebrale sono legati i 550 muscoli, i 400 legamenti e tendini dell’apparato di sostegno preposto alla stabilità. Che al tempo stesso deve garantire la sorprendente mobilità delle 144 articolazioni.
Eccetto le due vertebre superiori, Atlas e Axis, tutte le altre hanno una forma simile.
Vertebre e colonna vertebrale
Mentre i massicci corpi delle vertebre sopportano il peso del corpo, il canale vertebrale, formato dai fori delle vertebre poste una sopra all’altra, protegge il sensibile midollo spinale. I cui nervi si diramano attraverso le stesse strutture vertebrali.
La diversa mobilità che caratterizza ognuna delle sue parti principali è dovuta soprattutto alla presenza dei dischi intervertebrali.
D’altro canto, non c’è alcun dubbio che possiamo divenire uomini autentici solo attraverso la spina dorsale.Come l’energia, anche l’uomo integro deve salire seguendo l’asse centrale fino a raggiungere l’estrema rettitudine.
Le 5 vertebre lombari hanno il compito di far si che l’essere si “verticalizzi” nel proprio “tempo” e nel proprio “spazio” ,esse sono ben raffigurate nell’uomo di Leonardo.
Le 12 vertebre dorsali sono collegate alle “fatiche di Ercole” verso la fatica nel divenire consci del proprio essere.
Le 7 vertebre cervicali sono i gradini della scala del sogno di Giacobbe. Che sale verso il cielo, verso la trinità delle tre vertebre craniali occipite sfenoide ed etmoide che rappresentano la massima realizzazione della nostra divinità terrena.
Lo sviluppo dell’Essere e della spina dorsale
Anche altre culture antiche conoscevano le forze che scorrono lungo la colonna vertebrale.La dottrina cinese dell’agopuntura dà una grande importanza ai meridiani energetici e a questo modo di considerare le cose.
Il serpente, che ha sedotto i primi uomini inducendoli a vivere nel mondo della polarità, consente loro di crescere al di là della polarità stessa e di tornare nell’unità, cioè alla salute.
Così il serpente diviene anche il simbolo dell’evoluzione.
Come il risveglio dell’energia del serpente Kundalini è decisivo per far sì che l’uomo si elevi e si trasformi in vero uomo spirituale. L’acquisizione della posizione eretta da parte dei primi esseri umani permise loro di acquisire caratteri umani nel senso più autentico.
Normalmente sui dischi intervertebrali viene esercitata una pressione di circa 30-50 chilogrammi, ma appiattendosi essi sono in grado di sopportare un peso quadruplo.
È possibile misurare la capacità di adattamento della spina al carico con un semplice metro.
Di mattina l’essere umano è certamente più alto di quanto lo sia la sera. Il peso del giorno infatti grava su di lui al punto di farlo abbassare (fino a un massimo di due centimetri).
Lo sviluppo dell’essere umano e quello della spina dorsale sono strettamente collegati.
Per questo non dobbiamo sorprenderci se i problemi più generali che possono affliggere la spina dorsale hanno le loro radici nella storia dell’evoluzione personale di ciascuno.
Conclusioni
D’altro canto, se si riflette sul fatto che nella nostra società una persona su due soffre di mal di schiena, è possibile capire quanto sia arretrata ancora oggi la nostra condizione.
Camminare eretti è una facoltà esclusiva dell’uomo, resa possibile dalla curvatura del piede, diversa da quella di qualsiasi altra creatura vivente.
Per questo, insieme alla colonna vertebrale, da un punto di vista anatomico l’incavo presente nella pianta del piede (l’osso cuneiforme centrale tra i tre) è l’elemento più umano dell’uomo.
da Redazione | Ott 29, 2020 | Psiche
Gli attacchi d’ansia sono provocati da una sensazione di paura estrema di fronte ad una sensazione di pericolo, che sia vero o solo presunto. Nel momento in cui l’essere umano prova paura perché è in pericolo, o crede di esserlo, il cervello aziona automaticamente un meccanismo di difesa. Che porta al rilascio di una quantità maggiore di adrenalina rispetto al normale.
Quando il pericolo è reale, l’adrenalina risveglia l’attenzione e porta il corpo a sfruttare il massimo dell’energia muscolare. In questi casi, l’ansia è una risorsa fondamentale che aiuta corpo e cervello a stare in allerta, e a trovare un modo per uscire dal pericolo.
Se però gli attacchi d’ansia si manifestano in maniera ingiustificata, eccessiva e più spesso del normale, ci si trova di fronte ad un disturbo.
A questo punto, è importante trovare il metodo di uscire da questo “circolo vizioso”, che può causare seri problemi alle persone e al loro modo di vivere.
Attacchi d’ansia: quando la paura “invalida” la vita
Capita spesso che, di fronte a una situazione di tragedia o di grave pericolo, una persona faccia automaticamente cose che normalmente non sapeva di poter fare. Si pensi a quando si sente qualcuno dire “Non so dove ho trovato la forza per fare quello che ho fatto”. In realtà, quella forza è scaturita meccanicamente dal cervello, che ha dovuto trovare un modo per difendersi, sopravvivere e salvarsi dal pericolo.
L’ansia è dunque una condizione naturale dell’essere umano, che in molti momenti della vita si trasforma in forza. Il problema nasce però quando non esiste un pericolo reale, ma immaginario. Si pensi alla fobia di affrontare la gente, ai disturbi ossessivo-compulsivi, o ai disturbi post-traumatici.
Queste situazioni risultano invalidanti per la vita di una persona, e anche per la stabilità mentale. Nel momento l’individuo entra nell’ottica di provare paura per una cosa che generalmente non dovrebbe fare paura, il cervello sente comunque il pericolo e attua il suo meccanismo di difesa.
Dunque inizia la sudorazione, la tachicardia, la sensazione di mancanza di respiro, i dolori al petto, la nausea. E queste condizioni possono tradursi secondo la differenziazione di intensità fino in attacchi di panico.
Tali esperienze, soprattutto quando diventano frequenti nella vita di tutti i giorni, è come se rendessero invalida la persona che li subisce. Gli attacchi d’ansia infatti tendono a bloccare l’individuo e gli impediscono di affrontare anche le situazioni più facili e comuni.
In qualche modo, l’ansia eccessiva rende la persona incapace di reagire, e condizionata costantemente dalla paura di non sapere cosa fare per “mettersi in salvo”.
Ansia ingiustificata: come l’osteofluidica può essere d’aiuto
A questo punto, diventa necessario l’intervento di un professionista, che sappia come agire per riportare l’individuo alla realtà. E per ripristinare nel suo cervello la normale condizione di vita e la proporzione naturale della paura.
La disciplina osteofluidica, nei casi di attacchi d’ansia, può costituire realmente un percorso di salvezza. Tale terapia infatti si occupa sostanzialmente di ascoltare il corpo e i fluidi che scorrono al suo interno.
Durante il trattamento, il professionista è in grado di comprendere quali sono le cause che generano questo livello di panico nell’individuo. Sfiorando dei punti precisi nel corpo, egli riesce a liberare l’energia interna che è “soffocata” dalla paura, e aiuta la persona a liberarsi.
I trattamenti dell’osteofluidica però, non consistono solo nell’approccio fisico con il paziente. Il professionista infatti, durante tutto il percorso, comunicherà costantemente con l’individuo e riuscirà a risvegliare la sua coscienza, portandolo nella condizione di auto-guarirsi da quei traumi che ha subito. E che, appunto, condizionano il suo cervello fino a provocargli i frequenti attacchi d’ansia.
Si interagisce quindi con le restrizioni inibitrici dei maggiori flussi energetici, attraverso respirazioni localizzate e normalizzazioni muscolari delle emi-cupole diaframmatiche, per intervenire immediatamente nel ricreare lo spazio sufficiente all’energia per poter ritrovare la sua migliore distribuzione circolare.
Il muscolo diaframmatico è responsabile infatti delle maggiori tensioni in ambito emozionale oltre ad essere sede del plesso solare. Il diaframma “grande dimenticato” come viene chiamato dagli esperti è infatti un muscolo potentissimo in grado se teso di restringere gli orifizi che ospitano il passaggio del nervo vago e dell’aorta, cause prime del senso di pericolo percepito.
Sostanzialmente, la disciplina osteofluidica è in grado di insegnare alla persona come diventare padrona della propria vita. Nel momento in cui impara a scegliere consapevolmente e a conoscere il proprio potenziale, l’individuo smette di “sentirsi vittima” e inizia a vivere davvero in libertà.
Foto di Pete Linforth da Pixabay
da Redazione | Ott 28, 2020 | Curiosità
La nascita è il primo trauma della vita. Al momento del parto la potenza delle contrazioni uterine sul cranio fetale non è sempre senza conseguenze.
Inoltre certe tecniche come l’utilizzo di forcipe, ventose o parto cesareo presentano degli effetti di costrizione supplementari sul cranio del neonato. Alla nascita il cranio del neonato è sciolto e malleabile ma il parto può essere causa di tensioni intra craniche impercettibili da vedere.
Ed è per questo prudente e consigliabile effettuare una visita di controllo da un osteopata che possa riequilibrare queste tensioni permettendo ai vostri bambini il miglior sviluppo psicomotorio possibile senza costrizioni meccaniche.
Nascita, parto e bambini: la visita dall’osteopata
Un bambino nato con parto cesareo non avendo avuto il cranio modellato dalle pressioni uterine dovrebbe anch’esso effettuare questa visita di controllo.
Un parto può assolutamente essere senza conseguenze negative per il bambino. Ma a volte, delle tensioni invisibili presenti alla nascita e non trattate possono avere effetti più o meno evidenti. Come ad esempio rigurgiti, certi strabismi, agitazione iper attivismo, turbe del sonno otiti croniche.
Dopo questa visita di controllo è bene rivedere l’osteopata verso i sei mesi al momento che il vostro bambino passa in posizione seduta poi a un anno al momento in cui cammina.
Per quanto concerne i lattanti di meno di 6 mesi chiedete un certificato di non controindicazione al vostro pediatra prima di recarvi dall’osteopata.
In tutti i casi si può intervenire con manovre di liberazione fluidiche intra craniche ad ogni età. Questo produce una migliore circolazione del liquido cefalo rachidiano con effetti benefici estesi a tutto l’organismo.
da Redazione | Ott 27, 2020 | Osteofluidica Cranio Sacrale
Alzi la mano chi non hai mai avvertito una sensazione di stress. Oggi a causa di ritmi quotidiani sempre piu’ accelerati, si sente sempre piu’ spesso parlare di ”stress”.
Ogni anno aumentano le persone che avvertono lo stress sempre piu’ insistentemente a causa di svariati motivi.
Ma cos’e’ lo stress? Lo stress e’ una reazione del nostro organismo ad eventi esterni.
Quando il corpo e la psiche non riescono più ad adattarsi a richieste eccessive provenienti dall’esterno interviene lo stress e possono sorgere una serie di sintomi somatici.
Stress: cosa può causare
Ovviamente lo stress di per se’ non e’ grave, se lieve e se non arreca particolari disturbi ed effetti sintomatici.
In caso contrario, quando risulta eccessivo, e’importante non sottovalutare gli effetti somatici indotti dallo stress che nel lungo periodo possono anche portare a conseguenze gravi.
Le più frequenti somatizzazioni indotte da stress, agiscono a livello:
- cardiaco: tachicardia, irregolarità del battito cardiaco (extrasistoli), dolore al centro del petto, ipertensione, infarto;
- polmonare: asma, irregolarita’ nella respirazione;
- gastrointestinale: colon irritabile (diarrea, stipsi, dolori), dispepsia (senso di pienezza dopo il pasto, acidità, dolori), ulcera gastroduodenale (aumento della secrezione acida)
- uro-genitale: diminuzione del desiderio, eiaculazione precoce;
- dermatologico: eccessiva sudorazione, prurito, psoriasi;
- muscolare e posturale: contrazione della mascella, chiusura dei pugni,contrattura anomala delle spalle, contrazione innaturale dei glutei.
Cio’ accade perche’ quando si verifica uno stress di natura fisica o emotiva, esso si ripercuote sull’intero organismo. I meccanismi di compensazione del corpo, non sono circoscritti ad un’area limitata ma lo coinvolgono nella sua totalita’.
Quando si manifestano disturbi del genere e’ necessario mettere il corpo in condizione di rilanciare energia al suo interno eliminando tensioni muscolari, blocchi e ostruzioni.
I trattamenti di osteofluidica
Qualche trattamento di osteofluidica, utile in presenza di somatizzazioni di vario genere, può stimolare e riequilibrare il flusso energetico vitale in tutto il corpo.
Un approccio corporeo dolce senza imposizioni strutturali o manipolazioni classiche,in grado di riportare la pulsatilità vitale la dove è interrotta anche da molto tempo, e con essa un ottimo risultato di rigenerazione e ricarica energetica immediatamente disponibile da utilizzare.
Una disciplina che si basa sul “sentire sottile” per mezzo di “una super sensibilità tattile” dei micro-movimenti legati al ritmo del passaggio dei fluidi vitali in ogni regione corporea.
Quando tutto va bene tutto è fluido,sciolto e adattativo,dentro il corpo, il cuore,la testa.
da Redazione | Ott 22, 2020 | Curiosità
Studi scientifici hanno dimostrato che un buon equilibrio acido-basico del nostro corpo favorisce un migliore stato di salute e contrasta l’insorgere delle malattie.
Però per capire meglio l’argomento e apprendere appieno cos’è l’acidità e come combatterla, occorre introdurre il concetto di pH.
Di seguito le nozioni basi sul pH, l’importanza dell’ossigeno per le cellule e i vari studi scientifici collegati. Vi indicheremo poi gli alimenti acidificanti e quelli alcalinizzanti, in modo da poter prevenire l’acidità.
Acidità: cos’è il pH
Il pH è un parametro che misura l’acidità o la basicità di un liquido, da zero a sette si definisce una soluzione acida, a sette neutrale, da sette a quattordici alcalina o basica.
Tutti gli esseri viventi hanno bisogno, per un corretto funzionamento delle proprie cellule, di un ambiente leggermente alcalino. Poiché con l’innalzamento del livello di acidità si possono manifestare grossi scompensi dovuti al proliferare di germi patogeni.
In una persona sana il pH del sangue è compreso tra 7,4 e 7,45.
Ossigeno nelle cellule e studi scientifici
Il nostro corpo tende naturalmente all’acidità che, in gran parte, è causata dalle scorie prodotte dal metabolismo; tale stato provoca immediatamente l’espulsione dell’ossigeno dalle cellule.
Lo scienziato tedesco, Otto Heinrich Warburg che ha ricevuto nel 1931 il Premio Nobel per la scoperta sulla causa primaria di cancro, ha affermato : “ Privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile convertirla in un cancro”. Ha poi ha aggiunto:
I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.
Un importante elemento da considerare è il fatto che le cellule tumorali sono anaerobiche, cioè possono sopravvivere anche senza ossigeno, anzi hanno una maggiore proliferazione.
Un altra figura di spicco in queste ricerche è il dr. Robert O. Young che ha ottenuto vari titoli accademici ed ha ampliato la tesi dello scienziato tedesco sostenendo che:
L’eccesso di acidificazione nell’organismo è la causa di tutte le malattie degenerative. Se succede una perturbazione dell’equilibrio e un corpo inizia a produrre e immagazzinare più acidità e rifiuti tossici di quelli che è in grado di eliminare allora le malattie si manifestano.
L’acidosi
L’acidosi nei tessuti si può agevolmente rilevare analizzando l’urina e misurando il pH in essa, attraverso una striscia di carta reattiva.
L’urina del mattino di solito è acida. ha un pH ‘normale’, cioè –come si legge nei testi in medicina- di 5,5. Ma questo valore è tutt’altro che normale. Rispecchia solo l’acidosi di cui oggi tutti soffriamo. Il valore naturale sarebbe di circa 7,35.
L’acidificazione non proviene soltanto dal metabolismo, ma anche dalla nostra alimentazione che risulta essere di primaria importanza. L’apporto nutrizionale contribuisce al nostro stato di salute o di malattia.
Infatti una volta conclusosi il processo digestivo, i cibi forniscono e creano una condizione di acidità o alcalinità nel corpo. Possiamo distinguere gli alimenti ad azione acidificante e quelli ad azione alcalizzante.
Alimenti acidificanti e alcalinizzanti
Gli alimenti ad azione acidificante sono di origine animale (carni equine, suina, ovina, pesce, pollame, salumi). Anche le proteine vegetali introdotte in notevole quantità possono favorire la creazione di un ambiente acido perché producono sostanze azotate e prodotti di rifiuto.
Sempre in questa categoria di alimenti troviamo lo zucchero, il sale e la farina raffinata, i grassi idrogenati, i brodi grassi, la margarina, la caffeina, l’alcool, il tabacco, gli antibiotici e tutti gli alimenti in scatola che contengono conservanti, coloranti e stabilizzanti.
Gli alimenti invece ad azione alcalina sono: le verdure crude, la frutta (in particolare il limone), le tisane, le mandorle,il miglio, il miele è un alimento altamente alcalinizzante.
Inutile ricordare ancora una volta che per poter avere una buona salute occorre controllare il nostro regime alimentare. Parafrasando un vecchio proverbio, ne vogliamo coniare uno nuovo: “Dimmi come mangi e ti dirò come stai”.
Ed alla luce di questa tesi, non vi è nulla di più vero.
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