Colpo di frusta: cos’è, cause e sintomi

Colpo di frusta: cos’è, cause e sintomi

Il collo è una parte relativamente delicata del corpo, costituito da una serie di complessi, ossa e muscoli in interconnessione.

Mentre gli incidenti stradali sono la principale causa di affezioni al collo, altre lesioni includono la scarsa tecnica usata nel sollevare oggetti pesanti o cadute accidentali .

Molte volte non ci si rende conto per diverse settimane, o addirittura mesi dopo l’evento traumatico, della gravità di ciò che è successo realmente nel nostro organismo. Ma si incomincia a preoccuparsi quando il collo o la schiena continuano a peggiorare invece di migliorare.

Il colpo di frusta è un disturbo da non sottovalutare.

Di seguito vi indichiamo cosa fare nel caso in cui il dolore aumenti notevolmente e come valutarne il tipo ed il livello.

Colpo di frusta: dove colpisce e cosa fare

Quando la situazione continua a peggiorare o non guarire il medico può opportunamente disporre di una risonanza magnetica. La risonanza magnetica o TAC è in grado di diagnosticare delle lesioni ai dischi intravertebrali. Ma non è in grado di diagnosticare il livello di dolore che si può soggettivamente sentire.

Le ernie di alcune persone possono sembrare grandi nelle immagini ma dare solo un disagio o dolore lieve moderato per l’individuo. Mentre in altri casi ci possono essere evidenze di piccole ernie, ma che possono causare dolore grave e debilitante per le persone.

Il tipo di dolore che potrebbe svilupparsi può variare tra un dolore al braccio, dolore al collo, mal di schiena, dolore alla spalla. O ancora intorpidimento delle braccia o delle gambe.
Quando il dolore comprende intorpidimento e / o dolori lancinanti per le braccia o le gambe si tratta quasi certamente di una radicolopatia.
Se si ha avuto un infortunio al collo o dopo un colpo di frusta ,è consigliabile non sottovalutare l’accaduto e consultare il medico di famiglia al più presto.
E’ importante fare un check-up il più presto possibile.

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Coscienza collettiva e menti interconnesse

Coscienza collettiva e menti interconnesse

Esiste la coscienza collettiva? Le nostre menti sono interconnesse tra loro? Una serie di esperimenti sul rapporto tra pensiero collettivo realtà condotti dal Dr. Roger Nelson, hanno portato alla creazione nel 1998 del Progetto di Coscienza Globale.
Denominato anche GCP (Global Conscoiusness Project), condotto proprio nella celebre Università di Princeton.
Si è dimostrato che le nostre menti sono tra loro strettamente interconnesse e possono influenzare gli eventi e addirittura i computer.
Di seguito tutto ciò che sappiamo sulla coscienza collettiva.

Coscienza collettiva: gli esperimenti

Infatti gli esperimenti hanno monitorato che durante gli avvenimenti con un impatto collettivo elevato si è verificato un insolito andamento nei dispositivi utilizzati.

Le macchine dell’esperimento denominate Reg (Random Event Generator) funzionano come generatori casuali, cioè come se noi lanciassimo una monetina in aria e contassimo le volte che esce “testa” o “croce”.Inoltre sono in grado di ipotizzare anticipatamente un pronostico su ciò che verrà estratto e contare il numero di volte che le previsioni si rivelano esatte.

L’interconnessione delle menti secondo i Reg

Le operazioni quindi che eseguono questi reg sono tre: pronostico, estrazione e verifica. Dopo un  numero cospicuo di volte, la media si stabilizza, secondo le leggi della probabilità, su 50/50.

Ma inaspettatamente questo non si verifica quando accadono degli eventi di proporzioni mondiali  come  il crollo delle torri gemelle, le eruzioni vulcaniche o durante i cataclismi naturali.

Si nota che i risultati fuoriescono dallo standard di probabilità, eludendo ogni legge statistica esistente.

Questo fenomeno incredibile si può correlare all’ esperimento sull’Intenzione di Pace, che fu fatto all’epoca  di Maharishi Mahesh Yogi, padre della Meditazione Trascendentale.

Conclusioni

Da tale esperimento, ma anche in altre occasioni di meditazione e preghiera, si è notato che il numero delle violenze, di reati e visite al pronto soccorso, nella zona in cui si praticava, diminuiva sensibilmente.

Concluso  l’esperimento , la violenza si riproponeva in ugual misura come nel periodo precedente.

Tutto ciò ci fa presupporre che le nostre menti possiedono anche una dimensione collettiva, un’interconnessione che influenza il mondo esterno e  ci fa presupporre che quest’ultimo è un estensione del nostro modo di pensare e di essere.

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Postura ed emozioni: sono collegate!

Postura ed emozioni: sono collegate!

Possono le emozioni influenzare la nostra postura? E’ ampiamente dimostrato dalla psicosomatica questa correlazione indissolubile che collega psiche organi visceri e colonna vertebrale.

Corpo e Psiche sono intimamente legati, ” trattando posturalmente” il corpo, trattiamo anche la Psiche (spirito).

Avete mai osservato la posizione delle vostre spalle quando siete tristi? Tende a chiudersi, mentre quando siete entusiasti le vostra posizione assume una postura piu’ sicura ed aperta.

Oppure vi siete mai ritrovati dopo una situazione stressante irrigiditi nei muscoli del volto,con i pugni ancora chiusi oppure i glutei serrati ?

Questo è un esempio semplice che ci indica come  Il corpo e la mente  siano strettamente connessi tra loro.

Se ci addentrassimo oltre potremmo trovare legami tra indigeribilità psichica e stomaco, tra sensi di colpevolezza ed intestino crasso ,tra malinconia e polmoni, tra la collera e il fegato.

Postura: come l’energia influisce sulla posizione eretta

Molti studi hanno dimostrato come il mantenere una posizione eretta durante situazioni difficili piuttosto che in contrazione per autoprotezione, aumenti la possibilità di gestione dell’impatto emotivo. L’energia libera di circolare o meno, ha effetti sull’individuo.

Se fluida e non trattenuta dagli effetti paralizzanti dello stress e della paura l’energia è libera di circolare.

Se perturbata invece essa non è in grado di poter andare là dove normalmente dovrebbe essere disponibile nel corpo per le necessità del caso. Assicurando quindi libertà di movimento e flessibilità appropriate.

Inibito e congelato dall’attacco stressante, fisico psichico o emozionale non importa,il corpo organizza coerentemente come un tutt’uno gli effetti a ricaduta dell’impatto sull’insieme delle catene muscolari visceri organi e struttura.

Inserire piccoli accorgimenti posturali tipo il far cadere le spalle quando ci si trova in posizione di guida. Oppure in automobile o al computer. Oppure aver cura di migliorare la nostra postura correggendola o migliorandola, contribuisce al nostro benessere somatopsichico.

Come interviene lo specialista di Osteofluidica?

Lo specialista di Osteofluidica osserva la vostra totalità. La capacità di ampiezza respiratoria, le asimmetrie del cranio del torace, e contempla con un tatto super sensibile la presenza del movimento respiratorio primario in tutti i distretti corporei.

Esegue un bilancio,valuta la  lunghezza degli arti,la vostra postura, le correla e le armonizza normalizzando le eventuali differenze esistenti.

Essenzialmente opera azioni di bilanciamento. Vale a dire  vi permetterà di raggiungere l’armonia con  voi stessi.

La migliore disponibilità energetica intercorrelata disponibile nei tre livelli psico fisico emozionali contemporaneamente in un solo spartito, l’affaticamento, stress, nervosismo e tutti i disagi causati dalla vostra cattiva postura.

E dai vissuti emozionali che disturbano la vostra vita  quotidiana spariranno spontaneamente. Poichè essi sono presenti quale testimonianza della mal distribuzione energetica e fluidica circolatoria.

Per l’osteofluidica è un dato di fatto che la nostra postura ed  il nostro modo di “Essere” siano l’una lo specchio manifesto esterno e visibile dell’altro non manifesto e invisibile.

Che un sintomo fisico possieda in se un contenuto psichico e che tutto l’Essere Umano sia interconnesso contemporaneamente ed integrato in tutte le sue dimensioni ed in tutti i piani esistenziali.

Come fossero in filigrana.

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Disidratazione: i benefici dell’acqua

Disidratazione: i benefici dell’acqua

L’acqua e’ molto importante per prevenire  la disidratazione e migliorare la funzione posturale. Bere è essenziale per il nostro organismo depura l’organismo, mantiene elastica la nostra pelle,idrata il corpo, migliora la motilità organica, riduce la ritenzione di liquidi in eccesso.

La disidratazione crea aumento di ritenzione idrica, gonfiore, problemi intestinali, stipsi, irritabilita’, stanchezza mentale e fisica.

L’uomo gradualmente passando dall’infanzia all’adolescenza e via via nell’età adulta e nella vecchiaia perde progressivamente lo stimolo alla introduzione d’acqua nell’organismo.

Esso beve solo quando ha sete, e spesso, sostituisce all’acqua altri liquidi e bevande che il corpo decodifica come non necessari ed elimina attraverso la diuresi, privando l’organismo anche della poca acqua di cui dispone.

Bere non vuol dire introdurre vino, succhi di frutta, latte od altro, bere vuol dire introdurre acqua!

Acqua: quando e quanto bere

Saggezza sarebbe appena alzati al mattino introdurre un bel bicchierone d’acqua calda,questo permette il recupero dell’acqua e dei sali minerali evaporati attraverso il sudore e la respirazione durante la notte (in media in una notte perdiamo l’equivalente di una lattina da 33cl).

Durante la mattinata ricordarsi di introdurre un altro bicchiere d’acqua e mezz’ora prima di pranzare. Questo facilita la digestione che avverrà in modo più semplice avendo provveduto ad irrorare i succhi gastrici,che dovranno successivamente impastare il bolo alimentare.

E’ sconsigliato bere acqua a pranzo o a cena poiché la digestione necessitando di “focus” digestivo verrebbe rallentata.

Dopo pranzo nel pomeriggio utile un altro bicchierone e mezz’ora prima di cena i soliti due bicchieri, saggia accortezza prima di coricarsi un altro bicchiere di acqua calda. La sete è la luce spia che segnala la riserva del nostro liquido motore .

Senza l’introduzione di acqua rischiamo di compromettere funzioni vitali.

La disidratazione: cos’è e cosa comporta

In un quadro di disidratazione cronico il corpo nei suoi intrinseci meccanismi di adattamento e sopravvivenza preleva acqua dalle riserve esistenti.

Cioè dai tendini dalle cartilagini dai dischi intervertebrali privando essi stessi delle loro capacita idrolipidiche di autorigenerazione, mettendo le condizioni perché si usurino molto velocemente.

Un organismo in equilibrio dovrebbe assumere 0,02 lt per kg ovvero una persona di 75 kg dovrebbe bere almeno 1,5 lt al giorno. Ma in un quadro di disidratazione cronica, per i primi tempi dovrebbe introdurne almeno 2 lt.

Non bere favorisce un aumento di carico tossinico nell’organismo. Bere acqua inoltre, ha una funzione nel mantenimento di una corretta funzione posturale.

La disidratazione ha ripercussioni  sulla struttura articolare, in particolare su quella del rachide (colonna vertebrale). Una corretta prevenzione e il mantenimento della funzionalità della colonna sono  importanti perche’ il suo principale nutrimento è quello idrico.

Il funzionamento dei dischi intervertebrali è determinato da un meccanismo d’idroammortizzamento. L’ernia del disco può essere causata da una disidratazione generalizzata dell’organismo, poiche’ si riscontra questa patologia anche in persone che non svolgono attività fisica intensa.

Aumentate il consumo di acqua.

Per vivere in armonia e mantenere il benessere del vostro organismo.

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Asma nei bambini: cause, sintomi e rimedi

Asma nei bambini: cause, sintomi e rimedi

L’asma nei bambini è una malattia di interesse di varie specialità mediche, tra cui l’odontoiatria. Sia che si presenti con crisi episodiche, sia nelle forme di asma cronica.

Essendo caratterizzata da respirazione buccale, da un punto di vista odontoiatrico le conseguenze possono essere patologie di ordine occlusale o interessare gli elementi dentari che divengono preda di lesioni cariose.

Asma nei bambini: da cosa dipende

La respirazione buccale determina incompetenza labiale, mancata espansione del palato caratterizzato da ipoplasia verticale e sagittale che può anche divenire ogivale.

Presentando rughe palatine in zone non fisiologiche, con affollamento dei denti. I due incisivi superiori possono assumere una posizione a V con apice labiale ed apertura dell’ angolo verso il palato.

La contrazione dei muscoli della guancia nell’aspirazione dell’aria attraverso la bocca, impedisce la crescita fisiologica del mascellare.

Che si presenta micrognatico quindi il bambino ha la classica ”facies adenoidea” di comune riscontro nei casi di ipertrofia di queste ghiandole anche se in questo caso non sono le adenoidi ad essere in gioco.

Quindi dolicocefalia delle ossa facciali per abnorme crescita verticale delle stesse, naso stretto, seni iposviluppati, le tube di Eustachio non hanno pressione fisiologica.

I sintomi

Altri sintomi sono presenti di pertinenza ORL: frequenti riniti, adenoiditi, faringiti, tonsilliti, flogosi ripetute a carico dell’ orecchio che può sfociare in ipoacusia.

Ma, lo stesso motivo che determina queste patologie, causa gengiviti, micosi, herpes recidivanti nella cavità buccale e sulla rima labiale.

L’aria introdotta direttamente dalla bocca nelle vie aeree non viene riscaldata, umidificata, depurata. E’ impedito alle vibrisse di funzionare da filtro per cui i germi, particelle sospese nell’ aria possono giungere senza ostacoli ai bronchi e quindi ai polmoni, causando frequenti episodi infettivi a carico dell’ albero respiratorio.

Asma pediatrica: altri segnali

Altri segni devono attirare l’ attenzione del dentista:

–  colorito cianotico della cute e delle mucose;
–  tipo di respiro: profondità di respiro, tachi o bradipnea;
–  presenza di segni clinici di ipossiemia: tachicardia, stanchezza, cianosi, fino alla confusione;
–  ipercapnia: ipertensione, emicrania, tremori;
–  i movimenti del torace durante l’ inspirazione e l’ espirazione.

La crescita non fisiologica del mandibolare può presentare due varianti ed il risultato è la prognazia
inferiore cioè la III classe di Angle o la II classe se in posizione arretrata.

Nel primo caso la lingua che trova accoglienza sul pavimento della bocca si sviluppa in modo
abnorme ”lingua a ciabatta” ( può essere presente frenulo linguale corto).

La macroglossia determina deglutizione atipica e dislalia: (t, d, n, r, ch, l, s, z), voce nasale, può esserci sigmatismo (la “esse” interdentale”) e disfonia.

Nel secondo caso la deglutizione avviene con interposizione della lingua tra gli incisivi favorendo la
vestibolarizzazione degli stessi.

I condili sono dislocati ed il menisco non è correttamente interposto tra i due capi articolari.

Ne risente, col tempo, il rachide cervicale che perde la lordosi fisiologica. Il rachide lombare diviene lordotico nella III classe, quello toracico cifotico nella II, in ambedue i casi la verticale di Barrè non cade nel punto fisiologico tra i due piedi e si creano tutta una sequela di problemi di postura.

Il bambino non ha un buon sonno essendo un russatore, soffre pertanto di astenia, carenza dell’
attenzione, svogliatezza, il rendimento scolastico è carente ancor più se è presente ipoacusia.

Spesso assente da scuola per concomitanti episodi infettivi, può essere vittima di bullismo anche per la presenza di dislalia che complica il quadro già di per sé abbastanza sgradevole.

Il ruolo della saliva

I denti non umettati dalla saliva vanno incontro a carie esattamente come succede nel morbo di
Sjogren che riconosce altra origine e si presenta in altra età.

Si ha un’ alterazione della composizione della saliva per cui diminuzione del lysozima, immunoglobuline, mucina, saprofiti utili. Mentre è presente flora batterica nociva tra cui candida, escherichia, porphiromonas, streptococco mutans, non si ha più una fisiologica omeostasi all’ interno della bocca.

(Epstein e Schubert, 1987).

Il potere tampone della saliva consiste nella sua capacità di equilibrare l’ambiente acido cheinevitabilmente viene a crearsi a livello orale a causa dell’acidità intrinseca di alcuni alimenti e degli acidi prodotti da microrganismi acidogeni. Tale proprietà avviene, in condizioni normali, in virtù del suo contenuto in bicarbonato e per la presenza di fosfati e proteine anfotere.

(Dibdin e Shellis, 1989).

Per un eccesso di acidità il potere tampone della saliva non riesce a riequilibrare il ph e si ha
distruzione dello smalto, sul quale si innesta l’ opera distruttiva dei batteri, quindi cariemultiple. Diminuiscono le defensine, le istatine ( azione antimicotica), le lattoferrine, i fagociti.

In più, i residui alimentari non dilavati dalla saliva determinano un’ accumulo di placca, che, in ambiente
umido a 37 gradi funziona da pabulum ottimale per lo sviluppo di patogeni come in incubatrice favorendo parodontopatie, infezioni fungine, virali a carico della lingua e delle gengive e della rima orale.

Conclusioni

La saliva, in studi pubblicati J. Dent. Res 1987 Aug;66:1404-6, nei bambini asmatici era
diminuita del 26%, mentre la componente parotidea risultava inferiore addirittura del 36%.

Le differenze notate non erano solo quantitative: anche la composizione salivare era diversa. Infatti,
in chi soffre d’asma le proteine totali e l’amilasi erano significativamente meno presenti.

Non chiara, ad oggi l’ azione dei beta2-adrenergici usati nella terapia.

Secondo la medicina psicosomatica l’asma è legata ad una profonda paura di perdere il legame
con la madre, ad un desiderio inconscio di dipendenza, l’attacco d’asma è paragonato ad un grido
di aiuto soffocato rivolto alla figura materna. Le ricerche di neurofisiologia hanno messo in luce l’esistenza di connessioni tra il sistema neurovegetativo ed il sistema nervoso centrale che possono sostenere ciòche era già emerso dall’analisi dei casi clinici e cioè che anche gli organi interni sono capaci di espressione
simbolica.

Gaetano Mormina

Dr. Emma Castagnari
medico chirurgo spec. Odontostomatologia

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