Rimedi naturali per herpes

Rimedi naturali per herpes

Navigando sul web potrete trovare diversi rimedi naturali per herpes, ma solamente pochi di essi risultano davvero efficaci per combattere questo disturbo. 

L’herpes è una infezione che può colpire la bocca, il viso e in casi più rari anche i genitali. Insomma colpisce alcuni dei punti più sensibili del nostro corpo, sarà quindi meglio fare attenzione e procedere sin da subito con le giuste cure. 

Si tratta inoltre di una infezione contagiosa, che può essere quindi “trasferita” a chi vi sta accanto. 

Solitamente la causa principale della comparsa dell’herpes è da attribuire ad un indebolimento del sistema immunitario. Per curare questo disturbo, la prima cosa da fare sarà aumentare le difese immunitarie.

Di seguito vi indicheremo i migliori rimedi naturali per herpes.

Rimedi naturali per herpes: Burro di Karité

Il Burro di Karité è senza dubbio uno dei più efficaci rimedi naturali per herpes. Grazie alle sue proprietà emollienti riesce ad ammorbidire la pelle e donargli molta più elasticità.

Ma non solo, perché questo prodotto svolge anche una funzione protettiva in grado di mantenere la pelle umida ed elastica. Insomma tutto ciò che serve per contrastare questa fastidiosa infezione. 

Il consiglio è di applicare del burro di Karité sulla parte da trattare, più volte durante la giornata (basteranno 2-3 volte). 

Segnaliamo che in caso di esposizione solare, sarà necessario aumentare la frequenza giornaliera dell’applicazione del burro di karité. 

Potrete trovarlo sotto forma di stick in Farmacia o Erboristeria. 

Aloe

Tra i migliori rimedi naturali per herpes non poteva mancare l’aloe, una pianta “magica” per quanto riguarda lesioni e infiammazioni. 

Principalmente l’aloe è conosciuto per le sue proprietà cicatrizzanti in grado di rigenerare velocemente la pelle. È l’ideale in caso di ferite o abrasioni. 

Ma non solo perché l’aloe possiede anche proprietà anti infiammatore e immunostimolanti, praticamente l’ideale per curare l’herpes. 

Inoltre svolge anche un’azione anti virale ed è in grado di combattere in maniera eccezionale il virus dell’Herpes. 

Il nostro consiglio è di usare un gel all’aloe, applicandolo in piccole quantità sulla zona da trattare. Lo troverete facilmente in Farmacia ed Erboristeria, ma anche nei supermercati più forniti. 

Camomilla

Infine, vi segnaliamo la Camomilla. Si tratta di un rimedio naturale solitamente utilizzato per combattere l’insonnia, ma in questo caso sarà possibile sfruttarlo anche come anti infiammatorio. 

La camomilla infatti contiene bisabololo, una proprietà in grado di alleviare il dolore derivante dalle infiammazioni ed allo stesso tempo debellare il virus dell’herpes. 

Svolge anche un’ottima azione lenitiva. Il nostro consiglio è di usarlo sotto forma di estratto, da applicare sempre in piccole quantità sulla zona da trattare, più volte al giorno. 

Segnaliamo che il bisabololo si ottiene anche per distillazione dell’olio essenziale di camomilla. Le parti della camomilla da cui si estrare questo principio attivo sono rappresentate dai capolini (possibile utilizzarli sia freschi che essiccati).  

Oltretutto la camomilla ha una azione di tipo vibratorio “blu” antisettica e naturalmente calmante. 

Foto di Silviarita  – Pixabay

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Il linguaggio dei fluidi: l’ascolto tattile

Il linguaggio dei fluidi: l’ascolto tattile

L’ascolto attivo è “Conditio Sine Qua Non” per dialogare con il linguaggio dei fluidi! Ovviamente si sta parlando di ascolto tattile, non acustico come si potrebbe superficialmente credere. Esistono due tipi di ascolto tattile: ascolto passivo ed ascolto attivo.

Fabio Rizzo,  ci ha fornito il proprio punto di vista riguardo i due tipi di ascolto. Di seguito un approfondimento sul linguaggio dei fluidi e le differenze tra ascolto attivo e ascolto passivo.

Se ti interessa l’Osteofluidica Cranio Sacrale, ti invitiamo a leggere anche: “Osteofluidica Cranio Sacrale: scacco matto allo stress!”.

Linguaggio dei fluidi: ascolto attivo e passivo

Un’ascolto attivo si differenzia da un’ascolto passivo proprio per il tipo di attenzione che si introduce nel contatto.

Se si appoggia una mano su una parte del corpo in modo intenzionale a ricevere una risposta codificata (sapendo qual è il moto dei fluidi che animano il corpo), il corpo è in grado di potermi far riscontrare questo micro movimento. Si parla di micro motilità, non di mobilità.

La motilità è un movimento spontaneo e animato da questa pulsazione fluidica. Vado a contatto con la parte del corpo e sento se il corpo mi può far vedere questo dinamismo. Se non può farmelo vedere vuol dire che è in lesione. E questo è un ascolto attivo.

Se io, per contro, appoggio la mano a contatto con il corpo e aspetto una risposta indifferenziata cioè senza precisazione intenzionale di conoscere la eventuale libertà o meno del moto dei fluidi, al massimo potrò ricevere informazioni sulla pulsazione cardiaca o termica oppure respiratoria di quella zona , questo è un ascolto passivo.

In questo caso il corpo non mi può dare nessun tipo di informazione fluidica perché se “aspetto” introduco una “attesa” e quindi una rigidità.

Conclusioni

Saper differenziare l’ascolto attivo dall’ascolto passivo quando si interviene in Osteofluidica Cranio Sacrale e fondamentale!

Quando ci si trova per la prima volta davanti ad un organismo che ci mostra la sua ritrovata libertà respiratoria primaria, contemporaneamente ci ritroviamo immersi nell’apertura ad una realtà sensibile quasi impercettibile.

Disporre di uno strumento tattile per poter indagare la presenza o meno della motilità ritmica, in precisi siti di sofferenza corporale permette di intervenire con micromovimenti di rilancio e ripristino della dinamica respiratoria primaria.

Alcune lezioni del Master in Osteofluidica Cranio Sacrale (tenuto da Fabio Rizzo) si concentrano proprio su queste tecniche.

Vi invitiamo ad attendere fino a domani per la pubblicazione del video informativo sull’ascolto attivo e passivo, in cui troverete spiegazioni e dimostrazioni pratiche effettuate da Fabio Rizzo.

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