Disturbi dell’apprendimento: tipologie e differenze

Disturbi dell’apprendimento: tipologie e differenze

I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) sono delle difficoltà di comprensione e comunicazione che presenta il soggetto a livello neurologico quando ancora si trova nell’età della prima infanzia.

Colpiscono generalmente dal 3% al 5% dei bambini in tutto il mondo, e possono assumere diverse caratteristiche a seconda della tipologia.

Vediamo di seguito cosa sono i disturbi dell’apprendimento, quali sono le cause e le diverse tipologie.

Disturbi dell’apprendimento: mai trarre conclusioni affrettate

Alla nascita di un figlio, ogni genitore spera sempre per prima cosa che egli sia perfettamente in salute, che non presenti complicazioni o imperfezioni a livello biologico.

Purtroppo però capitano molti casi in cui il bimbo, sin da piccolissimo, inizia a manifestare delle difficoltà di comprensione e di concentrazione. In questi casi bisogna fare molta attenzione. Perché non è detto per forza che un bambino che necessita di più tempo per imparare, possieda una qualche forma di DSA.

Non si devono mai trarre conclusioni affrettate nel diagnosticare preventivamente tali disturbi al piccolo. Soprattutto se non si ha alcuna esperienza con casi del genere.

La cosa migliore da fare se si hanno dei dubbi, è quella di rivolgersi ad uno specialista, e non ascoltare mai voci esterne di amici o familiari non competenti in merito.

Sviluppo del disturbo e possibili cause

Innanzitutto, i disturbi dell’apprendimento sono causati esclusivamente da problemi di natura neurologica. Seppure inizino a manifestarsi durante i primi anni di vita, purtroppo accompagnano il bambino sin da prima della sua nascita, oppure da subito dopo il parto.

Appartengono alla categoria dei disturbi innati, persistenti e resistenti; A seconda della forma più o meno grave, si può arrivare ad ottenere dei miglioramenti.

Le cause possono essere molteplici, ad esempio:

  • Disturbo genetico;
  • Assunzione di alcool, fumo, droghe da parte della madre durante la gravidanza;
  • Nascita prematura;
  • Nascita post-termine;
  • Intossicazione da Metalli pesanti
  • Peso del bambino alla nascita molto inferiore al normale;
  • Grave forma di ittero;
  • Asfissia perinatale.

I diversi tipi di DSA

Le varie tipologie di disturbi specifici dell’apprendimento possono essere:

  • Dislessia, quando il bimbo trova difficoltà soprattutto nella lettura. Trova problemi nel distinguere le lettere e i suoni che risultano simili, e questo lo porta a leggere molto lentamente. Tale disturbo comporta inevitabilmente ad avere problemi anche nel formulare dei discorsi lineari e senza errori;
  • Disortografia, disturbo che comporta al bambino delle difficoltà nella scrittura. Avrà problemi a memorizzare e a ricordare, ma anche a capire le regole della grammatica, e soprattutto a riconoscere le doppie consonanti;
  • Disgrafia, si manifesta con difficoltà nella scrittura esecutivo-grafica. Il che significa che il piccolo troverà sempre molti problemi nello scrivere fluentemente, perché non svilupperà la capacità dell’ordine nella scrittura. La sua grafia risulterà sempre disorganizzata e frammentaria, e apparirà incomprensibile da leggere anche per lui;
  • Discalculia, che riguarda invece i numeri e i calcoli. Il bambino troverà molto difficile comprendere i numeri e saperli distinguere. Di conseguenza, avrà problemi anche ad eseguire operazioni di calcolo molto semplici, a memorizzare le tabelline e a ragionare su tutto ciò che riguarda l’ambito numerico.

Foto di Jcomp – Freepik.com

Se pratichi terapie corporee e desideri ricevere ulteriori informazioni sui nostri corsi di Osteofluidica Cranio Sacrale, compila il modulo qui sotto e in poche ore riceverai una risposta dettagliata.

1 + 4 =

Paura di amare: come fare per superarla?

Paura di amare: come fare per superarla?

La cosiddetta “paura di amare”, come si può immaginare, in realtà rimanda a diversi concetti. Che spesso non coincidono veramente con quello che è l’amore in sé. 

La maggior parte delle volte infatti, questo timore ha radici più profonde, che possono avere molte cause. È possibile che a provocarla sia stato un trauma passato, oppure che ci sia una difficoltà reale nel concedere fiducia agli altri. 

In ogni caso, sappiate che la paura di amare può essere superata. Di seguito scopriremo come. 

Paura di amare: quali possono essere le cause?

La paura di amare, conosciuta scientificamente come “filofobia”, il più delle volte non è data dalla reale paura di innamorarsi di qualcuno. Ma, più che altro, dal terrore di soffrire, di essere abbandonati oppure traditi. 

Si ha quindi più paura delle conseguenze che l’amore può portare, invece che dell’amore vero e proprio. Le cause possono essere tra le più disparate, di solito però questo timore è la conseguenza di una ferita passata. In tale circostanza, la paura si è sviluppata dopo essersi concessi all’amore almeno una volta. 

Quella volta, molto probabilmente, la relazione si è conclusa con un tradimento o con un abbandono da parte del partner. E questo ha provocato un dolore talmente grande da portare la persona ad una chiusura totale verso l’amore. 

Il timore di amare però può nascere anche da un forte concetto di indipendenza che si ha della propria vita. In questo caso, solitamente a soffrirne più spesso sono gli uomini, che tendono a chiudersi di più in se stessi rispetto alle donne. 

Questo tipo di uomo, in genere, è dovuto crescere in circostanze particolari. E spesso non ha avuto un buon esempio di amore da parte della famiglia e delle persone attorno a sé. Per tutta la vita ha dovuto cavarsela con le sue forze, ed è quindi abituato a non chiedere e a non dare. Non si concede ai sentimenti perché sa che sono l’unica cosa che non può controllare. 

Come superare il terrore di concedersi a qualcuno

Per tutti gli scettici e le persone che credono di essere senza speranza, sappiate che la paura di amare si può superare. 

Alcune volte si tratta di un terrore talmente insito nella mente della persona, che diventa necessario seguire una terapia somato-emozionale per riuscire ad uscirne. 

Il più delle volte però, è sufficiente riuscire ad accettare il fatto che tutta la vita è un grande mistero, e che niente si può tenere davvero sotto controllo. L’amore è un desiderio che risiede nel cuore di ogni essere umano, e l’accettazione di una possibile fine purtroppo è sempre da mettere in conto. 

Lasciarsi andare, aprirsi completamente ad un’altra persona, lasciare che questa conosca ogni parte della propria vita e concederle la massima fiducia. Amare e lasciarsi amare è una delle cose più difficili che si possano fare. 

Qualcuno una volta ha detto: “L’amore è dare a una persona la possibilità di distruggerti, ma confidare nel fatto che non lo faccia.

E questo è vero. L’amore è un rischio, e la paura è sempre presente. Ma la verità è che tutta la vita è fatta solo di rischi. E chi non osa per timore di perdere, ha già perso in partenza. Il modo migliore per superare la paura è convincersi del fatto che comunque ne varrà la pena. Anche soffrendo, anche perdendo.

Un saggio disse: « rinunciare ad amare per paura di soffrire e come rinunciare a vivere per paura di morire ».

Foto di Daniel Borker da Pixabay

Se pratichi terapie corporee e desideri ricevere ulteriori informazioni sui nostri corsi di Osteofluidica Cranio Sacrale, compila il modulo qui sotto e in poche ore riceverai una risposta dettagliata.

8 + 5 =

Legge Karmica: cos’è e come funziona il Karma

Legge Karmica: cos’è e come funziona il Karma

La Legge Karmica, anche conosciuta come “legge causa-effetto”, è quel principio secondo il quale ogni azione che svolgiamo, presto o tardi si ripercuoterà sulla nostra vita.

Si tratta di una delle filosofie principali sulla quale si basano molte religioni orientali, come il buddhismo o l’induismo. La parola Karma, deriva del termine “Karman”, che in lingua sanscrita significa “azione”. In India però, la maggior parte delle filosofie e delle religioni dà a questa parola il significato di “buona azione”.

Vediamo quindi che cos’è la legge Karmica e come funziona il Karma.

Legge Karmica: cos’è, significato, concetto base

La legge Karmica si basa sul concetto secondo cui ogni azione che facciamo (buona o cattiva che sia), debba avere per forza una conseguenza sulla nostra vita. E non solo su quella attuale, ma anche sulle reincarnazioni future, perché si tratta di una legge universale inscindibile alla quale non è possibile porre limiti.

Il concetto di Karma ha origini che risalgono circa all’VIII secolo a.C. Oggi si tratta della legge universale a cui soprattutto buddhisti e induisti fanno maggiore riferimento. Ovviamente, non si tratta di una normativa giuridica, infatti l’appellativo “legge” viene utilizzato per conferire la corretta dimensione del valore intrinseco del messaggio.

In realtà, tale concezione insegna più che altro delle lezioni di vita utili per poter generare Karma positivo. E, allo stesso tempo, per sciogliere o “bruciare” invece quello negativo.

Le 12 lezioni della legge Karmica

Gli insegnamenti contenuti all’interno della legge Karmica sono 12. Eccoli di seguito:

  1. Causa-effetto. Principio secondo il quale ciò che dai sarà anche ciò che riceverai;
  2. Creazione. Concetto che esorta a non lamentarsi della propria vita, ma ad agire per cambiare ciò che non va;
  3. Umiltà. Insegna che, prima di poter modificare ciò che non va, è necessario ammettere che la negatività non è causata dagli altri, ma da noi stessi;
  4. Crescita. Tale principio insegna che non possiamo cambiare il mondo che ci circonda o le altre persone. È quindi più opportuno concentrarsi sul cambiare sé stessi;
  5. Responsabilità. Simile alla creazione, insegna ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni, con la consapevolezza che queste porteranno a delle conseguenze;
  6. Connessione. Insegna che ci vuole tempo per rimediare alle cattive azioni, ma è possibile farlo. Ogni buona azione può aiutare a cancellare la cattiva energia creata in passato;
  7. Messa a fuoco. Insegna che è meglio non affrontare tutti i problemi della vita nello stesso momento. Bisogna focalizzarsi su una cosa alla volta così da poterle affrontare tutte con la massima energia;
  8. Ospitalità. Esorta a dimostrare con fatti e azioni ciò che si pensa e si dice;
  9. Qui e ora. Insegna a vivere a pieno il presente, accettando che non si può cambiare il passato o tentare di controllare il futuro;
  10. Cambiamento. Concetto secondo cui l’universo ci dà sempre ciò di cui abbiamo bisogno. Man mano che si svilupperà la crescita interiore, arriveranno anche informazioni per i cambiamenti in meglio;
  11. Pazienza e ricompensa. Insegna che per ottenere qualcosa ci vuole impegno e sacrificio. Nulla nel Cosmo si ottiene in fretta o per caso;
  12. Significato e ispirazione. Concetto che afferma che ogni azione che si compie ha un’importanza, ed è in grado di influenzare il mondo intero. Ottimale quindi compiere buone azioni coerenti, per attirare positività.

Foto di Creem Design – Sara Di Mario – Freepick

Se pratichi terapie corporee e desideri ricevere ulteriori informazioni sui nostri corsi di Osteofluidica Cranio Sacrale, compila il modulo qui sotto e in poche ore riceverai una risposta dettagliata.

10 + 5 =

Cervello Umano: ecco 5 cose che non sapevi!

Cervello Umano: ecco 5 cose che non sapevi!

Il cervello umano è senza dubbio uno degli organi più interessanti e misteriosi del nostro corpo. Capace di “impartire ordini” a tutte le parti del corpo, è proprio dal cervello che partono infatti la maggior parte delle attività del nostro corpo.

E’ un organo pieno di segreti, e spesso nemmeno noi siamo a conoscenza delle sue enormi potenzialità. Se ti interessa l’argomento, ti invitiamo a leggere anche: “Coscienza Collettiva e Menti Interconnesse”.

Di seguito 5 curiosità che non sapevi sul cervello umano.

Cervello umano: potenza ed energia

Il cervello umano è un mix di potenza ed energia, basti pensare che da “sveglio” produce abbastanza energia da alimentare una lampadina da 30-35 Watt. Incredibile.

Occhio però che mantenere il cervello attivo comporta anche maggiore dispendio energetico per il vostro corpo. Si stima che quest’organo “consumi” tra il 15 ed il 25% dell’ossigeno e glucosio presente nel sangue. Insomma potente si, ma anche dispendioso!

Cervello Umano: installare falsi ricordi

Come può accadere per un normale PC, anche nel cervello umano è possibile “installare” (o meglio impiantare) falsi ricordi. Quest’organo è in grado poi di conservare il ricordo anche se effettivamente risulta falso o non vissuto.

Questo può accadere principalmente nel sonno, durante la fase REM. Secondo la Scienza infatti, c’è una stretta correlazione tra la fase REM ed il consolidamento della memoria, anche l’apprendimento risulta più efficace durante il sonno.

Il cervello non dorme mai e non smette mai di funzionare, durante il sonno l’attività cerebrale raggiunge i picchi massimi.

Quanti dati può immagazzinare un cervello?

Se il cervello è quindi simile all’hard disk di un PC, ci sarà sicuramente un limite massimo per immagazzinare i dati. Dopodichè non sarà più possibile farlo.

Beh, questo non può accadere con il cervello umano perché la sua “capienza” (per noi) è illimitata. Nel senso che è così capiente che non basterebbe una vita per riempirlo tutto.

Secondo alcuni studi condotti sul tema, il cervello è composto da circa 1 miliardo di neuroni collegati tra loro da ulteriori mille miliardi di connessioni. Potremmo considerare ogni neurone come un singolo hard disk.

Secondo lo stesso studio, la capacità del cervello potrebbe aggirarsi intorno a 2,5 pentabyte! Praticamente potrebbe ricordare tutto quello che avete visto in tv negli ultimi… 300 anni!

Nessun dolore

Non si potrà mai sentire dolore al cervello. Un dolore o un fastidio potrebbe essere “avviato” proprio da quest’organo (anzo molto probabile), ma non potremmo sentire mai dolore al cervello.

Questo perché non sono presenti recettori del dolore. Cosa che rende possibile anche le operazioni chirurgiche al cervello da svegli, senza far sentire alcun tipo di dolore al paziente che si sta operando.

Il cervello va allenato!

Ebbene si, il cervello va allenato. E’ possibile migliorare notevolmente (durante la vita) le proprie capacità mnemoniche e di aumentare il volume delle cellule nervose. Potrete addirittura provocare cambi strutturali nell’encefalo.

Per migliorare le prestazioni mentali vi basterà tenere la mente allenata con giochi di logica, enigmi, problemi da risolvere e simili. Anche fare attività all’aperto giova moltissimo al cervello.

Se pratichi terapie corporee e desideri ricevere ulteriori informazioni sui nostri corsi di Osteofluidica Cranio Sacrale, compila il modulo qui sotto e in poche ore riceverai una risposta dettagliata.

7 + 4 =

Dispepsia: cause, sintomi e psicodigestione

Dispepsia: cause, sintomi e psicodigestione

La dispepsia può essere definita in prima istanza come una condizione patologica caratterizzata dalla presenza predominante di dolore e/o fastidio persistente o ricorrente localizzato nell’epigastrio.

Ma la conoscenza profonda dell’essere umano non può derivarci dalle descrizioni anatomiche e istologiche dei suoi organi interni,quanto dai rapporti dinamici che intercedono fra un organo e l’altro.

Di seguito un’attenta analisi su tutti gli organi interessati, cause e sintomi della dispepsia.

 

Dispepsia: la milza

Noi potremo,ad esempio,sapere al millesimo la struttura morfologica e istologica della milza, ma questi dati interessanti scadono di efficacia,se si considera la caratteristica principale di quest’organo a movimento ritmico con la pulsazione del sangue.

Anche la milza ha una sistole e una diastole. Si gonfia alcune ore dopo il pasto e più tardi ritorna su se stessa. Essa è dunque il cuore delle linfe : e come tale,cerca di ritmizzarle alle esigenze della circolazione sanguigna.

Ecco perchè la maggior parte dei cardiaci degli anginosi,sono preventivamente dispeptici.

Ecco perchè la pressione del sangue,alta o bassa,ha alle sue basi disordini dietetici,disarmonie colloidali di diete non adatte,essendo la digestione uno degli atti più personali dell’essere umano.

Stomaco, polmoni, cervello

Riordinare,rimettere in fase i propri poteri digestivi vuol dire raggiungere i quattro quinti della cura per la dispepsia. Anche se il male è andato a localizzarsi in altri organi.

E una persona con disturbi anche leggeri ma dispeptico,correrà sempre maggiori rischi di un altro,con organi digestivi in ordine anche se la forma morbosa è piu grave.

Vediamo inoltre che lo stesso stomaco,questo sacco grossolano in cui gettiamo ogni sorta di sostanze fra le più varie, è anche lui ritmico nella fase digestiva. Questo grazie ai suoi movimenti peristaltici. I quali devono sciogliere,amalgamare,fondere,ritmizzare le diverse sostanze per affidarle al lavoro più delicato della milza.

Lo stomaco può dunque considerarsi il cuore degli alimenti fisici e psichici. In quanto è ormai noto che la “digestione psichica” degli avvenimenti che viviamo somaticamente risiede in questo sito bersaglio. Diversamente la “digestione emozionale” ha come sito bersaglio la milza stessa .

Anche i polmoni hanno due fasi ben distinte : una inspiratoria e una espiratoria,di espansione e di ritrazione.
Essi funzionano da cuore dell’aria.

Infine il cervello coi suoi ventricoli dai quali il liquido cefalo rachidiano discende lungo il cavo durale e risale sette volte al giorno ritmicamente,rappresenta il cuore della quintessenza della vita.

Il sonno

Quando l’onda che risale non è più capace di vincere la forza di gravità e stenta a risalire ,allora l’uomo si dice stanco. Automaticamente,sente il bisogno di coricarsi e di dormire in posizione orizzontale.In questo modo le due correnti discendente e ascendente si incontrano facilmente e si mescolano.

E il risultato è il sonno umano,popolato di sogni che fanno della notte una vita di immagini rielaborate delle impressioni ricevute durante lo stato di veglia dagli stessi organi che di giorno lavorano producendo azioni volte al mantenimento delle funzioni vitali.

Le immagini che popolano la parte onirica della nostra esistenza sono una restituzione autentica delle emozioni  vissute durante il giorno dal nostro “Essere Sensibile”. Per poi essere rilasciate nella quiete notturna quando la condizione di riposo del corpo permette agli organi la “comunicazione essenziale” con il cervello.

Ed è inoltre in grado di collegare sfumature che durante la frenesia degli eventi quotidiani non abbiamo potuto immediatamente cogliere o focalizzare.

Anche gli animali dormono e sognano e sul loro rilascio emozionale, ma sul ventre e di fianco. In modo che le due correnti restano sempre nella loro condizione reciproca,allo stesso livello,tanto di giorno che di notte. Questo costituisce un altra differenza sostanziale fra l’uomo e gli animali.

Onde tutti i sonniferi che si fabbricano desunti da esperimenti su animali,riportati all’uomo producono uno stato simile all’ubriachezza, un sonno chimico che nulla ha in comune con un sonno normale.

Se pratichi terapie corporee e desideri ricevere ulteriori informazioni sui nostri corsi di Osteofluidica Cranio Sacrale, compila il modulo qui sotto e in poche ore riceverai una risposta dettagliata.

10 + 13 =