Sottomissione nella coppia: effetti psicosomatici

Sottomissione nella coppia: effetti psicosomatici

La sottomissione nella coppia è un rischio che può riservare conseguenze piuttosto pericolose. Proprio perché, una volta che si è innescato il meccanismo, è davvero difficile che la relazione tossica possa poi trasformarsi in un rapporto di coppia sano. 

Generalmente, una relazione di questo genere è formata da una persona che domina e da un’altra che si lascia dominare. Per volere, paura, oppure semplicemente perché non conosce altro modo di rapportarsi ad un’altra persona.

Vediamo quali sono le conseguenze psicosomatiche in caso di sottomissione nella coppia.

Sottomissione nella coppia: dominanza o masochismo? 

Come abbiamo accennato prima, quando è presente una sorta di sottomissione nella coppia, si tratta generalmente di una relazione tossica. Il che significa che probabilmente, più che un rapporto d’amore, è un legame basato sulla dipendenza dall’altro. 

Le relazioni di questo tipo possono avere due possibili scenari: 

  • Uno dei due partner è aggressivo o violento (anche verbalmente), e impone la sua volontà su un partner debole. In tal caso, la persona sottomessa è consapevole della tossicità del rapporto, ma non lo interrompe per paura;
  • Uno dei partner ha un temperamento naturalmente dominante, mentre l’altro ha un carattere più accondiscendente. Qui è possibile che non ci sia una vera e propria sottomissione da parte della persona più “forte”, ma la parte debole lascia che l’altro decida per tutto, mettendo sempre da parte il suo volere. È probabile che la persona si lasci sottomettere “volutamente” perché soffre di bassa autostima, dipendenza affettiva e masochismo.

In entrambi i casi comunque, un rapporto di questo tipo tenderà a svilupparsi in maniera negativa. 

Il presupposto di una relazione sana é il rispetto reciproco e l’assenza di bisogno.

I possibili effetti psicosomatici 

Quando è presente una forma di sottomissione nella coppia, il partner debole ad un certo punto sentirà il bisogno di ribellarsi. Questo perché avrà vissuto l’intera relazione con una sofferenza tale che, alla fine, gli avrà permesso di “aprire gli occhi” e voler essere più forte.  

In entrambe le situazioni che abbiamo visto poco fa infatti, il partner sottomesso non riesce a comunicare la sua insofferenza e la sua insoddisfazione. Questo lo porta a sviluppare una rabbia interna sia contro sé stesso (perché si lascia dominare), sia contro il partner (perché domina volutamente, o perché ha un temperamento naturalmente più forte). 

Vivendo una relazione di questo tipo, ci saranno tanti momenti nei quali la parte sottomessa si sentirà perduta, sola e incapace di reagire. E tutto ciò può tradursi in episodi di ansia, depressione, sensazione di fallimento e di insoddisfazione generale. 

D’altra parte, chi domina, constatando lo stato di disagio e di sempre minore indipendenza dell’altro , si sentirà in dovere di calcare la mano. 

Questa costante infelicità si ripercuote sul benessere fisico. Possono manifestarsi frequenti mal di pancia, mal di testa, tensioni muscolari, spossatezza, difficoltà a respirare e mancanza di energia. Se la situazione si protrae per molti anni, c’è anche la probabilità che si sviluppi un esaurimento nervoso che porta la persona sottomessa a fare cose che non avrebbe mai pensato di poter fare. 

Infatti, come dicevamo, è inevitabile che ad un certo punto il partner debole tenda a ribellarsi. In questo caso è necessario stare molto attenti. Perché è possibile che, per via della troppa sofferenza vissuta, faccia fuoriuscire la sua rabbia repressa in maniera reattiva e fuori misura. 

Nei casi migliori, la parte debole si allontana dalla parte dominante perché si accorge che la sua vicinanza non gli consente di stare bene. Nei casi peggiori invece, il partner sottomesso arriva a compiere gesti estremi per far del male a sé stesso oppure all’altro partner. 

 

Foto di Dina Dee da Pixabay

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Disturbi dell’apprendimento: tipologie e differenze

Disturbi dell’apprendimento: tipologie e differenze

I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) sono delle difficoltà di comprensione e comunicazione che presenta il soggetto a livello neurologico quando ancora si trova nell’età della prima infanzia.

Colpiscono generalmente dal 3% al 5% dei bambini in tutto il mondo, e possono assumere diverse caratteristiche a seconda della tipologia.

Vediamo di seguito cosa sono i disturbi dell’apprendimento, quali sono le cause e le diverse tipologie.

Disturbi dell’apprendimento: mai trarre conclusioni affrettate

Alla nascita di un figlio, ogni genitore spera sempre per prima cosa che egli sia perfettamente in salute, che non presenti complicazioni o imperfezioni a livello biologico.

Purtroppo però capitano molti casi in cui il bimbo, sin da piccolissimo, inizia a manifestare delle difficoltà di comprensione e di concentrazione. In questi casi bisogna fare molta attenzione. Perché non è detto per forza che un bambino che necessita di più tempo per imparare, possieda una qualche forma di DSA.

Non si devono mai trarre conclusioni affrettate nel diagnosticare preventivamente tali disturbi al piccolo. Soprattutto se non si ha alcuna esperienza con casi del genere.

La cosa migliore da fare se si hanno dei dubbi, è quella di rivolgersi ad uno specialista, e non ascoltare mai voci esterne di amici o familiari non competenti in merito.

Sviluppo del disturbo e possibili cause

Innanzitutto, i disturbi dell’apprendimento sono causati esclusivamente da problemi di natura neurologica. Seppure inizino a manifestarsi durante i primi anni di vita, purtroppo accompagnano il bambino sin da prima della sua nascita, oppure da subito dopo il parto.

Appartengono alla categoria dei disturbi innati, persistenti e resistenti; A seconda della forma più o meno grave, si può arrivare ad ottenere dei miglioramenti.

Le cause possono essere molteplici, ad esempio:

  • Disturbo genetico;
  • Assunzione di alcool, fumo, droghe da parte della madre durante la gravidanza;
  • Nascita prematura;
  • Nascita post-termine;
  • Intossicazione da Metalli pesanti
  • Peso del bambino alla nascita molto inferiore al normale;
  • Grave forma di ittero;
  • Asfissia perinatale.

I diversi tipi di DSA

Le varie tipologie di disturbi specifici dell’apprendimento possono essere:

  • Dislessia, quando il bimbo trova difficoltà soprattutto nella lettura. Trova problemi nel distinguere le lettere e i suoni che risultano simili, e questo lo porta a leggere molto lentamente. Tale disturbo comporta inevitabilmente ad avere problemi anche nel formulare dei discorsi lineari e senza errori;
  • Disortografia, disturbo che comporta al bambino delle difficoltà nella scrittura. Avrà problemi a memorizzare e a ricordare, ma anche a capire le regole della grammatica, e soprattutto a riconoscere le doppie consonanti;
  • Disgrafia, si manifesta con difficoltà nella scrittura esecutivo-grafica. Il che significa che il piccolo troverà sempre molti problemi nello scrivere fluentemente, perché non svilupperà la capacità dell’ordine nella scrittura. La sua grafia risulterà sempre disorganizzata e frammentaria, e apparirà incomprensibile da leggere anche per lui;
  • Discalculia, che riguarda invece i numeri e i calcoli. Il bambino troverà molto difficile comprendere i numeri e saperli distinguere. Di conseguenza, avrà problemi anche ad eseguire operazioni di calcolo molto semplici, a memorizzare le tabelline e a ragionare su tutto ciò che riguarda l’ambito numerico.

Foto di Jcomp – Freepik.com

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Legge Karmica: cos’è e come funziona il Karma

Legge Karmica: cos’è e come funziona il Karma

La Legge Karmica, anche conosciuta come “legge causa-effetto”, è quel principio secondo il quale ogni azione che svolgiamo, presto o tardi si ripercuoterà sulla nostra vita.

Si tratta di una delle filosofie principali sulla quale si basano molte religioni orientali, come il buddhismo o l’induismo. La parola Karma, deriva del termine “Karman”, che in lingua sanscrita significa “azione”. In India però, la maggior parte delle filosofie e delle religioni dà a questa parola il significato di “buona azione”.

Vediamo quindi che cos’è la legge Karmica e come funziona il Karma.

Legge Karmica: cos’è, significato, concetto base

La legge Karmica si basa sul concetto secondo cui ogni azione che facciamo (buona o cattiva che sia), debba avere per forza una conseguenza sulla nostra vita. E non solo su quella attuale, ma anche sulle reincarnazioni future, perché si tratta di una legge universale inscindibile alla quale non è possibile porre limiti.

Il concetto di Karma ha origini che risalgono circa all’VIII secolo a.C. Oggi si tratta della legge universale a cui soprattutto buddhisti e induisti fanno maggiore riferimento. Ovviamente, non si tratta di una normativa giuridica, infatti l’appellativo “legge” viene utilizzato per conferire la corretta dimensione del valore intrinseco del messaggio.

In realtà, tale concezione insegna più che altro delle lezioni di vita utili per poter generare Karma positivo. E, allo stesso tempo, per sciogliere o “bruciare” invece quello negativo.

Le 12 lezioni della legge Karmica

Gli insegnamenti contenuti all’interno della legge Karmica sono 12. Eccoli di seguito:

  1. Causa-effetto. Principio secondo il quale ciò che dai sarà anche ciò che riceverai;
  2. Creazione. Concetto che esorta a non lamentarsi della propria vita, ma ad agire per cambiare ciò che non va;
  3. Umiltà. Insegna che, prima di poter modificare ciò che non va, è necessario ammettere che la negatività non è causata dagli altri, ma da noi stessi;
  4. Crescita. Tale principio insegna che non possiamo cambiare il mondo che ci circonda o le altre persone. È quindi più opportuno concentrarsi sul cambiare sé stessi;
  5. Responsabilità. Simile alla creazione, insegna ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni, con la consapevolezza che queste porteranno a delle conseguenze;
  6. Connessione. Insegna che ci vuole tempo per rimediare alle cattive azioni, ma è possibile farlo. Ogni buona azione può aiutare a cancellare la cattiva energia creata in passato;
  7. Messa a fuoco. Insegna che è meglio non affrontare tutti i problemi della vita nello stesso momento. Bisogna focalizzarsi su una cosa alla volta così da poterle affrontare tutte con la massima energia;
  8. Ospitalità. Esorta a dimostrare con fatti e azioni ciò che si pensa e si dice;
  9. Qui e ora. Insegna a vivere a pieno il presente, accettando che non si può cambiare il passato o tentare di controllare il futuro;
  10. Cambiamento. Concetto secondo cui l’universo ci dà sempre ciò di cui abbiamo bisogno. Man mano che si svilupperà la crescita interiore, arriveranno anche informazioni per i cambiamenti in meglio;
  11. Pazienza e ricompensa. Insegna che per ottenere qualcosa ci vuole impegno e sacrificio. Nulla nel Cosmo si ottiene in fretta o per caso;
  12. Significato e ispirazione. Concetto che afferma che ogni azione che si compie ha un’importanza, ed è in grado di influenzare il mondo intero. Ottimale quindi compiere buone azioni coerenti, per attirare positività.

Foto di Creem Design – Sara Di Mario – Freepick

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Il percorso di crescita delle AG [Parte 6]

Il percorso di crescita delle AG [Parte 6]

La inclemente affinità speculare di manchevolezze, oltre che di luce e di aspetti simili e complementari, è la causa delle difficoltà per effetto della ripetizione meccanica di copioni comportamentali sbagliati. 

L’evoluzione consiste primariamente nel prendere coscienza di questi ultimi e possibilmente nel farlo in due. Famiglie di anime evolvono armoniosamente in contemporanea. 

È assolutamente vero. Se lo desiderano. 

Ogni passo che noi compiamo è preceduto e sostenuto dal nostro desiderio di compierlo ed è cronologicamente e qualitativamente condizionato da esso.

Se ti sei perso le altre puntate della nostra rubrica “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”, puoi trovarle di seguito:

1 – Il Karma d’amore

2 – Gli amori evolutivi (accidentali e occasionali)

3 – Gli amori impossibili e le anime inarrivabili

4 – I legami evolutivi, gli ostacoli e le ferite

5 – L’evoluzione e il divino legame con l’AG

Crescita e Vibrazioni

La crescita non avviene in modo automatico in contemporanea: se crescete voi non cresce di necessità anche lui. Potrete trovarvi cresciute, finalmente felici e con un nuovo partner che abbia vibrazioni alte adeguate alle vostre. 

Potrebbe la vostra maturazione essere di giovamento alla relazione, attenuando le ansie del vostro partner o suggerendogli un modello. 

È legge matematica che mutando i fattori il rapporto cambia le sue dinamiche. Ma non si può forzare l’altro a crescere, quando questi non lo desideri. 

Se siamo tutti onde di uno stesso mare, come secondo un detto taoista, si può solo migliorare la qualità dell’acqua. Facendo passare energia all’altro che inconsciamente se ne avvale per vivere con maggiore forza o serenità il suo percorso di crescita

Ogni volta che le nostre vibrazioni sono positive noi diamo, trasmettiamo amore al mondo: la luce, la purezza, la giustizia, costituiscono un dislivello di amore che passa da noi al mondo, con lo stesso sistema dei vasi comunicanti. 

Nel caso specifico si possono focalizzare le nostre energie positive tramite le tecniche della Psicodinamica (bagni di colore o coccole), della Radiance Technique o utilizzando determinati cristalli posti sulla sua foto con l’eventuale somministrazione di fiori di Bach appropriati. 

Meditazione e Evoluzione

Una meditazione molto efficace per caricare voi stessi e la vostra AG dell’energia a vibrazione più elevata e intensa è la visualizzazione della coppia lambita e percorsa da una fiamma di colore viola: procura un’immediata elevazione delle energie.

Clare Prophet la consiglia anche a chi non ha ancora trovato la sua AG perché carichi della stessa energia la sua metà lontana e, promovendo la sua evoluzione, la avvicini a sé. “L’amore con l’amore si cura” e la vostra energia, la vostra pazienza e la vostra fiducia aiuteranno l’ AG nella sua crescita, purché siano rispettate due condizioni: che per rincorrere un sogno d’amore non sacrifichiate la vostra propria crescita, presupposto basilare all’esito positivo di qualsiasi impresa, e che la vostra energia nutra un desiderio di crescita già coscientemente espresso dalla vostra AG. 

A volte comunque l’incentivo decisivo all’evoluzione del vostro partner è fornito dalla relazione stessa, dalla sua impossibilità a liberarsi del desiderio di voi che siete per lui la porta principale alla sua evoluzione.

FINE QUINTA PARTE

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Ci ritroveremo Domenica prossima con la settima puntata de “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”.

Nella prossima puntata parleremo di come riconoscere l’AG e risponderemo ad alcune interessanti quesiti. 

Dove conduce questo processo evolutivo? È un’unione spirituale? Porta a un unione spirituale? 

Lo scoprirete la prossima settimana.

To be continued…

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Il percorso di crescita delle AG [Parte 6]

L’evoluzione e il divino legame con l’AG [Parte 5]

L’evoluzione non consiste solo nel superare i limiti che il rapporto ci rende manifesti, generalmente gli stessi per entrambi, ma anche a procedere oltre, nella presa di coscienza e nella realizzazione di noi stessi.

Superare gli impedimenti più evidenti ci apre la strada ad altre scoperte, ulteriori gradini che, più o meno consapevolmente, dobbiamo al rapporto con l’AG.

L’AG è insieme riflesso della nostra anima, parte di lei, e modello a cui la nostra anima si ispira, completezza a cui tende al di fuori e dentro di sé, cibo di cui si nutre. (es: nodo lunare sud-nord speculari!)

Per essere completo devo acquisire la mia metà, in un matrimonio alchemico in cui lui diventa me ed io lui, io mi apro ad accogliere la mia parte mancante che amo ed onoro fuori e dentro di me.

Lo amo come parte di me e nello stesso tempo, pur senza sentirlo come maestro, mi conduce, mi fa essere, mi costringe senza saperlo ad essere quello che è mio destino sviluppare in me per raggiungere la compiutezza e assolvere il compito karmico.

Se ti sei perso le altre puntate della nostra rubrica “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”, puoi trovarle di seguito:

1 – Il Karma d’amore

2 – Gli amori evolutivi (accidentali e occasionali)

3 – Gli amori impossibili e le anime inarrivabili

4 – I legami evolutivi, gli ostacoli e le ferite

Il matrimonio ed il rapporto con l’AG

A proposito di matrimonio, il matrimonio tra due AG esiste già , da prima che si incontrino si può dire, e questa unione è sentita variamente dai due come desiderio che a volte può essere realizzato. Altre volte è necessario non realizzarlo.

Del resto l’AG non è la persona migliore con cui vivere la quotidianità, un rapporto così profondo e sublime è di un’intensità quasi dolorosa e difficilmente potrà portare la serenità e la stabilità di cui si avrebbe bisogno in un rapporto quotidiano.

Potete essere felici con la vostra AG o al contrario vi sembrerà di non riuscire a coronare alcun sogno comune. Allora la sofferenza sarà lo sprone per un grande salto evolutivo.

L’AG arriva sempre al momento giusto per attivare un vasto potenziale non ancora abbastanza vissuto, valorizzato o sviluppato. In ogni caso nessun uomo, né al di fuori né all’interno della coppia, può dividere ciò che Dio ha intimamente unito.

Ciò che Dio ha unito, l’uomo non divida. A questo ci penserà Dio.

(G.B. Shaw)

Ovviamente, quando il karma sarà assolto, la nostra anima sarà completa, la nostra AG sarà stata introiettata e non ci potrà dare più alcun sprone evolutivo.

Se la nostra evoluzione continuerà, continuerà senza di lei.

L’AG vista dagli occhi dell’amato

Il legame con l’AG è il legame più sacro della vostra vita, più decisivo per la vostra evoluzione e il più legato al divino.

L’amato è la strada verso la libertà interiore e la felicità, la pienezza e la realizzazione, è il nostro modo di sperimentare sulla terra l’amore più alto e puro, è la motivazione a trascendere le difficoltà e i limiti interiori, è l’incarnazione tangibile della nostra anima e del mistero spirituale che la circonda.

Attraverso gli occhi dell’amato si possono vedere le nostre e le sue profondità e accedere alla coscienza prima che impronta e anima tutte le forme di vita.

Gli occhi dell’amato si affacciano sul mistero divino. Molto spesso se ne ha conferma nelle preghiere stesse quando si recitano versi che citano gli occhi di Dio e si visualizzano quelli della persona che amiamo.

Toccando il mistero dell’AG tocchiamo uno dei più grandi misteri della creazione di cui abbiamo il dono di renderci conto in modo tanto coinvolgente. Platone offre una visione molto chiara e convincente del rapporto amoroso che è specchio, complementarietà, e anche contemplazione di qualcosa che va al di là dei partner coinvolti, li trascende.

Eros è figlio di Penia, povertà. Ognuno cerca nell’altro ciò che gli manca, di cui ha bisogno perché ne è privo.

Ma Eros apre anche la via che porta alla rivelazione del Bello in sé, alla contemplazione del ‘volto di Dio’. Nello specchio dell’amato non appare il nostro volto umano ma quello del dio da cui siamo posseduti e di cui portiamo la maschera.

Come l’occhio non può vedersi senza guardare un altro occhio così l’anima non può conoscersi senza contemplare un’anima e discernere in essa la parte in cui risiede la facoltà propria dell’anima.

Lo specchio, al posto della mia immagine riflessa, mi rimanda la figura del Dio.

FINE QUINTA PARTE

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Ci ritroveremo Domenica prossima con la sesta puntata de “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”.

Parleremo di meditazione, energia vibrazionale, e di come caricare voi stessi e la vostra AG.

To be continued…

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