Mobilità articolare: cos’è, come migliorarla, esercizi

Mobilità articolare: cos’è, come migliorarla, esercizi

La mobilità articolare non è altro che la capacità di muovere una o più articolazioni insieme, con la massima estensione possibile e senza provare dolore. È conosciuta anche col nome di flessibilità o estensibilità.

Avere una buona mobilità articolare è molto importante, perché grazie a questa si riesce a muovere le proprie articolazioni liberamente. Ma è fondamentale inoltre per mantenere il fisico in salute, per tenere una postura corretta e per condurre qualsiasi tipo di attività sportiva.

Se ti interessa l’argomento, ti suggeriamo di leggere anche: “Falsa gamba corta: ce ne parla Fabio Rizzo”.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta e come si fa a migliorarla.

Mobilità articolare: che cos’è?

La mobilità articolare non è una pratica che si acquisisce in maniera innata, bensì di una capacità che va sviluppata e mantenuta in esercizio nel tempo.

Tuttavia, ogni individuo possiede un fisico differente da quello degli altri. Ed inoltre, esistono persone che nascono con un’incredibile abilità genetica di muovere e flettere i propri arti in maniera molto più sviluppata rispetto a tante altre. In ogni caso però, si tratta sempre di una capacità da allenare e tenere attiva nel tempo, altrimenti non avrà modo di durare a lungo.

La flessibilità degli arti dunque necessita di essere allenata. Ma, come per tutte le cose, è necessario trovare un equilibrio e stare attenti a non esagerare. Infatti, un’eccessiva mobilità porta i muscoli a muoversi meglio, ma anche a “sopportare” meno.

La mobilità articolare, sia quando è troppo ridotta che quando è troppo sviluppata, può condurre al rischio di lesioni.

Trovare un equilibrio: stretching, esercizi attivi e passivi

Per avere una buona e sana mobilità articolare, è fondamentale sapere prima di tutto che i muscoli vanno riscaldati. Infatti, lo stretching prima di un qualsiasi sforzo fisico, è il metodo migliore per allungare i legamenti e renderli più preposti al movimento.

In generale comunque, la flessibilità degli arti si sviluppa in maniera sana grazie alla combinazione di esercizi attivi e passivi.

Per flessibilità attiva si intende l’abilità di assumere in maniera autonoma delle posizioni distese servendosi solo della propria forza. Per esempio, quando si solleva una gamba e la si mantiene alzata utilizzando unicamente i muscoli della stessa. Senza alcun supporto esterno.

Si tratta invece di flessibilità passiva nel momento in cui si distende un arto, ma lo si mantiene in tensione con l’aiuto di un supporto, un attrezzo o un compagno di allenamento. Ad esempio, quando si solleva una gamba e la si mantiene distesa poggiandola ad un’asta.

La mobilità articolare passiva è quella che comunemente allena e sviluppa chi vuole condurre una vita sana con movimenti del fisico fluidi e non “macchinosi”. Quella attiva invece è molto più difficile da allenare, e generalmente viene sviluppata a livello agonistico.

In ogni caso, per riuscire ad ottenere un ottimo equilibrio nella capacità di muovere i propri arti senza pericolo, i punti fondamentali da rispettare sono due:

• Non rinunciare MAI allo stretching;
• Alternare al meglio esercizi attivi ed esercizi passivi.
Foto di AndiP da Pixabay
Discopatia: tipi, cause, cure

Discopatia: tipi, cause, cure

La discopatia può essere lombare o cervicale. Si manifesta quando il “cuscinetto” posto tra una vertebra e l’altra, definito anello o disco, tende ad usurarsi e ad assottigliarsi. Questo disco, appunto, che funge da ammortizzatore tra le vertebre, a quel punto non riesce più a svolgere la sua funzione, causando un grande dolore.

Esistono 4 gradi di progressività di tale malessere: lieve, moderato, grave e severo.

Tra i metodi maggiormente consigliati per alleviare il dolore, e favorire anche la ricostruzione dei tessuti cartilaginei, si inseriscono diversi rimedi naturali.

Se ti interessa l’argomento, ti consigliamo di leggere anche: “Mal di schiena: cause, rimedi, esercizi”.

Vediamo quali sono le cause della discopatia, e quali sono i rimedi naturali più suggeriti.

Discopatia: le possibili cause

In ambito clinico, i vari tipi di discopatia vengono suddivisi in base alle cause scatenanti. Tale disturbo può quindi manifestarsi per via di:

• Traumi fisici, che hanno provocato movimenti del corpo bruschi e improvvisi;
• Anzianità, a causa dei tessuti muscolari che, con il passare del tempo, tendono a degenerarsi;
• Infezioni, che generalmente sono la conseguenza di disturbi come stafilococchi o streptococchi, ma possono essere causate anche dalla tubercolosi disco vertebrale o dalla febbre di Malta;
• Infiammazioni o discopatia autoimmune. Questa tipologia colpisce maggiormente i giovani e gli adulti, ed è provocata da sostanze infiammatorie che si sono accumulate nel disco vertebrale.

La discopatia però è un malessere che può essere trasmesso anche geneticamente.Per cui, non è raro che il disturbo si possa manifestare anche in ragazzi molto giovani, proprio per via di un nonno o un genitore che ne soffre o ne ha sofferto in passato.

Discopatia: i rimedi naturali

Uno tra i rimedi naturali più utilizzati per alleviare i malesseri della discopatia è l’artiglio del diavolo. Si tratta di un pianta perenne che cresce in Africa del Sud e nelle zone di savana.

Il suo segreto è dato dall’arpagoside, un glicoside che si trova nella radice, e che possiede delle straordinarie proprietà analgesiche e antinfiammatorie. Questa aiuta ad alleviare il dolore della discopatia in maniera significativa.

In alternativa, potete testare i fiori di Bach, rimedio fitoterapico che risulta benefico contro vari tipi di malessere e disturbi fisici. I fiori di Bach aiutano ad alleviare la tensione, sia a livello fisico che psicologico, e contribuiscono dunque a scaricare lo stress, rilassando tutti i muscoli.

Quando invece il dolore diventa davvero acuto, il rimedio migliore è la Boswellia. Si tratta di una pianta che è in grado di produrre incenso indiano. Gode di elevate proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche. Ma possiede anche grandi capacità anti-degenerative, che rallentano l’usura dei dischi vertebrali e rafforzano l’intero sistema muscolare. Si può trovare l’estratto secco di Boswellia in compresse, da assumere subito dopo i pasti.

Se con i consigli sopra citati non avete trovato i benefici non disperatevi, tre o quattro trattamenti manuali fluidici di rilancio dei tre maggiori fluidi :sangue linfa e liquido cefalo rachidiano, eseguiti  da un Osteopata Fluidico vi potranno rimettere in carreggiata senza « sinistri » cracking o manipolazioni aggressive.

Foto di Anna Mikkelgaard da Pixabay

L’evoluzione e il divino legame con l’AG [Parte 5]

L’evoluzione e il divino legame con l’AG [Parte 5]

L’evoluzione non consiste solo nel superare i limiti che il rapporto ci rende manifesti, generalmente gli stessi per entrambi, ma anche a procedere oltre, nella presa di coscienza e nella realizzazione di noi stessi.

Superare gli impedimenti più evidenti ci apre la strada ad altre scoperte, ulteriori gradini che, più o meno consapevolmente, dobbiamo al rapporto con l’AG.

L’AG è insieme riflesso della nostra anima, parte di lei, e modello a cui la nostra anima si ispira, completezza a cui tende al di fuori e dentro di sé, cibo di cui si nutre. (es: nodo lunare sud-nord speculari!)

Per essere completo devo acquisire la mia metà, in un matrimonio alchemico in cui lui diventa me ed io lui, io mi apro ad accogliere la mia parte mancante che amo ed onoro fuori e dentro di me.

Lo amo come parte di me e nello stesso tempo, pur senza sentirlo come maestro, mi conduce, mi fa essere, mi costringe senza saperlo ad essere quello che è mio destino sviluppare in me per raggiungere la compiutezza e assolvere il compito karmico.

Se ti sei perso le altre puntate della nostra rubrica “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”, puoi trovarle di seguito:

1 – Il Karma d’amore

2 – Gli amori evolutivi (accidentali e occasionali)

3 – Gli amori impossibili e le anime inarrivabili

4 – I legami evolutivi, gli ostacoli e le ferite

Il matrimonio ed il rapporto con l’AG

A proposito di matrimonio, il matrimonio tra due AG esiste già , da prima che si incontrino si può dire, e questa unione è sentita variamente dai due come desiderio che a volte può essere realizzato. Altre volte è necessario non realizzarlo.

Del resto l’AG non è la persona migliore con cui vivere la quotidianità, un rapporto così profondo e sublime è di un’intensità quasi dolorosa e difficilmente potrà portare la serenità e la stabilità di cui si avrebbe bisogno in un rapporto quotidiano.

Potete essere felici con la vostra AG o al contrario vi sembrerà di non riuscire a coronare alcun sogno comune. Allora la sofferenza sarà lo sprone per un grande salto evolutivo.

L’AG arriva sempre al momento giusto per attivare un vasto potenziale non ancora abbastanza vissuto, valorizzato o sviluppato. In ogni caso nessun uomo, né al di fuori né all’interno della coppia, può dividere ciò che Dio ha intimamente unito.

Ciò che Dio ha unito, l’uomo non divida. A questo ci penserà Dio.

(G.B. Shaw)

Ovviamente, quando il karma sarà assolto, la nostra anima sarà completa, la nostra AG sarà stata introiettata e non ci potrà dare più alcun sprone evolutivo.

Se la nostra evoluzione continuerà, continuerà senza di lei.

L’AG vista dagli occhi dell’amato

Il legame con l’AG è il legame più sacro della vostra vita, più decisivo per la vostra evoluzione e il più legato al divino.

L’amato è la strada verso la libertà interiore e la felicità, la pienezza e la realizzazione, è il nostro modo di sperimentare sulla terra l’amore più alto e puro, è la motivazione a trascendere le difficoltà e i limiti interiori, è l’incarnazione tangibile della nostra anima e del mistero spirituale che la circonda.

Attraverso gli occhi dell’amato si possono vedere le nostre e le sue profondità e accedere alla coscienza prima che impronta e anima tutte le forme di vita.

Gli occhi dell’amato si affacciano sul mistero divino. Molto spesso se ne ha conferma nelle preghiere stesse quando si recitano versi che citano gli occhi di Dio e si visualizzano quelli della persona che amiamo.

Toccando il mistero dell’AG tocchiamo uno dei più grandi misteri della creazione di cui abbiamo il dono di renderci conto in modo tanto coinvolgente. Platone offre una visione molto chiara e convincente del rapporto amoroso che è specchio, complementarietà, e anche contemplazione di qualcosa che va al di là dei partner coinvolti, li trascende.

Eros è figlio di Penia, povertà. Ognuno cerca nell’altro ciò che gli manca, di cui ha bisogno perché ne è privo.

Ma Eros apre anche la via che porta alla rivelazione del Bello in sé, alla contemplazione del ‘volto di Dio’. Nello specchio dell’amato non appare il nostro volto umano ma quello del dio da cui siamo posseduti e di cui portiamo la maschera.

Come l’occhio non può vedersi senza guardare un altro occhio così l’anima non può conoscersi senza contemplare un’anima e discernere in essa la parte in cui risiede la facoltà propria dell’anima.

Lo specchio, al posto della mia immagine riflessa, mi rimanda la figura del Dio.

FINE QUINTA PARTE

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Ci ritroveremo Domenica prossima con la sesta puntata de “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”.

Parleremo di meditazione, energia vibrazionale, e di come caricare voi stessi e la vostra AG.

To be continued…

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Sciatalgia: sintomi, cause e cura

Sciatalgia: sintomi, cause e cura

La sciatalgia è un disturbo che colpisce principalmente l’intera area lombare e causa problemi (come già si può intuire dal nome) al nervo sciatico, il più lungo di tutto il nostro corpo.

Il dolore è intenso e si può percepire lungo tutto il nervo sciatico, a volte può estendersi anche verso le zone circostanti. Quindi, se si tratta di sciatalgia, il dolore può essere percepito a partire dalla zona lombare o dal gluteo fino alle ginocchia.

L’infiammazione del nervo sciatico causa quindi un dolore lancinante e pungente, che oltretutto può causare anche intorpidimento e immobilizzazione dell’arto inferiore. Alcune statistiche indicano  che questo fastidio colpisce il 40% delle persone circa, almeno una volta nella vita.

Se ti interessa quest’argomento, ti consigliamo di leggere anche “Rimedi naturali per sciatalgia”.

Di seguito vi indichiamo cause e rimedi per la sciatalgia.

Sciatalgia: le cause

Le cause della sciatalgia possono essere attribuite a diversi fattori, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un disturbo derivante da problemi di schiena. Quindi cattiva postura, movimenti a freddo (magari mentre si solleva un peso), alimentazione troppo acida, esiti di traumi distorsivi differiti nel tempo, stipsi cronica.

Anche l’umidità è un fattore da non prendere alla leggera. Infatti non solo non fa affatto bene alle ossa, ma potrebbe anche causare problemi di schiena con conseguente sciatalgia. La permanenza prolungata in luoghi molto umidi aumenta le probabilità di comparsa di questo dolore.

In casi ben più rari può essere causata anche da gravi patologie come il cancro.

Quasi sempre la sciatalgia è causata da una compressione dei nervi lombari o sacrali, e se non curata può arrivare a comprimere anche le radici dei nervi causando danni ancor più gravi.

La compressione riguarda i nervi lombari L4 ed L5, e i nervi sacrali S1, S2, S3.

La cura

Di rimedi per la sciatalgia ce ne sono tanti, sia naturali che non. Ovviamente prima di procedere con una terapia vi ricordiamo che sarà meglio effettuare tutti i controlli necessari e verificare se si tratta realmente di sciatalgia e non di un dolore causato da eccessive contratture o ipertrofia del muscolo piriforme (detta anche sindrome del piriforme o, per l’appunto,falsa sciatalgia).

Effettuare delle sedute dall’osteopata è sicuramente un’ottima scelta. La sciatalgia si può curare in maniera ottimale con delle terapie fluidiche, l’osteopata fluidico andrà a lavorare in un’ottica di insieme che non tenga solo in considerazione le ultime vertebre lombari e le prime vertebre sacrali, ma libererà tutta “la persona” dalle implicazioni mio fasciali ed organiche oltre ad eventuali blocchi energetici, per poter fare in modo che la seduta abbia effetti prolungati nel tempo.

Ma non solo, la terapia infatti punterà anche a correggere le abitudini posturali dell’interessato, irrobustire la muscolatura e migliorarne la flessibilità.

Segnaliamo inoltre che l’idratazione svolge un ruolo fondamentale nella cura della sciatalgia, bere tanta acqua è importantissimo. Nutre i muscoli ed elimina le scorie del metabolismo.

Insomma, più bevete e meglio è.

Infine dovrete porre attenzione anche alla vostra alimentazione, eliminate gli zuccheri (che causano stress alle ghiandole surrenali) e fate il pieno di vitamina B (frutta e verdura) che invece è utile per nutrire al meglio la muscolatura e prevenire inoltre il mal di schiena.

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L’evoluzione e il divino legame con l’AG [Parte 5]

I legami evolutivi, gli ostacoli e le ferite [Parte 4]

Ogni incontro significativo e ogni incontro con un’AG ci offre uno specchio. La nostra AG principale è il nostro specchio più preciso che ci permette di affrontare nel modo più completo e diretto noi stessi e la nostra ombra.

La sensazione è di amare un pezzo di noi, l’equivalente animico di un brandello del nostro corpo e di adorare tanto l’anima dell’altro quanto il corpo che ne è simbolo, emanazione e rivestimento.

La nostra AG è noi ed è in grado di fornirci inoltre gli strumenti, le condizioni o le sollecitazioni di cui abbiamo bisogno per il nostro completamento, per la nostra evoluzione e felicità.

Se ti sei perso le prime puntate della nostra rubrica “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”, puoi trovarle di seguito:

1 – Il Karma d’amore

2 – Gli amori evolutivi (accidentali e occasionali)

3 – Gli amori impossibili e le anime inarrivabili

La sola, unica e grande ferita

L’AG riflette la nostra ombra e ci permette di curarla. L’amore è un detonatore di energia; l’amore o il bisogno di amore sono la maggiore motivazione all’azione.

Curare la propria ferita più grande è un’azione che richiede grande energia e forte motivazione, un impegno certamente troppo gravoso da compiere senza il fuoco propulsivo dell’amore e il pungolo di una necessità impellente, il vincolo cioè di un legame evolutivo che non sarà sciolto finché non lo si sarà affrontato.

Ogni ostacolo, esterno o interiore, qui è funzionale al suo superamento, aspetta solo di essere superato. Ognuno dei due partner fa il percorso di strada più importante insieme all’altro.

C’è un solo grande amore perché c’è una sola grande ferita.

Conseguire la felicità attraverso questo legame comporta lo scioglimento, la risoluzione dei nodi della personalità di entrambi.

Il percorso da seguire

Chiaramente è un percorso molto lungo, e anche molto sofferto. Da una parte, se siamo abbastanza consapevoli, vediamo in lei le nostre stesse debolezze che siamo spronati ad osservare e ad affrontare da una prospettiva esterna.

Impariamo a capirle, le accettiamo, ci esercitiamo a curarle con il nostro amore, così che quando le riconosceremo in noi e le sperimenteremo dall’interno non ci saranno estranee, le gestiremo con consapevolezza, con pazienza e le cureremo con altrettanto amore.

D’altra parte l’AG agisce in modo preciso e involontariamente crudele proprio sulle nostre ferite costringendoci piano piano a prendere coscienza delle debolezze che tanto ci espongono al dolore e curarle nel modo più definitivo possibile. È un percorso molto lungo e faticoso, ma assolutamente obbligato.

Gli ostacoli vi porteranno alla fuga e l’infelicità della fuga e della distanza vi ricongiungerà alla vostra AG con la quale nel corso del tempo conseguirete piccole prove e piccoli successi.

Il percorso è reso obbligato dalla costituzione stessa delle anime, dall’attrazione sottile, indefinibile ma ineguagliabile e ineludibile che le trattiene, l’una supremo desiderio dell’altra.

FINE QUARTA PARTE

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Ci ritroveremo Domenica prossima con la quinta puntata de “Anima Gemella: una questione di vibrazioni”.

Parleremo del divino legame con l’AG, il più sacro legame della nostra vita, nonché il più decisivo per la nostra evoluzione.

To be continued…

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